La presentazione del testo “Memorie Francescane in Orte”
di Alessandro Camilli edizione aggiornata, sabato 10
ottobre. Dopo otto secoli l’attualita’ del passaggio e del
messaggio di san Francesco per le nostre Citta’.
Stefano Stefanini
E’ programmata per sabato 10 ottobre, alle ore 17 – nell’ambito della Rassegna
“Conferenze a Palazzo Roberteschi” promossa da Abbondio Zuppante direttore
della Biblioteca Medievale e del Museo d’Arte Sacra di rilevanza diocesana –
presso la Sala Conferenze del Palazzo sede dell’Ente Ottava Medievale nel Centro
Storico la presentazione del testo “Memorie Francescane in Orte” scritto nel 1926
da Alessandro Camilli e ampliato e aggiornato da chi scrive e da Vincenzo
Cherubini, con i riferimenti della presenza dei seguaci di San Francesco nella
nostra citta’ sino ai giorni nostri. Il testo e’ edito da Morphema Editrice di Terni.
Ne abbiamo parlato nell’intervista televisiva in onda sull’emittente del Centro Italia
Teleorte e visibile su www.teleorte.it.

Link della trasmissione https://youtu.be /Y1KqHFRswY8
Il 10 ottobre Illustrera’ i contenuti del testo, oltre a noi coautori della
ripubblicazione, Alessandro Maurizi, scrittore e ideatore di “Ombre Festival
2026”, che ha dedicato all’anniversario francescano l’edizione della rassegna
culturale nazionale “800 anni con Francesco”, svoltasi in estate a Viterbo.
Vincenzo Cherubini e chi scrive: “In questa iniziativa sıamo stati sostenuti dalla
famıglia di Alessandro Camilli, dai Parroci di Orte, don Augusto Mascagna, oggi
Vescovo di Pistoia e Pescia e don Hilarion Mafula, oltre che da padre Ausilio
Tornambe’ gia’ Parroco di Orte Scalo e da Gianfranco Costa, gia’ Sindaco di Assisi
e fondatore del Centro Internazionale per la Pace tra i Popoli di Assisi e dei
Cavalieri del Millennio per la Pace.”
Nel corso della presentazione del 10 ottobre, nell’ambito delle iniziative per gli 800
anni dalla morte di San Francesco, Giubileo Francescano, avremo modo di
illustrare le motivazioni spirituali, storiche e sociali dell’operazione editoriale, di
recupero e attualizzazione del messaggio universale del “poverello di Assisi” che
ha onorato della sua presenza la nostra citta’.
Scopriremo anche la figura di Alessandro Camilli sotto i profili religioso, culturale e
politico, amante della citta’ di Orte e delle sue radici storiche recenti, di ringraziare
la sua famiglia e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’operazione
editoriale, nell’Ottavo Centenario della morte del Patrono d’Italia.
Quest’anno 2026 stiamo vivendo un’esperienza di particolare intensità e valore
universale: quella di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia.
In questo contesto si colloca la memoria del passaggio di Francesco a Orte
nel 1209 e dell’ininterotta presenza dei suoi seguaci nella nostra Citta’,
testimoniata dai tratti storici delineati da Alessandro Camilli sino al 1926
(settimo centenario) e da noi ampliati sino ai nostri giorni (ottavo centenario).
Le fonti biografiche attestano che Francesco, di ritorno da Roma, sostò ad Orte per
quindici giorni, insieme ai suoi compagni. Secondo la tradizione, proprio in questo
tempo egli rinnovò radicalmente la sua scelta di vita, stringendo simbolicamente un
“patto matrimoniale” con Madonna Povertà:
“Quel luogo era deserto e non vi passava quasi nessuno. Erano felicissimi di non
vedere e di non possedere alcuna cosa vana o dilettevole ai sensi. Cominciarono
così a stringere un patto d’alleanza con la santa povertà e, nella grande
consolazione di essere privi di tutto ciò che il mondo ama, si proponevano di vivere
poveri per sempre e ovunque, come in quel momento.
E poiché, liberi da ogni preoccupazione terrena, trovavano piacere solo nelle
consolazioni divine, deliberano irrevocabilmente di non sciogliersi mai, per nessuna
tribolazione o tentazione, dall’abbraccio della povertà.” (cfr. Fonti Francescane, n.n.
378-381).
Riportiamo alcuni brani della significativa presentazione offerta al nostro
testo da mons. Augusto Mascagna Vescovo di Pistoia e Pescia e già parroco
di Santa Maria Assunta in Orte.
“Rimane oggetto di studio e di ricerca trovare il luogo preciso del soggiorno di San
Francesco in Orte: tra le ipotesi più accreditate vi sono San Nicolao, San Lorenzo
e, con maggiore probabilità, l’area del colle di San Bernardino, presso l’antica
necropoli.
Tommaso da Celano riferisce che Francesco e i suoi compagni si recavano in città
per chiedere l’elemosina e custodivano, quanto non consumato, nei sepolcri
circostanti, trasformando anche quel gesto in segno di gratitudine e fiducia nella
Provvidenza.
Al di là delle ricostruzioni storiche, questo episodio assume un valore
profondamente simbolico: quel “pane” custodito tra le tombe diventa immagine di
una fede che attraversa il tempo e continua a nutrire il popolo di Dio. Il presente
volume “Memorie francescane in Orte….la storia continua” intende raccogliere e
valorizzare questa eredità, mostrando come il passaggio di Francesco abbia
generato una fecondità spirituale duratura nella comunità di Orte.
Accanto alla memoria di Francesco, emergono figure e presenze che
testimoniano la continuità di questo cammino: dalle prime comunità
francescane, ai santi e beati legati al territorio, fino al passaggio di grandi
maestri della spiritualità come San Bonaventura e San Tommaso d’Aquino. Si
ricordano inoltre, alcuni beati francescani il beato Teobaldo, beato Benigno
Romano e il beato Giovanni: quel pane custodito nelle tombe continua a
nutrire molti.
Infatti la tradizione si arricchisce ulteriormente con la presenza delle Clarisse,
con il ricordo di San Bernardino da Siena — a cui è attribuito il dono del
quadro della Madonna ancora oggi venerato nella processione dell’Assunta
— e con la testimonianza di altri protagonisti della vita ecclesiale locale, tra
cui il venerabile Giovanni Maria Tenderini, cappuccino e poi vescovo di Orte
che più di una volta chiamò San Leonardo da Porto Maurizio a predicare nel
nostro territorio.
Il legame con la spiritualità francescana, custodito nel tempo attraverso istituzioni e
luoghi significativi, continua ancora oggi a rappresentare una fonte viva di
“nutrimento” per la comunità cristiana.
Questa pubblicazione si propone, dunque, non solo come memoria storica, ma
come invito a riconoscere nella testimonianza di Francesco una presenza ancora
feconda, capace di nutrire la fede e orientare il cammino del popolo di Dio.
