{"id":8846,"date":"2021-12-15T04:10:35","date_gmt":"2021-12-15T04:10:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=8846"},"modified":"2024-10-26T16:56:14","modified_gmt":"2024-10-26T16:56:14","slug":"lo-stupore-del-dio-domestico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/lo-stupore-del-dio-domestico\/","title":{"rendered":"Lo stupore del Dio domestico"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"font-size: 24pt;\">\u00c8<\/span><\/strong> quasi Natale. Orbene quale pensiero &#8220;poetico&#8221; vi trasmetter\u00f2 quest&#8217;anno, ricordandovi il legame che esso pu\u00f2 avere con la Parola di Dio? Non vi dispiaccia se vado a cercarlo in un&#8217;opera di Jean-Paul Sartre, s\u00ec proprio lui, l&#8217;esistenzialista &#8220;ateo&#8221;, in un racconto natalizio in tempo di guerra, in campo di concentramento, per cristiani e non credenti, a indicarci come il confine tra fede e miscredenza non sia invalicabile e questo ricorda a tutti il rischio e la Grazia del credere.<\/p>\n<p>Ecco il testo: &#8220;La Vergine \u00e8 pallida e guarda il bambino (&#8230;) sul suo viso \u00e8 uno stupore ansioso che non \u00e8 apparso che una volta sul viso umano. Poich\u00e9 il Cristo \u00e8 il suo bambino, la carne della sua carne, e il frutto del suo ventre. L&#8217;ha portato nove mesi e gli dar\u00e0 il seno e il latte diventer\u00e0 il sangue di Dio. E in certi momenti la tentazione \u00e8 cos\u00ec forte che dimentica che \u00e8 Dio. Lo stringe tra le sue braccia e dice: piccolo mio! Ma in altri momenti, rimane interdetta e pensa: Dio \u00e8 l\u00e0&#8230;[sono] istanti rapidi e difficili, in cui sente che il Cristo nello stesso tempo \u00e8 suo figlio, il suo piccolo, e che \u00e8 Dio. Lo guarda e pensa: questo Dio \u00e8 mio figlio. Questa carne divina \u00e8 la mia carne. \u00c8 fatta di me, ha i miei occhi, e questa forma della bocca \u00e8 la forma della mia. Mi rassomiglia. E nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per lei sola. Un Dio piccolo che si pu\u00f2 prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si pu\u00f2 toccare e vive. Ed \u00e8 in quei momenti che dipingerei Maria, se fossi pittore, e cercherei di rendere l&#8217;espressione di tenera audacia e di timidezza con cui protende il dito per toccare la dolce piccola pelle di questo bambino-Dio di cui sente sulle ginocchia il peso tiepido e che le sorride&#8230; (da &#8220;Bariona e il figlio del tuono&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p>Noi non siamo Maria, ma questo dire di Sartre: &#8220;il Cristo nello stesso tempo \u00e8 suo figlio, il suo piccolo, e che \u00e8 Dio&#8221;, la fa a noi pi\u00f9 vicina. Perch\u00e9? In che senso? Effettivamente anche noi viviamo e dobbiamo sperimentare nella nostra vita spirituale l&#8217;intimit\u00e0 familiare con Ges\u00f9, nostro Maestro, che trattiamo come amico e fratello, nel colloquio con lui, nel parlarGli dandogli del &#8220;tu&#8221;, nel sentirlo vicino, che ci porta in braccio, che si fa nostro compagno di strada, misterioso ma vero, nel cammino della vita.<\/p>\n<p>S\u00ec, anche quando sembra non sia presente, nei momenti pi\u00f9 difficili, magari nei momenti di malattia grave e di abbandono o solitudine. A questo proposito avrete forse gi\u00e0 sentito quel racconto brasiliano sulla visione di un cristiano che cammina lungo la spiaggia con il senso del Signore allontanatosi da lui proprio nel tempo della malattia. Ne trovava conferma dalle orme sulla sabbia in cui, a un certo momento, proprio in coincidenza con il suo sentimento di abbandono e desolazione, le orme non erano pi\u00f9 quattro ma due. Per\u00f2 il Signore lo rassicur\u00f2 subito, dicendogli che quelle due rimaste erano le sue, perch\u00e9 Egli nel momento della prova l&#8217;aveva preso in braccio e lo portava.<\/p>\n<p>Questa intimit\u00e0 familiare con Ges\u00f9 non deve peraltro togliere in noi il senso della grandezza di Dio. Il nostro Dio rimane &#8220;l&#8217;Essere perfettissimo, Creatore e Signore del cielo e della terra&#8221;, come dicevamo noi, ora anziani, al tempo della catechesi per prepararci alla prima comunione. Si dovrebbe dunque conservare il senso dell&#8217;adorazione e della riparazione, oltre che della lode, del ringraziamento, della domanda orante, e dell&#8217;offerta di noi poveri peccatori. Per ricordare queste componenti in passato invitavo a memorizzare l&#8217;acrostico ARDOR (adorazione, ringraziamento, domanda, offerta, riconciliazione).<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un&#8217;altra conseguenza da trarre dal racconto di Sartre: la necessit\u00e0 di stupirsi. Noi ci siamo abituati alle cose grandi, ai &#8220;paradossi&#8221; &#8211; come diceva Kierkegaard &#8211; delle verit\u00e0 del cristianesimo, e ci\u00f2 le rende &#8220;comuni&#8221;, senza destare in noi stupore, ammirazione, meraviglia gioiosa, gratitudine, consolazione. E chi meglio di Papa Francesco pu\u00f2 aiutarci a vincere l&#8217;abitudine e far esplodere l&#8217;entusiasmo come se sentissimo per la prima volta il Messaggio degli Angeli in questa notte benedetta, al guardare quel Bambinello sulla mangiatoia, a contemplare il presepio, davanti al &#8220;Dio delle sorprese&#8221;?<\/p>\n<p>&#8220;Rinnoviamo questa notte lo stupore delle origine della nostra fede&#8221; &#8211; esortava\u00a0 il nostro Papa in un\u2019omelia di Natale &#8211; e cos\u00ec continuava: &#8220;La Madre di Dio ci aiuta: la Madre che ha generato il Signore, genera noi al Signore. \u00c9 madre e rigenera nei figli lo stupore della fede, perch\u00e9 la fede \u00e8\u00a0 un incontro (&#8230;). La vita, senza stupore, diventa grigia, abitudinaria; cos\u00ec la fede. E anche la Chiesa ha bisogno di rinnovare lo stupore di essere dimora del Dio vivente, Sposa del Signore, Madre che genera figli. Altrimenti rischia di assomigliare a un bel museo del passato. La Chiesa museo. La Madonna, invece, porta nella Chiesa l&#8217;atmosfera di casa, di una casa abitata dal Dio della novit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Che vi possiamo abitare anche noi, con stupore, in questo Natale e sempre!<\/p>\n<p>Foto tratta dal web<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&Egrave; quasi Natale. Orbene quale pensiero &ldquo;poetico&rdquo; vi trasmetter&ograve; quest&rsquo;anno, ricordandovi il legame che esso pu&ograve; avere con la Parola di Dio? 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