{"id":9579,"date":"2022-04-15T13:24:31","date_gmt":"2022-04-15T13:24:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=9579"},"modified":"2022-04-15T13:24:46","modified_gmt":"2022-04-15T13:24:46","slug":"via-crucis-del-venerdi-santo-presieduta-dal-santo-padre-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/via-crucis-del-venerdi-santo-presieduta-dal-santo-padre-francesco\/","title":{"rendered":"Via Crucis del Venerd\u00ec Santo presieduta dal Santo Padre Francesco"},"content":{"rendered":"<p>VENERD\u00cc SANTO<\/p>\n<p>\u00abPASSIONE DEL SIGNORE\u00bb<\/p>\n<p>VIA CRUCIS<br \/>\nPRESIEDUTA DAL SANTO PADRE<br \/>\nFRANCESCO<\/p>\n<p>COLOSSEO<br \/>\nROMA, 15 APRILE 2022<\/p>\n<p>SALITA AL CALVARIO<br \/>\nPARTICOLARE DEL \u201cPARAMENTO DI DON MAZZA\u201d (1845-1861)<br \/>\nREALIZZATO DALLE ALLIEVE<br \/>\nDELLA SCUOLA DI DON NICOLA MAZZA A VERONA<br \/>\nDONATO DALL\u2019IMPERATORE FERDINANDO D\u2019AUSTRIA AL PAPA PIO IX<br \/>\nSAGRESTIA PONTIFICIA<br \/>\nCITT\u00c0 DEL VATICANO<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-9580 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Screenshot_20220413-1603122-242x300.png\" alt=\"Papa Francesco, via Crucis 2022\" width=\"242\" height=\"300\" \/><br \/>\nMEDITAZIONI E PREGHIERE<\/p>\n<p>preparate da<\/p>\n<p>I<br \/>\nuna coppia di giovani sposi<br \/>\nII<br \/>\nuna famiglia in missione<br \/>\nIII<br \/>\nsposi anziani senza figli<br \/>\nIV<br \/>\nuna famiglia numerosa<br \/>\nV<br \/>\nuna famiglia con un figlio con disabilit\u00e0<br \/>\nVI<br \/>\nuna famiglia che gestisce una casa famiglia<br \/>\nVII<br \/>\nuna famiglia con un genitore malato<br \/>\nVIII<br \/>\nuna coppia di nonni<br \/>\nIX<br \/>\nuna famiglia adottiva<br \/>\nX<br \/>\nuna vedova con figli<br \/>\nXI<br \/>\nuna famiglia con un figlio consacrato<br \/>\nXII<br \/>\nuna famiglia che ha perso una figlia<br \/>\nXIII<br \/>\nuna famiglia ucraina e una famiglia russa<br \/>\nXIV<br \/>\nuna famiglia di migranti<br \/>\nVIA CRUCIS<\/p>\n<p>Canto<\/p>\n<p>Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.<br \/>\nR\/.\u00a0Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Preghiera d\u2019inizio<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nin questo giorno consacrato dalla tua Passione<br \/>\nleviamo a Te le nostre voci,<br \/>\nfiduciosi nel tuo ascolto.<\/p>\n<p>Ti benediciamo<br \/>\nperch\u00e9\u00a0sei per noi sorgente di vita,<br \/>\nti fai carico delle nostre sofferenze,<br \/>\ncon la tua santa croce hai redento il mondo.<\/p>\n<p>Crediamo<br \/>\nche\u00a0dalle tue piaghe siamo stati guariti,<br \/>\nche non ci lasci soli nell\u2019ora della prova,<br \/>\nche il tuo Vangelo \u00e8 vera sapienza.<\/p>\n<p>Riconosciamo<br \/>\nil tuo corpo martoriato in tanti nostri fratelli e sorelle,<br \/>\nla violenza che hai subito in chi \u00e8 perseguitato,<br \/>\nil tuo abbandono nello strazio di chi viene ucciso.<\/p>\n<p>Tu, che hai voluto vivere in una famiglia,<br \/>\nguarda con benevolenza le nostre famiglie:<br \/>\nesaudisci le preghiere,<br \/>\nascolta i lamenti,<br \/>\nbenedici i propositi,<br \/>\naccompagna il cammino,<br \/>\nsostieni le incertezze,<br \/>\nconsola gli affetti feriti,<br \/>\ninfondi il coraggio di amare,<br \/>\nconcedi la grazia del perdono,<br \/>\nrendile aperte ai bisogni degli altri.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nTu che sei il Crocifisso Risorto,<br \/>\nfa\u2019 che non ci lasciamo rubare la speranza<br \/>\ndi una nuova umanit\u00e0,<br \/>\ndei cieli nuovi e della terra nuova,<br \/>\ndove asciugherai ogni lacrima dai nostri occhi<br \/>\ne non vi sar\u00e0 pi\u00f9 lamento, n\u00e9 affanno,<br \/>\nperch\u00e9 le cose vecchie sono passate<br \/>\ne saremo una grande famiglia<br \/>\nnella tua casa di amore e di pace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I stazione<br \/>\nGes\u00f9 in agonia nell\u2019Orto degli ulivi<\/p>\n<p>V\/.\u00a0Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.<br \/>\nR\/.\u00a0Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.<\/p>\n<p>Giunsero ad un podere chiamato Getsemani ed egli disse ai suoi discepoli: \u00abSedetevi qui, mentre io prego\u00bb. Prese con s\u00e9 Pietro, Giacomo e Giovanni e cominci\u00f2 a sentire paura e angoscia. Disse loro: \u00abLa mia anima \u00e8 triste fino alla morte. Restate qui e vegliate\u00bb. Poi, andato un po\u2019 innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell\u2019ora. E diceva: \u00abAbb\u00e0! Padre! Tutto \u00e8 possibile a te: allontana da me questo calice! Per\u00f2 non ci\u00f2 che voglio io, ma ci\u00f2 che vuoi tu\u00bb.\u00a0(Mc\u00a014, 32-36)<\/p>\n<p>Eccoci qui, sposati da appena due anni. Il nostro matrimonio ancora non \u00e8 stato provato da troppe burrasche. C\u2019\u00e8 stata la pandemia che ha complicato un po\u2019 tutto, ma siamo felici. La nostra sembra essere una lunga luna di miele, nonostante i litigi quotidiani. Nonostante le nostre differenze. Eppure spesso abbiamo paura. Quando pensiamo alle coppie di amici pi\u00f9 grandi che non ce l\u2019hanno fatta. Quando leggiamo sui giornali che aumentano le separazioni. Quando ci dicono che sicuramente ci lasceremo perch\u00e9 cos\u00ec va il mondo. \u00c8 una questione di statistica. Quando ci sentiamo soli perch\u00e9 non ci capiamo. Quando con fatica arriviamo alla fine del mese. Quando ci ritroviamo, sconosciuti, sotto uno stesso tetto. Quando ci svegliamo di notte e sentiamo nel cuore il peso e l\u2019angoscia della nostra \u201corfananza\u201d. Perch\u00e9 ci dimentichiamo di essere figli. Perch\u00e9 crediamo che il nostro matrimonio e la nostra famiglia dipenda solo da noi, dalle nostre forze. Ci stiamo rendendo conto che il matrimonio non \u00e8 solo un\u2019avventura romantica, ma \u00e8 anche Getsemani, \u00e8 anche l\u2019angoscia prima di spezzare il tuo corpo per l\u2019altro.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, che hai patito paura e angoscia.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che hai pregato nell\u2019ora della prova.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che ci chiami a vegliare e pregare con Te.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tutti:<br \/>\nPater noster&#8230;<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nche tra pacifici ulivi<br \/>\nhai accettato pregando<br \/>\ndi patire per noi fino alla morte, e alla morte di croce,<br \/>\nascolta le nostre suppliche per i giovani sposi:<br \/>\naiutali ad affrontare le difficolt\u00e0 uniti a Te<br \/>\ne dona a tutti noi di restare con Te nell\u2019ora della prova.<br \/>\nTu che vivi e regni nei secoli dei secoli.<br \/>\nR\/. Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>II stazione<br \/>\nGes\u00f9 tradito da Giuda e abbandonato dai suoi<\/p>\n<p>V\/.\u00a0Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.<br \/>\nR\/.\u00a0Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.<\/p>\n<p>Mentre Ges\u00f9 ancora parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicin\u00f2 a Ges\u00f9 per baciarlo. Ges\u00f9 gli disse: \u00abGiuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell\u2019uomo?\u00bb. Allora quelli che erano con lui, vedendo ci\u00f2 che stava per accadere, dissero: \u00abSignore, dobbiamo colpire con la spada?\u00bb. E uno di loro colp\u00ec il servo del sommo sacerdote e gli stacc\u00f2 l\u2019orecchio destro.\u00a0(Lc\u00a022, 47-50)\u00a0Ges\u00f9 gli disse: \u00abRimetti la tua spada al suo posto, perch\u00e9 tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno\u00bb. Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.\u00a0(Mt\u00a026, 52. 56)<\/p>\n<p>Siamo partiti per la missione, Signore, quasi dieci anni fa, perch\u00e9 non ci bastava la nostra felicit\u00e0. Volevamo dare la nostra vita affinch\u00e9 anche altri sperimentassero la stessa gioia. Volevamo mostrare l\u2019amore di Cristo anche a chi non lo conosce. Non importa dove. La vita di comunit\u00e0 e le attivit\u00e0 di ogni giorno ci aiutano a educare i figli con una visione aperta della vita e del mondo. Ma non \u00e8 facile: non nascondiamo l\u2019angoscia e la paura di condurre una vita familiare precaria, lontana dal nostro Paese. A tutto questo si aggiunge il terrore della guerra cos\u00ec drammaticamente attuale in questi mesi. Non \u00e8 semplice vivere solo di fede e di carit\u00e0, perch\u00e9 spesso non riusciamo ad affidarci pienamente alla Provvidenza. E a volte, davanti al dolore e alla sofferenza di una madre che muore di parto e per di pi\u00f9 sotto le bombe, o di una famiglia distrutta dalla guerra o dalla carestia e dai soprusi, viene la tentazione di rispondere con la spada, di fuggire, di abbandonarti, di lasciare tutto pensando che non valga la pena\u2026 Ma sarebbe tradire i nostri fratelli pi\u00f9 poveri, che sono la tua carne nel mondo e che ci ricordano che Tu sei il Vivente.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, che sei stato tradito con un bacio.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che sei stato abbandonato dai discepoli.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che hai sperimentato solitudine e umiliazione.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tutti:<br \/>\nPater noster&#8230;<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nche hai accolto con amore<br \/>\nil bacio traditore di Giuda,<br \/>\nascolta le nostre suppliche:<br \/>\ndona alle famiglie in missione<br \/>\nil coraggio di testimoniare il tuo Vangelo<br \/>\ne concedi a tutti noi di rispondere al male con il bene,<br \/>\nper essere costruttori di pace e riconciliazione.<br \/>\nTu che vivi e regni nei secoli dei secoli.<br \/>\nR\/. Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>III stazione<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 condannato dal Sinedrio<\/p>\n<p>V\/.\u00a0Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.<br \/>\nR\/.\u00a0Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.<\/p>\n<p>I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Ges\u00f9 per metterlo a morte, ma non la trovavano. Il sommo sacerdote lo interrog\u00f2 dicendogli: \u00abSei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?\u00bb. Ges\u00f9 rispose: \u00abIo lo sono!\u00bb. Tutti sentenziarono che era reo di morte.\u00a0(Mc\u00a014, 55. 61-62. 64)<\/p>\n<p>Siamo stati fidanzati pochi mesi, poi la vita ci ha separato a lungo, facendoci conoscere lo straziante tepore del cuore che batte a distanza. E quando ci siamo ritrovati ci siamo sposati subito, con la fretta di chi aveva atteso e temuto gi\u00e0 tanto. Abbiamo lasciato le nostre case d\u2019origine per crearne una nostra. Abbiamo intrapreso il nostro cammino di sposi, pieni di progetti e anche di illusioni della giovent\u00f9. Poi la vita ci ha scoperto pi\u00f9 fragili, e al tempo stesso ci ha spogliato delle nostre aspettative, facendoci camminare in una strada tante volte in salita, alla cui sommit\u00e0 ci siamo trovati faccia a faccia con l\u2019impossibilit\u00e0 di diventare genitori. Sperimentando spesso con dolore tanti giudizi sulla nostra sterilit\u00e0. \u201cCome mai non avete figli?\u201d, ci \u00e8 stato chiesto mille volte, come a insinuare che il nostro matrimonio e il nostro amore non bastassero per essere una famiglia. Quanti sguardi poco comprensivi abbiamo digerito. Ma continuiamo a camminare ogni giorno tenendoci per mano, prendendoci cura insieme di una comunit\u00e0 di fratelli e amici che, tra solitudini e tenerezze, \u00e8 divenuta nel tempo casa e famiglia.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, che hai subito l\u2019ingiusta condanna.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che hai sopportato insinuazioni e accuse.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che, innocente, sei stato perseguitato.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tutti:<br \/>\nPater noster&#8230;<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nche sei stato condannato ingiustamente,<br \/>\nascolta la nostra preghiera:<br \/>\nconcedi agli sposi senza figli<br \/>\ndi camminare tenendosi per mano,<br \/>\nvivendo in pienezza il Sacramento dell\u2019amore coniugale,<br \/>\ne a tutti noi di vivere le avversit\u00e0 con mite fermezza.<br \/>\nTu che vivi e regni nei secoli dei secoli.<br \/>\nR\/. Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IV stazione<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 rinnegato da Pietro<\/p>\n<p>V\/.\u00a0Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.<br \/>\nR\/.\u00a0Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.<\/p>\n<p>Mentre Pietro era gi\u00f9 nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guard\u00f2 in faccia e gli disse: \u00abAnche tu eri con il Nazareno, con Ges\u00f9\u00bb. Ma egli neg\u00f2 dicendo: \u00abNon so e non capisco che cosa dici\u00bb. E subito, per la seconda volta un gallo cant\u00f2. E Pietro si ricord\u00f2 della parola che Ges\u00f9 gli aveva detto: \u00abPrima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai\u00bb. E scoppi\u00f2 in pianto.\u00a0(Mc\u00a014, 66-68. 72)<\/p>\n<p>Quando ci siamo sposati credevamo di non poter avere figli. Poi, in viaggio di nozze, \u00e8 arrivato il primo, e ci ha cambiato la vita. Avevamo dei progetti pi\u00f9 lenti, realizzarci nel lavoro, viaggiare, provare a vivere almeno un po\u2019 da eterni fidanzati\u2026 E invece, mentre ancora increduli toccavamo con mano la bellezza di questo regalo, \u00e8 arrivato il secondo figlio: una bambina. E cos\u00ec, a ripensarci oggi, sono arrivati anche gli altri, quasi senza che ce ne accorgessimo. E i nostri sogni? Plasmati dagli eventi. La nostra realizzazione professionale? Modificata dai fatti della vita che irrompe. E poi il timore di poter un giorno rinnegare tutto, come Pietro; l\u2019angoscia e la tentazione del rimpianto di fronte all\u2019ennesima spesa imprevista; la preoccupazione per le tensioni con i figli adolescenti. I vecchi desideri hanno ceduto il passo alla nostra famiglia. Non \u00e8 facile, certo, ma \u00e8 infinitamente pi\u00f9 bello cos\u00ec. E nonostante i pensieri e la densit\u00e0 delle nostre giornate, che sembrano non bastarci mai, non torneremmo mai indietro.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, che hai asciugato le lacrime di Pietro.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che perdoni chi riconosce di aver peccato.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che comprendi le nostre incertezze.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tutti:<br \/>\nPater noster&#8230;<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nche apri le braccia a chi invoca il perdono,<br \/>\nascolta la nostra supplica:<br \/>\nconcedi alle famiglie numerose<br \/>\ndi superare con gioia ogni difficolt\u00e0<br \/>\ne a tutti noi di rialzarci sempre dopo una caduta.<br \/>\nTu che vivi e regni nei secoli dei secoli.<br \/>\nR\/. Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>V stazione<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 giudicato da Pilato<\/p>\n<p>V\/.\u00a0Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.<br \/>\nR\/.\u00a0Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.<\/p>\n<p>Pilato disse loro di nuovo: \u00abChe cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?\u00bb. Ed essi di nuovo gridarono: \u00abCrocifiggilo!\u00bb. Pilato diceva loro: \u00abChe male ha fatto?\u00bb. Ma essi gridarono pi\u00f9 forte: \u00abCrocifiggilo!\u00bb. Pilato, volendo dar soddisfazione alla folla, rimise in libert\u00e0 per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Ges\u00f9, lo consegn\u00f2 perch\u00e9 fosse crocifisso. (Mc\u00a015, 12-15)<\/p>\n<p>Nostro figlio era stato giudicato gi\u00e0 prima di venire al mondo. Avevamo incontrato medici che si erano presi cura della sua vita prima che nascesse, e medici che a chiare lettere ci avevano fatto capire che era meglio non farlo nascere. E quando abbiamo scelto la vita, siamo stati anche noi oggetto di giudizio: \u201cSar\u00e0 un peso per voi e per la societ\u00e0\u201d, ci \u00e8 stato detto. \u201cCrocifiggilo\u201d. Eppure non aveva fatto alcun male. Quante volte il giudizio del mondo \u00e8 affrettato e superficiale e ci addolora anche solo con uno sguardo. Ci portiamo addosso la vergogna di una diversit\u00e0 pi\u00f9 spesso compatita che abitata. La disabilit\u00e0 non \u00e8 un vanto n\u00e9 un\u2019etichetta, piuttosto la veste di un\u2019anima che spesso preferisce tacere di fronte ai giudizi ingiusti, non per vergogna ma per misericordia verso chi giudica. Non siamo immuni dalla croce del dubbio o dalla tentazione di chiederci come sarebbe stato se le cose fossero andate diversamente. Ma, in realt\u00e0, la disabilit\u00e0 \u00e8 una condizione, non una caratteristica, e l\u2019anima, grazie a Dio, non conosce barriere.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, che hai guardato con amore i tuoi avversari.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che non hai temuto chi uccide il corpo ma non la vita.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che giudichi con amore misericordioso.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tutti:<br \/>\nPater noster&#8230;<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nche sei stato giudicato da logiche mondane,<br \/>\nascolta le nostre suppliche<br \/>\nper le famiglie con figli sofferenti:<br \/>\ndona loro sollievo nella fatica<br \/>\ne a tutti noi di scegliere, custodire e amare la vita sempre e comunque.<br \/>\nTu che vivi e regni nei secoli dei secoli.<br \/>\nR\/. Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>VI stazione<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 flagellato e coronato di spine<\/p>\n<p>V\/.\u00a0Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.<br \/>\nR\/.\u00a0Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.<\/p>\n<p>Pilato dopo aver fatto flagellare Ges\u00f9 lo consegn\u00f2 perch\u00e9 fosse crocifisso. Allora i soldati lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: \u00abSalve, re dei Giudei!\u00bb. E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui.\u00a0(Mc\u00a015, 15. 17-19)<\/p>\n<p>La nostra casa \u00e8 grande, non solo in termini di spazio, ma soprattutto per la ricchezza umana che vi abita. Sin dall\u2019inizio del matrimonio non siamo mai stati solo in due. La nostra vocazione all\u2019accoglienza del dolore \u00e8 stata ed \u00e8 tutt\u2019ora, a distanza di 42 anni di matrimonio e tre figli naturali, nove nipoti e cinque figli adottivi non autosufficienti e con gravi difficolt\u00e0 psichiche, tutt\u2019altro che triste. Non meritiamo tanta benedizione di vita. Per chi crede che non sia umano lasciare solo chi soffre, lo Spirito Santo muove nell\u2019intimo la volont\u00e0 ad agire e a non rimanere indifferenti, estranei. Il dolore ci ha cambiato. Il dolore riporta all\u2019essenziale, ordina le priorit\u00e0 della vita e restituisce la semplicit\u00e0 della dignit\u00e0 umana, in quanto tale. Sulla via dolorosa della vita di tanti flagellati e crocifissi, accanto a loro, sotto il peso della loro croce, abbiamo scoperto che il vero re \u00e8 colui che si dona e si d\u00e0 in pasto, anima e corpo.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, che sei stato flagellato nella carne e nello spirito.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che hai conosciuto il dolore innocente.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che sei stato umiliato, insultato, coronato di spine.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tutti:<br \/>\nPater noster&#8230;<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nche hai patito dolore e disprezzo,<br \/>\nascolta la nostra supplica:<br \/>\nconcedi alle nostre famiglie<br \/>\ndi imparare ad accogliere chi \u00e8 ferito<br \/>\ne a tutti noi di farci carico e di prendersi cura dei dolori degli altri.<br \/>\nTu che vivi e regni nei secoli dei secoli.<br \/>\nR\/. Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>VII stazione<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 caricato della Croce<\/p>\n<p>V\/.\u00a0Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.<br \/>\nR\/.\u00a0Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.<\/p>\n<p>Dopo essersi fatti beffe di Ges\u00f9, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.\u00a0(Mc\u00a015, 20)<\/p>\n<p>Una mattina come tante mia moglie \u00e8 svenuta due volte. La corsa in ospedale e la scoperta di una malattia che nella sua testa gi\u00e0 stava insinuando il veleno. L\u2019operazione, la riabilitazione, le cure\u2026; e oggi una quotidianit\u00e0 completamente nuova per tutti noi. Il Signore ci parla attraverso accadimenti che non sempre comprendiamo e ci conduce per mano verso lo sviluppo della parte migliore di noi. Aveva un ruolo, una posizione, una \u201cveste\u201d, e si \u00e8 ritrovata completamente diversa. Nuda, indifesa, crocifissa. E io con lei. Attraverso questa malattia, su questa croce, siamo diventati il pilastro sul quale i figli sanno di potersi appoggiare. Prima non era cos\u00ec. Potrei quasi dire che oggi, con i suoi occhi penetranti nel loro glabro dolore, \u00e8 pienamente madre e moglie. Senza orpelli, nell\u2019essenzialit\u00e0 di una vita pi\u00f9 difficile e nuova. Essere bloccati, inchiodati da un pensiero martellante costringe soprattutto me, che ero cos\u00ec cocciutamente orgoglioso, a scoprire nelle altre famiglie il meraviglioso dono che sono: chi prova a farti ridere, chi ti aiuta in cucina, chi ti accompagna i figli a catechismo, chi ti ascolta, chi ti capisce con uno sguardo, chi pur avendo situazioni altrettanto se non pi\u00f9 complicate si preoccupa costantemente per te.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, che non hai cercato onori mondani.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che ti sei fatto carico dei pesi di tutti i mortali.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che hai abbracciato il pesante legno della croce.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tutti:<br \/>\nPater noster&#8230;<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nche hai mutato il patibolo di morte<br \/>\nin sorgente inesauribile di vita,<br \/>\nascolta le nostre invocazioni:<br \/>\nconcedi ai figli di avere cura dei genitori,<br \/>\ncustodendoli con gratitudine,<br \/>\ne a tutti noi di imparare da Te la gioia di amare e donarsi generosamente.<br \/>\nTu che vivi e regni nei secoli dei secoli.<br \/>\nR\/. Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>VIII stazione<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 aiutato dal Cireneo a portare la Croce<\/p>\n<p>V\/.\u00a0Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.<br \/>\nR\/.\u00a0Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.<\/p>\n<p>Mentre i soldati lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Ges\u00f9.\u00a0(Lc\u00a023, 26)<\/p>\n<p>Siamo andati in pensione due anni fa e proprio mentre iniziavamo a fantasticare su come spendere le energie recuperate, ci \u00e8 giunta la notizia del licenziamento di nostro genero. Durante la pandemia abbiamo assistito inermi alla crisi del matrimonio della nostra figlia maggiore. I nipoti hanno iniziato a inondare di vitalit\u00e0 e confusione la nostra casa non pi\u00f9 solo la domenica e, soprattutto, come non accadeva da quando erano piccoli i nostri tre figli. Abbiamo montato in auto un seggiolino e comprato una lavagna su cui trascrivere gli impegni dei nostri cinque nipoti per non rischiare di dimenticare qualcosa. I nostri muscoli non sono quelli di una volta, ma il bagaglio delle esperienze ci rende pi\u00f9 docili alla vita rispetto a quando avevamo la forza di correre. La croce della precariet\u00e0 delle famiglie e del lavoro ci preoccupa. E oggi, che saremmo naturalmente portati ad occuparci delle nostre stanchezze e della innegabile paura della morte, siamo caricati di una croce inaspettata, postaci sulle spalle nostro malgrado. Il passo si fa spesso lento e la notte, dopo aver sorriso, ci troviamo a piangere di compassione. Ma essere \u201cossigeno\u201d per le famiglie dei nostri figli \u00e8 un dono che ci riporta alle emozioni provate quando erano piccoli. Non si finisce mai di essere mamma e pap\u00e0.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, che hai condiviso il peso della croce.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che ci sottoponi al giudizio della tua croce.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che chiedi di seguirti portando la nostra croce.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tutti:<br \/>\nPater noster&#8230;<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nche ci chiami a portare i pesi gli uni degli altri,<br \/>\nascolta le nostre suppliche:<br \/>\nconcedi alle nostre famiglie<br \/>\ndi saper condividere gioie e fatiche,<br \/>\ne a tutti noi di crescere nella fraternit\u00e0 operosa.<br \/>\nTu che vivi e regni nei secoli dei secoli.<br \/>\nR\/. Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IX stazione<br \/>\nGes\u00f9 incontra le donne di Gerusalemme<\/p>\n<p>V\/.\u00a0Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.<br \/>\nR\/.\u00a0Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.<\/p>\n<p>Seguiva Ges\u00f9 una grande moltitudine di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Ges\u00f9, voltandosi verso di loro, disse: \u00abFiglie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli\u00bb.\u00a0(Lc\u00a023, 27-28)<\/p>\n<p>Adesso siamo in quattro. Per lunghi anni siamo stati in due, e abbiamo affrontato la croce della solitudine e la gestazione di una genitorialit\u00e0 diversa da come l\u2019avevamo sempre immaginata. L\u2019adozione \u00e8 la storia di una vita segnata dall\u2019abbandono che viene guarita da un\u2019accoglienza. Ma l\u2019abbandono \u00e8 una ferita che sanguina sempre. E l\u2019adozione \u00e8 una croce che genitori e figli si caricano insieme sulle spalle, sopportandola, cercando di alleviarne il dolore e anche amandola, in quanto parte della storia del figlio. Ma fa male vedere un figlio che soffre per il suo passato. Fa male provare ad amarlo senza riuscire a scalfire minimamente il suo dolore. Ci siamo adottati a vicenda. E non c\u2019\u00e8 un giorno in cui non ci svegliamo pensando che ne \u00e8 valsa la pena; che tutta questa fatica non \u00e8 vana; che questa croce, anche se dolorosa, nasconde un segreto di felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, che hai raccolto lo sguardo delle donne di Gerusalemme.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che hai asciugato lacrime e consolato cuori.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che hai percorso con coraggio la via della croce.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tutti:<br \/>\nPater noster&#8230;<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nche sei andato incontro alla croce<br \/>\nad occhi aperti e con cuore pronto,<br \/>\nascolta le nostre suppliche:<br \/>\nconcedi ai genitori e ai loro figli adottivi<br \/>\ndi crescere insieme come famiglie accoglienti<br \/>\ne a tutti noi di collaborare alla gioia del prossimo.<br \/>\nTu che vivi e regni nei secoli dei secoli.<br \/>\nR\/. Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>X stazione<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 crocifisso<\/p>\n<p>V\/.\u00a0Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.<br \/>\nR\/.\u00a0Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.<\/p>\n<p>Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l\u2019altro a sinistra. Ges\u00f9 diceva: \u00abPadre, perdona loro perch\u00e9 non sanno quello che fanno\u00bb. Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: \u00abHa salvato altri! Salvi se stesso, se \u00e8 lui il Cristo di Dio, l\u2019eletto\u00bb. Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell\u2019aceto e dicevano: \u00abSe tu sei il re dei Giudei, salva te stesso\u00bb. Sopra di lui c\u2019era anche una scritta: \u00abCostui \u00e8 il re dei Giudei\u00bb.\u00a0(Lc\u00a023, 33-38)<\/p>\n<p>Siamo una madre e due figli. Da oltre sette anni siamo una sedia a tre gambe invece che quattro: bellissima e di valore, anche se un pochino instabile. Sotto la croce ogni famiglia, anche la pi\u00f9 sbilenca, la pi\u00f9 dolente, la pi\u00f9 strana, la pi\u00f9 monca, trova il suo senso profondo. Anche la nostra. Abbiamo sperimentato, non senza lacrime e dolore, che Ges\u00f9 in quell\u2019abbraccio di travi inchiodate ci guarda e non ci lascia mai soli.<\/p>\n<p>Ci affida non solo a un generico amore del creatore rispetto alle sue creature ma ci consegna a un amico, a una madre, a un figlio, a un fratello. A una Chiesa che, con tutti i suoi difetti, tende la mano e, per quanto impossibile possa sembrare, sostiene a tratti il peso per noi consentendoci di tanto in tanto di riprendere fiato. L\u2019amore si moltiplica perch\u00e9 \u00e8 gratuito, anche quando ho la tentazione di capire perch\u00e9, se \u201cha salvato gli altri\u2026 se \u00e8 il Cristo di Dio, il suo eletto\u201d, non abbia potuto salvare anche mio marito. Ma la ferita di Uno sulla croce \u00e8 eredit\u00e0, legame e relazione insieme. L\u2019Amore si fa reale, perch\u00e9, nel nostro abisso e nei nostri disagi, non siamo abbandonati.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, che hai steso le braccia sulla croce.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che per salvare noi non hai salvato Te stesso.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che hai perdonato i tuoi uccisori.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tutti:<br \/>\nPater noster&#8230;<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nche con le braccia aperte in croce<br \/>\nstringi a Te chi \u00e8 solo e abbandonato,<br \/>\nascolta la nostra preghiera:<br \/>\nconcedi alle famiglie colpite dalla perdita di un genitore<br \/>\ndi sentirti presente nel loro dolore,<br \/>\ne a tutti noi di saper piangere con chi piange.<br \/>\nTu che vivi e regno nei secoli dei secoli.<br \/>\nR\/. Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>XI stazione<br \/>\nGes\u00f9 promette il Regno al buon ladrone<\/p>\n<p>V\/.\u00a0Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.<br \/>\nR\/.\u00a0Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.<\/p>\n<p>Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero Ges\u00f9 e i malfattori, uno a destra e l\u2019altro a sinistra. Uno dei malfattori disse: \u00abGes\u00f9, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno\u00bb. Gli rispose: \u00abIn verit\u00e0 io ti dico: oggi sarai con me nel paradiso\u00bb.\u00a0(Lc\u00a023, 33. 42-43)<\/p>\n<p>Solo adesso sorridiamo ricordandoci tutte le aspettative che avevamo messo su nostro figlio. Lo avevamo cresciuto perch\u00e9 fosse felice, perch\u00e9 si realizzasse. Perch\u00e9 seguisse le orme del nonno. S\u00ec, forse, avremmo voluto per lui una vita diversa. Una famiglia, un lavoro, dei figli, dei nipoti. Insomma la \u201cnormalit\u00e0\u201d. Avevamo gi\u00e0 vissuto la sua vita al posto suo. E invece sei arrivato Tu e hai sconvolto tutto. Hai distrutto i nostri sogni per qualcosa di pi\u00f9 grande. Hai fatto in modo che la sua vita non seguisse la logica del \u201csi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec\u201d e lo hai chiamato a Te. Ma come? Perch\u00e9 proprio lui? Perch\u00e9 proprio nostro figlio? All\u2019inizio non l\u2019abbiamo presa bene. Lo abbiamo contrastato. Lo abbiamo abbandonato. Credevamo che la nostra freddezza lo avrebbe fatto tornare sui suoi passi. Abbiamo provato a insinuare nella sua testa il dubbio che stesse sbagliando tutto. Come due malfattori. Ma abbiamo capito che non si pu\u00f2 lottare contro di Te. Noi siamo un vaso e Tu sei il mare. Noi siamo una scintilla e Tu sei il fuoco. E allora, come il buon ladrone, anche noi ti chiediamo di ricordarti di noi quando entrerai nel tuo Regno.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, che sei morto come un malfattore.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che hai trasformato la croce in un trono regale.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che ci hai aperto le porte del paradiso perduto.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tutti:<br \/>\nPater noster&#8230;<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nche ci hai rivelato i misteri del tuo Regno,<br \/>\ndove il pi\u00f9 grande \u00e8 colui che serve,<br \/>\nascolta le nostre suppliche:<br \/>\nguida i genitori a servire la vocazione dei figli<br \/>\ne dona a tutti noi di essere tuoi fedeli discepoli.<br \/>\nTu che vivi e regni nei secoli dei secoli.<br \/>\nR\/. Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>XII stazione<br \/>\nGes\u00f9 dona la Madre al discepolo amato<\/p>\n<p>V\/.\u00a0Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.<br \/>\nR\/.\u00a0Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.<\/p>\n<p>Stavano presso la croce di Ges\u00f9 sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cl\u00e8opa e Maria di M\u00e0gdala. Ges\u00f9 allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: \u00abDonna, ecco tuo figlio!\u00bb. Poi disse al discepolo: \u00abEcco tua madre!\u00bb. E da quell\u2019ora il discepolo l\u2019accolse con s\u00e9.\u00a0(Gv\u00a019, 25-27)<\/p>\n<p>Eravamo in cinque in casa: io, mio marito e i nostri tre figli. Cinque anni fa la vita si \u00e8 complicata. Una diagnosi difficile da accettare, una malattia oncologica scritta ogni istante sul volto della figlia pi\u00f9 piccola. Una malattia che, pur non avendo mai spento il suo sorriso, ha reso lo stridore dell\u2019ingiustizia che vivevamo ancora pi\u00f9 doloroso. Malgrado le \u201cbeffe\u201d di cui il dolore sembrava averci gi\u00e0 ricoperto, dopo solo sei anni di matrimonio mio marito ci ha lasciato per una morte improvvisa, mettendoci su una strada di solitudine straziante, durante la quale in due anni abbiamo accompagnato la piccola di casa al suo ultimo saluto. Sono passati cinque anni dall\u2019inizio di questa avventura che non abbiamo assolutamente compreso razionalmente, ma la certezza \u00e8 che questa grande croce \u00e8 stata abitata dal Signore e lo \u00e8 ancora oggi. \u201cDio non chiama chi \u00e8 capace ma rende capace chi chiama\u201d: questo ci disse un giorno una suora, e queste parole ci hanno cambiato la prospettiva di vita negli ultimi anni. La menzogna pi\u00f9 grande con cui abbiamo combattuto era quella di non essere pi\u00f9 famiglia. Non conosco altro modo per rispondere al mio cuore e al mio dolore nella carne, se non quello di affidarmi al Signore che vive questo pezzo di strada terrena con me. Tante volte, nelle sedute di chemioterapia di mia figlia, mi sono sentita come Maria sotto la croce; ed \u00e8 quella esperienza che mi fa sentire oggi \u2013 anche se solo per un pezzetto \u2013 madre del mio Signore.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, che hai conosciuto lo strazio degli affetti.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che non hai dato alla morte l\u2019ultima parola.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che ci hai donato per testamento la tua stessa Madre.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tutti:<br \/>\nPater noster&#8230;<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nche prima di spirare hai voluto<br \/>\nconsegnarci tua Madre e affidare noi alle sue cure,<br \/>\nascolta le nostre suppliche:<br \/>\nconcedi alle famiglie segnate dalla morte di un figlio<br \/>\ndi custodire la grazia ricevuta con il dono della loro vita<br \/>\ne a tutti noi, nella consolazione dello Spirito, di raccogliere le tue ultime volont\u00e0.<br \/>\nTu che vivi e regni nei secoli dei secoli.<br \/>\nR\/. Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>XIII stazione<br \/>\nGes\u00f9 muore sulla Croce<\/p>\n<p>V\/.\u00a0Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.<br \/>\nR\/.\u00a0Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.<\/p>\n<p>Alle tre, Ges\u00f9 grid\u00f2 a gran voce: \u00abElo\u00ec, Elo\u00ec, lem\u00e0 sabact\u00e0ni?\u00bb, che significa: \u00abDio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u00bb. Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fiss\u00f2 su una canna e gli dava da bere, dicendo: \u00abAspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere\u00bb. Ma Ges\u00f9, dando un forte grido, spir\u00f2.\u00a0(Mc\u00a015, 34. 36-37)<\/p>\n<p>La morte intorno. La vita che sembra perdere di valore. Tutto cambia in pochi secondi. L\u2019esistenza, le giornate, la spensieratezza della neve d\u2019inverno, l\u2019andare a prendere i bambini a scuola, il lavoro, gli abbracci, le amicizie\u2026 tutto. Tutto perde improvvisamente valore. \u201cDove sei Signore? Dove ti sei nascosto? Vogliamo la nostra vita di prima. Perch\u00e9 tutto questo? Quale colpa abbiamo commesso? Perch\u00e9 ci hai abbandonato? Perch\u00e9 hai abbandonato i nostri popoli? Perch\u00e9 hai spaccato in questo modo le nostre famiglie? Perch\u00e9 non abbiamo pi\u00f9 la voglia di sognare e di vivere? Perch\u00e9 le nostre terre sono diventate tenebrose come il Golgota?\u201d. Le lacrime sono finite. La rabbia ha lasciato il passo alla rassegnazione. Sappiamo che Tu ci ami, Signore, ma non lo sentiamo questo amore e questa cosa ci fa impazzire. Ci svegliamo al mattino e per qualche secondo siamo felici, ma poi ci ricordiamo subito quanto sar\u00e0 difficile riconciliarci. Signore dove sei? Parla nel silenzio della morte e della divisione ed insegnaci a fare pace, ad essere fratelli e sorelle, a ricostruire ci\u00f2 che le bombe avrebbero voluto annientare.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, che ci hai amato sino alla fine.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che, morendo, hai distrutto la morte.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che, esalando l\u2019ultimo respiro, ci hai donato la vita.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tutti:<br \/>\nPater noster&#8230;<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nche dal tuo costato trafitto<br \/>\nhai fatto sgorgare la riconciliazione per tutti,<br \/>\nascolta le nostre umili voci:<br \/>\ndona alle famiglie distrutte da lacrime e sangue<br \/>\ndi credere nella potenza del perdono<br \/>\ne a tutti noi di costruire pace e concordia.<br \/>\nTu che vivi e regni nei secoli dei secoli.<br \/>\nR\/. Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>XIV stazione<br \/>\nIl corpo di Ges\u00f9 \u00e8 deposto nel sepolcro<\/p>\n<p>V\/.\u00a0Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.<br \/>\nR\/.\u00a0Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.<\/p>\n<p>Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all\u2019entrata del sepolcro, se ne and\u00f2. L\u00ec, sedute di fronte alla tomba, c\u2019erano Maria di M\u00e0gdala e l\u2019altra Maria.\u00a0(Mt\u00a027, 59-61)<\/p>\n<p>Ormai siamo qui. Siamo morti al nostro passato. Avremmo voluto vivere nella nostra terra, ma la guerra ce lo ha impedito. \u00c8 difficile per una famiglia dover scegliere tra i suoi sogni e la libert\u00e0. Tra i desideri e la sopravvivenza. Siamo qui dopo viaggi in cui abbiamo visto morire donne e bambini, amici, fratelli e sorelle. Siamo qui, sopravvissuti. Percepiti come un peso. Noi che a casa nostra eravamo importanti, qui siamo numeri, categorie, semplificazioni. Eppure siamo molto di pi\u00f9 che immigrati. Siamo persone. Siamo venuti qui per i nostri figli. Moriamo ogni giorno per loro, perch\u00e9 qui possano provare a vivere una vita normale, senza le bombe, senza il sangue, senza le persecuzioni. Siamo cattolici, ma anche questo a volte sembra passare in secondo piano rispetto al fatto che siamo migranti. Se non ci rassegniamo \u00e8 perch\u00e9 sappiamo che la grande pietra sulla porta del sepolcro un giorno verr\u00e0 rotolata via.<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9, tolto dal legno della croce da mani amiche.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che fosti sepolto nella tomba nuova di Giuseppe d\u2019Arimatea.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tu che non hai conosciuto la corruzione del sepolcro.<br \/>\nR\/. Dona nobis pacem.<\/p>\n<p>Tutti:<br \/>\nPater noster&#8230;<\/p>\n<p>Signore Ges\u00f9,<br \/>\nche sei disceso agli inferi<br \/>\nper liberare Adamo ed Eva con i loro figli dall\u2019antica prigionia,<br \/>\nascolta le nostre suppliche per le famiglie dei migranti:<br \/>\nstrappale dall\u2019isolamento che uccide<br \/>\ne concedi a tutti noi di riconoscerti in ogni persona<br \/>\ncome nostro amato fratello e sorella.<br \/>\nTu che vivi e regni nei secoli dei secoli.<br \/>\nR\/. Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Preghiera finale<\/p>\n<p>Padre misericordioso,<br \/>\nche fai sorgere il sole sui buoni e sui cattivi,<br \/>\nnon abbandonare l\u2019opera delle tue mani,<br \/>\nper la quale non hai esitato<br \/>\na consegnare il tuo unico Figlio,<br \/>\nnato dalla Vergine,<br \/>\ncrocifisso sotto Ponzio Pilato,<br \/>\nmorto e sepolto nel cuore della terra,<br \/>\nrisuscitato dai morti il terzo giorno,<br \/>\napparso a Maria di Magdala,<br \/>\na Pietro, agli altri apostoli e discepoli,<br \/>\nsempre vivo nella santa Chiesa,<br \/>\nsuo Corpo vivente nel mondo.<\/p>\n<p>Tieni accesa nelle nostre famiglie<br \/>\nla lampada del Vangelo,<br \/>\nche rischiara gioie e dolori,<br \/>\nfatiche e speranze:<br \/>\nogni casa rifletta il volto della Chiesa,<br \/>\nla cui legge suprema \u00e8 l\u2019amore.<br \/>\nPer l\u2019effusione del tuo Spirito,<br \/>\naiutaci a spogliarci dell\u2019uomo vecchio,<br \/>\ncorrotto dalle passioni ingannatrici,<br \/>\ne rivestici dell\u2019uomo nuovo,<br \/>\ncreato secondo la giustizia e la santit\u00e0.<\/p>\n<p>Tienici per mano, come un Padre,<br \/>\nperch\u00e9 non ci allontaniamo da Te;<br \/>\nconverti al tuo cuore i nostri cuori ribelli,<br \/>\nperch\u00e9 impariamo a seguire progetti di pace;<br \/>\nporta gli avversari a stringersi la mano,<br \/>\nperch\u00e9 gustino il perdono reciproco;<br \/>\ndisarma la mano alzata del fratello contro il fratello,<br \/>\nperch\u00e9 dove c\u2019\u00e8 l\u2019odio fiorisca la concordia.<\/p>\n<p>Fa\u2019 che non ci comportiamo da nemici della croce di Cristo,<br \/>\nper partecipare alla gloria della sua risurrezione.<\/p>\n<p>Egli vive e regna con Te,<br \/>\nnell\u2019unit\u00e0 dello Spirito Santo,<br \/>\nper tutti i secoli dei secoli.<br \/>\nR\/. Amen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VENERD&Igrave; SANTO &laquo;PASSIONE DEL SIGNORE&raquo; VIA CRUCIS PRESIEDUTA DAL SANTO PADRE FRANCESCO COLOSSEO ROMA, 15 APRILE 2022 SALITA AL CALVARIO PARTICOLARE DEL &ldquo;PARAMENTO DI DON MAZZA&rdquo; (1845-1861) REALIZZATO DALLE ALLIEVE DELLA SCUOLA DI DON NICOLA<span class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/via-crucis-del-venerdi-santo-presieduta-dal-santo-padre-francesco\/\">Leggi tutto &rarr;<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":9580,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24,233,23],"tags":[],"class_list":["entry","author-redazione","post-9579","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-attualita","category-papa-francesco","category-spiritualita"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-09-02 14:41:24","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9579"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9579"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9579\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9581,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9579\/revisions\/9581"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9580"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9579"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9579"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9579"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}