{"id":9851,"date":"2022-06-26T11:49:48","date_gmt":"2022-06-26T11:49:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/?p=9851"},"modified":"2022-06-26T11:51:33","modified_gmt":"2022-06-26T11:51:33","slug":"papa-francesco-angelus-di-domenica-26-giugno-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sostaeripresa.it\/sito\/attualita\/papa-francesco-angelus-di-domenica-26-giugno-2022\/","title":{"rendered":"Papa Francesco, Angelus di domenica 26 giugno 2022"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>ANGELUS<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Piazza San Pietro<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Domenica, 26 giugno 2022<\/strong><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>C<\/strong><\/span>ari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/p>\n<p>Il Vangelo della Liturgia di questa Domenica ci parla di una svolta. Dice cos\u00ec: \u00abMentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Ges\u00f9\u00a0prese la ferma decisione\u00a0di mettersi in cammino verso Gerusalemme\u00bb (Lc\u00a09,51). Cos\u00ec inizia il \u201cgrande viaggio\u201d verso la citt\u00e0 santa, che richiede una speciale decisione perch\u00e9 \u00e8 l\u2019ultimo. I discepoli, pieni di entusiasmo ancora troppo mondano, sognano che il Maestro vada incontro al trionfo; Ges\u00f9 invece sa che a Gerusalemme lo attendono il rifiuto e la morte (cfr\u00a0Lc\u00a09,22.43b-45); sa che dovr\u00e0 soffrire molto; e ci\u00f2 esige una\u00a0ferma decisione. Cos\u00ec Ges\u00f9 va con passo deciso verso Gerusalemme. \u00c8 la stessa decisione che noi dobbiamo prendere, se vogliamo essere discepoli di Ges\u00f9. In che cosa consiste questa decisione? Perch\u00e9 noi dobbiamo essere discepoli di Ges\u00f9 sul serio, con vera decisione, non \u2013 come diceva una vecchietta che ho conosciuto \u2013 \u201ccristiani all\u2019acqua di rose\u201d. No! Cristiani decisi. E ci aiuta a capirlo l\u2019episodio che l\u2019Evangelista Luca racconta subito dopo.<\/p>\n<p>Mentre erano in cammino, un villaggio di Samaritani, avendo saputo che Ges\u00f9 era diretto a Gerusalemme \u2013 che era la citt\u00e0 avversaria \u2013, non lo accoglie. Gli apostoli Giacomo e Giovanni, sdegnati, suggeriscono a Ges\u00f9 di punire quella gente facendo scendere un fuoco dal cielo. Ges\u00f9 non soltanto non accetta la proposta, ma rimprovera i due fratelli. Essi vogliono coinvolgerlo nel loro desiderio di vendetta e Lui non ci sta (cfr vv. 52-55). Il \u201cfuoco\u201d che Lui \u00e8 venuto a portare sulla terra \u00e8 un altro, (cfr\u00a0Lc\u00a012,49) \u00e8 l\u2019Amore misericordioso del Padre. E per far crescere questo fuoco ci vuole pazienza, ci vuole costanza, ci vuole spirito penitenziale.<\/p>\n<p>Giacomo e Giovanni invece si lasciano prendere dall\u2019ira. E questo capita anche a noi, quando, pur facendo del bene, magari con sacrificio, anzich\u00e9 accoglienza troviamo una porta chiusa. Viene allora la rabbia: tentiamo perfino di coinvolgere Dio stesso, minacciando castighi celesti. Ges\u00f9 invece percorre un\u2019altra via, non la via della rabbia, ma quella della ferma decisione di andare avanti, che, lungi dal tradursi in durezza, implica calma, pazienza, longanimit\u00e0, senza tuttavia minimamente allentare l\u2019impegno nel fare il bene. Questo modo di essere non denota debolezza ma, al contrario, una grande forza interiore. Lasciarsi prendere dalla rabbia nelle contrariet\u00e0 \u00e8 facile, \u00e8 istintivo. Ci\u00f2 che \u00e8 difficile invece \u00e8 dominarsi, facendo come Ges\u00f9 che \u2013 dice il Vangelo \u2013 si mise \u00abin cammino verso un altro villaggio\u00bb (v. 56). Questo vuol dire che, quando troviamo delle chiusure, dobbiamo volgerci a fare il bene altrove, senza recriminazioni. Cos\u00ec Ges\u00f9 ci aiuta a essere persone serene, contente del bene compiuto e che non cercano le approvazioni umane.<\/p>\n<p>Adesso domandiamoci: noi a che punto siamo? A che punto siamo noi? Davanti alle contrariet\u00e0, alle incomprensioni, ci rivolgiamo al Signore, gli chiediamo la sua fermezza nel fare il bene? Oppure cerchiamo conferme negli applausi, finendo per essere aspri e rancorosi quando non li sentiamo? Quante volte, pi\u00f9 o meno consapevolmente, cerchiamo gli applausi, l\u2019approvazione altrui? Facciamo quella cosa per gli applausi? No, non va. Dobbiamo fare il bene per il servizio e non cercare gli applausi. A volte pensiamo che il nostro fervore sia dovuto al senso di giustizia per una buona causa, ma in realt\u00e0 il pi\u00f9 delle volte non \u00e8 altro che orgoglio, unito a debolezza, suscettibilit\u00e0 e impazienza. Chiediamo allora a Ges\u00f9 la forza di essere come Lui, di seguirlo con ferma decisione in questa strada di servizio. Di non essere vendicativi, di non essere intolleranti quando si presentano difficolt\u00e0, quando ci spendiamo per il bene e gli altri non lo capiscono, anzi, quando ci squalificano. No, silenzio e avanti.<\/p>\n<p>La Vergine Maria ci aiuti a fare nostra la ferma decisione di Ges\u00f9 di rimanere nell\u2019amore fino in fondo.<\/p>\n<p>____________________________________<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;Angelus<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle!<\/p>\n<p>Seguo con preoccupazione quanto sta accadendo in Ecuador. Sono vicino a quel popolo e incoraggio tutte le parti ad abbandonare la violenza e le posizioni estreme. Impariamo: solo con il dialogo si potr\u00e0 trovare, spero presto, la pace sociale, con particolare attenzione alle popolazioni emarginate e ai pi\u00f9 poveri, ma sempre rispettando i diritti di tutti e le istituzioni del Paese.<\/p>\n<p>Desidero esprimere la mia vicinanza ai familiari e alle consorelle di Suor Luisa Dell\u2019Orto, Piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucauld, uccisa ieri a Port-au-Prince, capitale di Haiti. Da vent\u2019anni suor Luisa viveva l\u00e0, dedita soprattutto al servizio dei bambini di strada. Affido a Dio la sua anima e prego per il popolo haitiano, specialmente per i piccoli, perch\u00e9 possano avere un futuro pi\u00f9 sereno, senza miseria e senza violenza. Suor Luisa ha fatto della sua vita un dono per gli altri fino al martirio.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"June 26 2022 Angelus prayer Pope Francis\" width=\"1380\" height=\"776\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/uHU4twlK59M?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Saluto tutti voi, romani e pellegrini dell\u2019Italia e di tanti Paesi. Vedo bandiera argentina, miei connazionali, vi saluto tanto! In particolare, saluto i fedeli provenienti da Lisbona, gli studenti dell\u2019Istituto Notre-Dame de Sainte-Croix di Neuilly, in Francia, e quelli di Telfs, in Austria. Saluto la Corale polifonica di Riesi, il gruppo di genitori di Rovigo e la comunit\u00e0 pastorale Beato Serafino Morazzone di Maggianico. Vedo che ci sono bandiere dell\u2019Ucraina. L\u00ec, in Ucraina, continuano i bombardamenti, che causano morti, distruzione e sofferenze per la popolazione. Per favore, non dimentichiamo questo popolo afflitto dalla guerra. Non dimentichiamolo nel cuore e con le nostre preghiere.<\/p>\n<p>Vi auguro una buona domenica. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANGELUS Piazza San Pietro Domenica, 26 giugno 2022 Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Il Vangelo della Liturgia di questa Domenica ci parla di una svolta. 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