{"id":7998,"date":"2021-07-18T04:58:04","date_gmt":"2021-07-18T04:58:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=7998"},"modified":"2024-10-26T16:53:20","modified_gmt":"2024-10-26T16:53:20","slug":"un-libro-e-il-senso-identitario-delle-cose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/un-libro-e-il-senso-identitario-delle-cose\/","title":{"rendered":"Un libro e il senso identitario delle cose"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">C<\/span><\/strong>i sono gli oggetti e ci sono le persone. Ci sono situazioni e ci sono esperienze, a volte involontarie o persino casuali, che persone e oggetti coinvolgono al punto di metterli quasi in una simbiosi identitaria. Una toga pu\u00f2 raccontare l\u2019identit\u00e0 di un magistrato o di un docente. Un violoncello quella di una musicista. Un pieghevole ben impaginato di un contratto stilato da un importante studio legale quella di un giovane avvocato in carriera. Ma l\u2019identit\u00e0 di un oggetto non muta, mentre quella di una persona pu\u00f2 farlo.<\/p>\n<p>Racconta questo, sostanzialmente, \u201c<strong>La toga, il contratto, il violoncello<\/strong>\u201d, il nuovo libro di <strong>Laura Guercio<\/strong>, uscito per i tipi di dell\u2019editrice Augh! di Viterbo (collana Frecce, 2021. 150 pagine, \u20ac 14) una casa editrice forse piccola, ma certo di contributi significativi alla crescita culturale e che un giornale come Sosta e Ripresa, edito a sua volta a Viterbo, apprezza con convinzione.<\/p>\n<p>La vicenda si dipana \u2013 mentre arrivano le prime notizie della pandemia che sta condizionando questo tempo &#8211; da un incontro, appunto casuale, nella sala d\u2019aspetto di un aeroporto tra un anziano giurista, una giovane violoncellista e un giovane avvocato, tutti diretti nei Balcani. I primi due, entrambi italiani, per una cerimonia ufficiale a Sarajevo, il magistrato come ospite d\u2019onore, la violoncellista per tenervi un concento.\u00a0 L\u2019avvocato, che pure di Sarajevo \u00e8 originario, ma che ne \u00e8 fuggito da bambino con i genitori durante la guerra del 1992-1995 e da allora \u00e8 vissuto a Monaco di Baviera, \u00e8 invece diretto a Pristina, in Kosovo, per la firma appunto di un contratto per lui particolarmente rilevante, dato che si annuncia come un passaggio decisivo per diventare socio dello studio legale per cui lavora. Un concatenarsi di vicende, che lo spingeranno comunque a riflettere e a interrogarsi, gli consentiranno di raggiungere gli altri due \u2013 in realt\u00e0 nella sua intenzione soprattutto la ragazza &#8211; a Sarajevo, dove questo processo in parte di memoria e molto di autocoscienza si completer\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019autrice del libro \u00e8 una giurista ed \u00e8 impegnata da molti anni nel delicato settore della tutela dei diritti umani. Da Flaubert in poi, tutti sappiamo che ogni autore \u00e8 un po\u2019 i suoi personaggi. Se si dovesse indicare chi \u00e8 la Bovary di Laura Guercio in questo libro, verrebbe spontaneo dire che \u00e8 un po\u2019 il vecchio magistrato, gi\u00e0 giudice del Tribunale Penale Internazionale per l\u2019ex Jugoslavia, e molto il giovane avvocato. Meno evidente \u00e8 forse, se non in alcuni aspetti caratteriali che rivelano la donna di classe e di forte sostanza che traspare da una riservatezza altrettanto forte, quanto l\u2019autrice svela di s\u00e9 nel personaggio della violoncellista.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, occorre aggiungere che Laura Guercio, arrivata solo al suo secondo romanzo, si conferma scrittrice di buon spessore. Come nella sua opera prima \u2013 <strong>Le rose di Agbobloshie<\/strong>, a suo tempo recensito su questo giornale \u2013 l\u2019intreccio narrativo \u00e8 soprattutto il modo per denunciare &#8211; con un\u2019incisivit\u00e0 forse non raggiunta dai rapporti internazionali che costituiscono parte essenziale della sua esperienza professionale \u2013 le discriminazioni omicide di una societ\u00e0 malata di strapotere finanziario e di sistematica discriminazione vessatoria. Nel primo romanzo, ambientato appunto nella discarica venefica di Agbobloshie, in Ghana, i personaggi intorno ai quali ruota la vicenda sono i bambini che di quei veleni sono vittime. In questo sono gli adulti a essere indagati, nel contesto di un\u2019epoca, la nostra, in cui Balcani pagano non solo l\u2019ormai ultraventennale eredit\u00e0 delle guerre che hanno lacerato quella terra nell\u2019ultimo decennio del secolo scorso, ma la debolezza della comunit\u00e0 internazionale che la lascia in balia di trafficanti d\u2019armi e di persone.\u00a0 Ci sono sullo sfondo e sulla scena i personaggi che su questo lucrano e questo perpetuano. Ma ci sono quelli rifiutano questa complicit\u00e0 sia pure per omissione o incuria. Personaggi che raccontano un modo diverso di essere persone tra le persone, di un\u2019identit\u00e0 decisa a percorrere le strade del bene.<\/p>\n<p>Lo spessore dell\u2019autrice si rivela non solo e non tanto nel tratteggiare i tre protagonisti, ma nel delineare i comprimari, le persone che il giovane avvocato incontra. Sono loro, potremmo dire, a comporre la Bovary di Laura Guercio. Prima a Pristina: un autista che racconta con amore la sua citt\u00e0, una venditrice di ricami dalla strana e profonda dolcezza, un vecchio professore orgoglioso di spiegare il fascino di una moschea storica, una attivista di una Ong che incomincia ad aprirgli gli occhi su cosa c\u2019\u00e8 dietro davvero al suo contratto e che rincontrer\u00e0 al momento di partire per un\u2019esistenza diversa. Poi a Sarajevo, dove si delinea con ancor maggiore precisione l\u2019intento dell\u2019autrice. Non solo nei colloqui tra i tre protagonisti, ma attraverso appunto alcuni comprimari:\u00a0 la proprietaria di un ristorante nel quale si pu\u00f2 sostare sentendosi a casa, con\u00a0 l\u2019attenzione minuziosa alla descrizione dei cibi che l\u2019autrice rende una scelta culturale prima ancora che documentaristica; una donna che della citt\u00e0 ferita conserva una memoria ormai riscattata dall\u2019angoscia e che in modo forse involontario, ma comunque efficace, spinge anche lui a indagare la verit\u00e0 dei propri ricordi; un vecchio giornalista che ha speso la vita a documentare le tragedie delle terre dove l\u2019arroganza predatoria di pochi opprime la vita di troppi, compreso proprio il martirio di Sarajevo. Non sono, almeno all\u2019apparenza, personaggi vincenti. Ma in tutti c\u2019\u00e8 un anelito di verit\u00e0, una determinazione a non negare speranza.<\/p>\n<p>La toga rester\u00e0 come un omaggio alle vittime, ma la domanda che si pone il vecchio magistrato sul senso della giustizia &#8211; di cosa sia una giustizia che non consente riconciliazione e ricerca condivisa e determinata della pace &#8211; volteggia irrisolta nella mente del lettore. La scelta del violoncello resta come omaggio a <strong>Vedran Smailovi\u0107<\/strong> che quello strumento suon\u00f2 per ventidue giorni nella Sarajevo assediata e bombardata, per piangere le altrettante vittime della strage del pane (quando i mortai si accanirono sul mercato della citta). \u00a0 E l\u2019adagio di Albinoni avr\u00e0 ancora un valore catartico, stavolta per l\u2019unico bambino che di questo libro \u00e8 protagonista. Quel bambino fuggito in una notte di terrore da Sarajevo con i suoi genitori e poi diventato un giovane avvocato in carriera a Monaco di Baviera.<\/p>\n<p>Catarsi, ma anche comprensione, riappropriazione di un\u2019identit\u00e0 tenuta in disparte per tanti anni. Non sar\u00e0 questo fermare i mercanti di morte. Ma quell\u2019uomo che ha ritrovato la sua storia quel contratto lo strappa in faccia a quel cliente che ha imparato a misurare.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un ultimo oggetto, nella vicenda raccontata da Laura Guercio, un orologio di plastica acquistato dal giovane avvocato al posto di quello di lusso che riteneva dover mettersi al polso come simbolo concreto del suo successo professionale, dell\u2019essere diventato socio di un prestigioso studio legale.<\/p>\n<p>E sar\u00e0 quell\u2019orologio a avvertirlo dell\u2019appuntamento mattutino che conclude il libro. Un appuntamento a distanza, perch\u00e9 la pandemia ormai si \u00e8 diffusa. Un caff\u00e8 mattutino da prendere guardandosi solo attraverso lo schermo di un computer con la giovane violoncellista che era andato a cercare a Sarajevo, che ha ascoltato in lacrime suonare quell\u2019adagio e che lo spingeva nella. sua identit\u00e0 ritrovata. Perch\u00e9 \u00e8 un orologio di plastica l\u2019ultimo segno identitario della storia di questo libro, una storia che si annuncia d\u2019amore e di ostinata speranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono gli oggetti e ci sono le persone. Ci sono situazioni e ci sono esperienze, a volte involontarie o persino casuali, che persone e oggetti coinvolgono al punto di metterli quasi in una simbiosi<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/un-libro-e-il-senso-identitario-delle-cose\/\">Leggi tutto &rarr;<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":8000,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24,25,162],"tags":[],"class_list":["entry","author-pierluiginatalia","post-7998","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-attualita","category-cultura","category-libri"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-09-02 07:50:35","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7998"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7998"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7998\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7999,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7998\/revisions\/7999"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8000"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7998"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7998"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7998"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}