{"id":9134,"date":"2022-02-09T17:31:32","date_gmt":"2022-02-09T17:31:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=9134"},"modified":"2022-02-09T17:32:36","modified_gmt":"2022-02-09T17:32:36","slug":"papa-francesco-udienza-generale-di-mercoledi-9-febbraio-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/papa-francesco-udienza-generale-di-mercoledi-9-febbraio-2022\/","title":{"rendered":"Papa Francesco, Udienza generale di mercoled\u00ec 9 febbraio 2022"},"content":{"rendered":"<p><em>Aula Paolo VI<\/em><br \/>\n<em>Mercoled\u00ec, 9 febbraio 2022<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Catechesi su San Giuseppe: 11.\u00a0San Giuseppe patrono della buona morte<\/strong><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>C<\/strong><\/span>ari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/p>\n<p>Nella scorsa catechesi, stimolati ancora una volta dalla figura di San Giuseppe, abbiamo riflettuto sul significato della\u00a0comunione dei santi. E proprio a partire da questa, oggi vorrei approfondire la speciale devozione che il popolo cristiano ha sempre avuto per San Giuseppe come\u00a0patrono della buona morte. Una devozione nata dal pensiero che Giuseppe sia morto con l\u2019assistenza della Vergine Maria e di Ges\u00f9, prima che questi lasciasse la casa di Nazaret. Non ci sono dati storici, ma siccome non si vede pi\u00f9 Giuseppe nella vita pubblica, si pensa che sia morto l\u00ec a Nazaret, con la famiglia. E ad accompagnarlo alla morte erano Ges\u00f9 e Maria.<\/p>\n<p>Il Papa Benedetto XV, un secolo fa, scriveva che \u00abattraverso Giuseppe noi andiamo direttamente a Maria, e, attraverso Maria, all\u2019origine di ogni santit\u00e0, che \u00e8 Ges\u00f9\u00bb. Sia Giuseppe sia Maria ci aiutano ad andare a Ges\u00f9. E incoraggiando le pie pratiche in onore di San Giuseppe, ne raccomandava in particolare una, e diceva cos\u00ec: \u00abPoich\u00e9 Egli \u00e8 meritamente ritenuto come il pi\u00f9 efficace protettore dei moribondi, essendo spirato con l\u2019assistenza di Ges\u00f9 e di Maria, sar\u00e0 cura dei sacri Pastori di inculcare e favorire [\u2026] quei pii sodalizi che sono stati istituiti per supplicare Giuseppe a favore dei moribondi, come quelli \u201cdella Buona Morte\u201d, del \u201cTransito di San Giuseppe\u201d e \u201cper gli Agonizzanti\u201d\u00bb (Motu proprio\u00a0Bonum sane, 25 luglio 1920): erano le associazioni del tempo.<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, forse qualcuno pensa che questo linguaggio e questo tema siano solo un retaggio del passato, ma in realt\u00e0 il nostro rapporto con la morte non riguarda mai il passato, \u00e8 sempre presente. Papa Benedetto diceva, alcuni giorni fa, parlando di s\u00e9 stesso che \u201c\u00e8 davanti alla porta oscura della morte\u201d. E\u2019 bello ringraziare il Papa Benedetto che a 95 anni ha la lucidit\u00e0 di dirci questo: \u201cIo sono davanti all\u2019oscurit\u00e0 della morte, alla porta oscura della morte\u201d. Un bel consiglio che ci ha dato! La cosiddetta cultura del \u201cbenessere\u201d cerca di rimuovere la realt\u00e0 della morte, ma in maniera drammatica la pandemia del coronavirus l\u2019ha rimessa in evidenza. \u00c8 stato terribile: la morte era dappertutto, e tanti fratelli e sorelle hanno perduto persone care senza poter stare vicino a loro, e questo ha reso la morte ancora pi\u00f9 dura da accettare e da elaborare. Mi diceva una infermiera che una nonna con il covid stava morendo e le disse: \u201cIo vorrei salutare i miei, prima di andarmene\u201d. E l\u2019infermiera, coraggiosa, ha preso il telefonino e l\u2019ha collegata. La tenerezza di quel congedo\u2026<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, si cerca in tutti i modi di allontanare il pensiero della nostra finitudine, illudendosi cos\u00ec di togliere alla morte il suo potere e scacciare il timore. Ma la fede cristiana non \u00e8 un modo per esorcizzare la paura della morte, piuttosto ci aiuta ad affrontarla. Prima o poi, tutti noi andremo per quella porta.<\/p>\n<p>La vera luce che illumina il mistero della morte viene dalla risurrezione di Cristo. Ecco la luce. E scrive San Paolo: Ora, se si predica che Cristo \u00e8 risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo \u00e8 risuscitato! Ma se Cristo non \u00e8 risuscitato, allora \u00e8 vana la nostra predicazione ed \u00e8 vana anche la vostra fede\u00bb (1 Cor\u00a015,12-14). C\u2019\u00e8 una certezza: Cristo \u00e8 resuscitato, Cristo \u00e8 risorto, Cristo \u00e8 vivo tra noi. E questa \u00e8 la luce che ci aspetta dietro quella porta oscura della morte.<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, solo dalla fede nella risurrezione noi possiamo affacciarci sull\u2019abisso della morte senza essere sopraffatti dalla paura. Non solo: possiamo riconsegnare alla morte un ruolo positivo. Infatti, pensare alla morte, illuminata dal mistero di Cristo, aiuta a guardare con occhi nuovi tutta la vita. Non ho mai visto, dietro un carro funebre, un camion di traslochi! Dietro a un carro funebre: non l\u2019ho visto mai. Ci andremo soli, senza niente nelle tasche del sudario: niente. Perch\u00e9 il sudario non ha tasche. Questa solitudine della morte: \u00e8 vero, non ho mai visto dieto un carro funebre un camion di traslochi. Non ha senso accumulare se un giorno moriremo. Ci\u00f2 che dobbiamo accumulare \u00e8 la carit\u00e0, \u00e8 la capacit\u00e0 di condividere, la capacit\u00e0 di non restare indifferenti davanti ai bisogni degli altri. Oppure, che senso ha litigare con un fratello o con una sorella, con un amico, con un familiare, o con un fratello o una sorella nella fede se poi un giorno moriremo? A che serve arrabbiarsi, arrabbiarsi con gli altri? Davanti alla morte tante questioni si ridimensionano. \u00c8 bene morire riconciliati, senza lasciare rancori e senza rimpianti! Io vorrei dire una verit\u00e0: tutti noi siamo in cammino verso quella porta, tutti.<\/p>\n<p>Il Vangelo ci dice che la morte arriva come un ladro, cos\u00ec dice Ges\u00f9: arriva come un ladro, e per quanto noi tentiamo di voler tenere sotto controllo il suo arrivo, magari programmando la nostra stessa morte, essa rimane un evento con cui dobbiamo fare i conti e davanti a cui fare anche delle scelte.<\/p>\n<p>Due considerazioni per noi cristiani rimangono in piedi. La prima: non possiamo evitare la morte, e proprio per questo, dopo aver fatto tutto quanto \u00e8 umanamente possibile per curare la persona malata, risulta immorale l\u2019accanimento terapeutico (cfr\u00a0Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2278). Quella frase del popolo fedele di Dio, della gente semplice: \u201cLascialo morire in pace\u201d, \u201caiutalo a morire in pace\u201d: quanta saggezza! La seconda considerazione riguarda invece la qualit\u00e0 della morte stessa, la qualit\u00e0 del dolore, della sofferenza. Infatti, dobbiamo essere grati per tutto l\u2019aiuto che la medicina si sta sforzando di dare, affinch\u00e9 attraverso le cosiddette \u201ccure palliative\u201d, ogni persona che si appresta a vivere l\u2019ultimo tratto di strada della propria vita, possa farlo nella maniera pi\u00f9 umana possibile. Dobbiamo per\u00f2 stare attenti a non confondere questo aiuto con derive anch\u2019esse inaccettabili che portano a uccidere. Dobbiamo accompagnare alla morte, ma non provocare la morte o aiutare qualsiasi forma di suicidio. Ricordo che va sempre privilegiato il diritto alla cura e alla cura per tutti, affinch\u00e9 i pi\u00f9 deboli, in particolare gli anziani e i malati, non siano mai scartati. La vita \u00e8 un diritto, non la morte, la quale va accolta, non somministrata. E questo principio etico riguarda tutti, non solo i cristiani o i credenti. Ma io vorrei sottolineare qui un problema sociale, ma reale. Quel \u201cpianificare\u201d \u2013 non so se sia la parola giusta \u2013 ma accelerare la morte degli anziani. Tante volte si vede in un certo ceto sociale che agli anziani, perch\u00e9 non hanno i mezzi, si danno meno medicine rispetto a quelle di cui avrebbero bisogno, e questo \u00e8 disumano: questo non \u00e8 aiutarli, questo \u00e8 spingerli pi\u00f9 presto verso la morte. E questo non \u00e8 umano n\u00e9 cristiano. Gli anziani vanno curati come un tesoro dell\u2019umanit\u00e0: sono la nostra saggezza. Anche se non parlano, e se sono senza senso, sono tuttavia il simbolo della saggezza umana. Sono coloro che hanno fatto la strada prima di noi e ci hanno lasciato tante cose belle, tanti ricordi, tanta saggezza. Per favore, non isolare gli anziani, non accelerare la morte degli anziani. Accarezzare un anziano ha la stessa speranza che accarezzare un bambino, perch\u00e9 l\u2019inizio della vita e la fine \u00e8 un mistero sempre, un mistero che va rispettato, accompagnato, curato, amato.<\/p>\n<p>Possa San Giuseppe aiutarci a vivere il mistero della morte nel miglior modo possibile. Per un cristiano la buona morte \u00e8 un\u2019esperienza della misericordia di Dio, che si fa vicina a noi anche in quell\u2019ultimo momento della nostra vita. Anche nella preghiera dell\u2019Ave Maria, noi preghiamo chiedendo alla Madonna di esserci vicini \u201cnell\u2019ora della nostra morte\u201d. Proprio per questo vorrei concludere questa catechesi pregando tutti insieme la Madonna per gli agonizzanti, per coloro che stanno vivendo questo momento di passaggio per questa porta oscura, e per i familiari che stanno vivendo il lutto. Preghiamo insieme:<\/p>\n<p>Ave Maria\u2026<\/p>\n<p>_______________________<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"February 9 2022 General Audience Pope Francis\" width=\"1380\" height=\"776\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/2-NkMpUBu_I?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aula Paolo VI Mercoled&igrave;, 9 febbraio 2022 Catechesi su San Giuseppe: 11.&nbsp;San Giuseppe patrono della buona morte Cari fratelli e sorelle, buongiorno! 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