{"id":8349,"date":"2021-10-03T16:41:24","date_gmt":"2021-10-03T16:41:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=8349"},"modified":"2021-10-03T16:41:40","modified_gmt":"2021-10-03T16:41:40","slug":"papa-francesco-angelus-di-domenica-3-ottobre-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/papa-francesco-angelus-di-domenica-3-ottobre-2021\/","title":{"rendered":"Papa Francesco, Angelus di domenica 3 ottobre 2021"},"content":{"rendered":"<p>Piazza San Pietro<br \/>\nDomenica, 3 ottobre 2021<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">C<\/span><\/strong>ari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/p>\n<p>Nel Vangelo della Liturgia di oggi vediamo una reazione di Ges\u00f9 piuttosto insolita: si indigna. E quello che pi\u00f9 sorprende \u00e8 che la sua indignazione non \u00e8 causata dai farisei che lo mettono alla prova con domande sulla liceit\u00e0 del divorzio, ma dai suoi discepoli che, per proteggerlo dalla ressa della gente, rimproverano alcuni bambini che vengono portati da Ges\u00f9. In altre parole, il Signore non si sdegna con chi discute con Lui, ma con chi, per sollevarlo dalla fatica, allontana da Lui i bambini. Perch\u00e9? \u00c8 una bella domanda: perch\u00e9 il Signore fa questo?<\/p>\n<p>Ci ricordiamo \u2013 era il Vangelo di due domeniche fa \u2013 che Ges\u00f9, compiendo il gesto di abbracciare un bambino, si era identificato con i piccoli: aveva insegnato che proprio i piccoli, cio\u00e8 coloro che dipendono dagli altri, che hanno bisogno e non possono restituire, vanno serviti per primi (cfr\u00a0Mc\u00a09,35-37). Chi cerca Dio lo trova l\u00ec, nei piccoli, nei bisognosi: bisognosi non solo di beni, ma di cura e di conforto, come i malati, gli umiliati, i prigionieri, gli immigrati, i carcerati. L\u00ec c\u2019\u00e8 Lui: nei piccoli. Ecco perch\u00e9 Ges\u00f9 si indigna: ogni affronto fatto a un piccolo, a un povero, a un bambino, a un indifeso, \u00e8 fatto a Lui.<\/p>\n<p>Oggi il Signore riprende questo insegnamento e lo completa. Infatti aggiunge: \u00abChi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrer\u00e0 in esso\u00bb (Mc\u00a010,15). Ecco la novit\u00e0: il discepolo non deve solo servire i piccoli, ma\u00a0riconoscersi lui stesso piccolo. E ognuno di noi, si riconosce piccolo davanti a Dio? Pensiamoci, ci aiuter\u00e0. Sapersi piccoli, sapersi bisognosi di salvezza, \u00e8 indispensabile per accogliere il Signore. \u00c8 il primo passo per aprirci a Lui. Spesso, per\u00f2, ce ne dimentichiamo. Nella prosperit\u00e0, nel benessere, abbiamo l\u2019illusione di essere autosufficienti, di bastare a noi stessi, di non aver bisogno di Dio. Fratelli e sorelle, questo \u00e8 un inganno, perch\u00e9 ognuno di noi \u00e8 un essere bisognoso, un piccolo. Dobbiamo cercare la nostra propria piccolezza e riconoscerla. E l\u00ec troveremo Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Nella vita riconoscersi piccoli \u00e8 un punto di partenza per diventare grandi. Se ci pensiamo, cresciamo non tanto in base ai successi e alle cose che abbiamo, ma soprattutto nei momenti di lotta e di fragilit\u00e0. L\u00ec, nel bisogno, maturiamo; l\u00ec apriamo il cuore a Dio, agli altri, al senso della vita. Apriamo gli occhi agli altri. Apriamo gli occhi, quando siamo piccoli, al vero senso della vita. Quando ci sentiamo piccoli di fronte a un problema, piccoli di fronte a una croce, a una malattia, quando proviamo fatica e solitudine, non scoraggiamoci. Sta cadendo la maschera della superficialit\u00e0 e sta riemergendo la nostra radicale fragilit\u00e0: \u00e8 la nostra base comune, il nostro tesoro, perch\u00e9\u00a0con Dio le fragilit\u00e0 non sono ostacoli, ma opportunit\u00e0. Una bella preghiera sarebbe questa: \u201cSignore, guarda le mie fragilit\u00e0\u2026\u201d ed elencarle davanti a Lui. Questo \u00e8 un buon atteggiamento davanti a Dio.<\/p>\n<p>Infatti, proprio nella fragilit\u00e0 scopriamo quanto Dio si prende cura di noi. Il Vangelo oggi dice che Ges\u00f9 \u00e8 tenerissimo con i piccoli: \u00abprendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro\u00bb (v. 16). Le contrariet\u00e0, le situazioni che rivelano la nostra fragilit\u00e0 sono occasioni privilegiate per fare esperienza del suo amore. Lo sa bene chi prega con perseveranza: nei momenti bui o di solitudine, la tenerezza di Dio verso di noi si fa \u2013 per cos\u00ec dire \u2013 ancora pi\u00f9 presente. Quando noi siamo piccoli, la tenerezza di Dio la sentiamo di pi\u00f9. Questa tenerezza ci d\u00e0 pace, questa tenerezza ci fa crescere, perch\u00e9 Dio si avvicina col suo modo, che \u00e8 vicinanza, compassione e tenerezza. E quando noi ci sentiamo poca cosa, cio\u00e8 piccoli, per qualsiasi motivo, il Signore si avvicina di pi\u00f9, lo sentiamo pi\u00f9 vicino. Ci d\u00e0 pace, ci fa crescere. Nella preghiera il Signore ci stringe a s\u00e9, come un pap\u00e0 col suo bambino. Cos\u00ec diventiamo grandi: non nell\u2019illusoria pretesa della nostra autosufficienza \u2013 questo non fa grande nessuno \u2013 ma nella fortezza di riporre nel Padre ogni speranza. Proprio come fanno i piccoli, fanno cos\u00ec.<\/p>\n<p>Chiediamo oggi alla Vergine Maria una grazia grande, quella della piccolezza: essere bambini che si fidano del Padre, certi che Lui non manca di prendersi cura di noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piazza San Pietro Domenica, 3 ottobre 2021 Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Nel Vangelo della Liturgia di oggi vediamo una reazione di Ges&ugrave; piuttosto insolita: si indigna. 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