Papa Leone XIV: Non si può parlare di Europa senza
menzionare il cristianesimo. E cita Alcide De Gasperi
nell’incontro “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità”

Stefano Stefanini
Papa Leone e Metz Nella sua ultima tappa del viaggio
apostolico in Francia ha citato Alcide De Gasperi, mettendo
l’accento sul ‘retaggio comune europeo’, cioè quella morale
unitaria che esalta la figura e la responsabilità della persona
umana col suo fermento di fraternità evangelica, col suo
culto del diritto ereditato dagli antichi, col suo culto della
bellezza affinatosi attraverso i secoli, con la sua volontà di
verità e di giustizia acuita da un’esperienza millenaria.
Di seguito una breve reassegna stampa sui discorsi
pronunciation a Metz.
“Non si può parlare dell’Europa senza menzionare il
cristianesimo”: così Papa Leone nel discorso all’Incontro
“Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità” a Metz.
Il Pontefice cita Robert Schuman ma anche Alcide De
Gasperi. Schuman “ne era ben consapevole quando
affermava: “Il cristianesimo ha insegnato l’uguaglianza di
natura di tutti gli uomini, figli dello stesso Dio, redenti dallo
stesso Cristo, senza distinzione di razza, colore, classe o
professione. Ha fatto riconoscere la dignità del lavoro e
l’obbligo, per tutti, di impegnarvisi. Ha riconosciuto il primato
dei valori interiori che, soli, nobilitano l’uomo. La legge
universale dell’amore e della carità ha fatto di ogni uomo il
nostro prossimo, ed è su di essa che da allora si basano le
relazioni sociali nel mondo cristiano” ha detto Leone, che ha
aggiunto:

“Un altro padre fondatore dell’Europa contemporanea,
Alcide De Gasperi, gli fa eco mettendo l’accento sul
‘retaggio comune europeo’, cioè quella morale unitaria
che esalta la figura e la responsabilità della persona
umana col suo fermento di fraternità evangelica, col
suo culto del diritto ereditato dagli antichi, col suo culto
della bellezza affinatosi attraverso i secoli, con la sua
volontà di verità e di giustizia acuita da un’esperienza
millenaria”.
“Anziché essere un criterio confessionale esclusivo, il
riferimento al debito della cultura europea verso il
cristianesimo permette di comprendere meglio quanto
l’apertura al trascendente sia sempre una dimensione
costitutiva della persona umana e una fonte viva di
civilizzazione” ha aggiunto il Papa.

Il Pontefice: “Oggi le relazioni umane e tra gli Stati sono
sempre più barbare”
“Il diritto internazionale e il multilateralismo sottolineano
l’eguaglianza effettiva degli Stati nelle loro relazioni
reciproche e costituiscono il miglior antidoto alla volontà di
dominio, che è all’origine di ogni conflitto. Oggi, le relazioni
umane e tra gli Stati si fanno sempre più barbare. Il valore
della parola data è disprezzato; ci si vanta piuttosto della
menzogna e dell’inganno” ha detto il Papa, sottolineando
che “l’Europa può porre fine a questa spirale grazie al
rispetto per l’altro che ha saputo coltivare e preservare”.

“Attenti all’illusione del riarmo, la guerra in Europa è
una nuova inutile strage”
“La ricerca della pace in Europa, così come nel resto del
mondo, non deve essere confusa con un ingenuo irenismo”
ha detto il Papa, lanciando un monito: “Bisogna guardarsi

dall’illusione del riarmo”. Per Leone XIV “favorire la pace
è un’opera attiva. Oggi bisogna chiedersi se stiamo
realmente facendo ‘sforzi creativi’ per promuovere la pace
mondiale, o se stiamo semplicemente cercando di arginare
l’emorragia della guerra e prepararci meglio a quelle che
presumiamo debbano ancora venire”.
“Purtroppo oggi la guerra è riapparsa, anche in Europa: una
nuova ‘inutile strage’, che ogni giorno causa innumerevoli
vittime civili” conclude il Pontefice.

Il Papa all’Europa: “integrate i migranti come in
famiglia, sviluppino i loro talenti.
L’Europa contemporanea si trova difronte a una nuova
tappa della sua lunga storia di incontri, con l’arrivo sul
continente di tanti uomini e donne in fuga da teatri di guerra
e persecuzione, o in cerca di una vita migliore lontano dalla
povertà e dalla miseria” ha ricordato il Papa, sottolineando
che “accogliere una persona significa integrarla come nella
propria famiglia, offrendole la possibilità di sviluppare i suoi
talenti, le sue capacità e sensibilità, ma anche di entrare
nello spirito della casa che la accoglie”. Leone XIV invita a
“cogliere la portata storica di ciò che sta accadendo, vale a
dire un incontro senza precedenti tra popoli e culture che
chiama a una riscoperta creativa delle nostre radici e, allo
stesso tempo, a un ascolto attento dell’altro. L’universalità
dei valori fondanti dell’Europa ci assicura che questo dialogo
è possibile e che potrà dare una base solida alle nostre
società, permettendo di operare in modo più efficace per la
pace e per un mondo riconciliato”.

Per papa Leone: “È sempre possibile costruire la pace”

“È con profonda gioia, ma anche con vivo senso di
responsabilità spirituale, che mi trovo oggi tra voi a Metz,
città di frontiere e di passaggi, presso il Centro Congressi
che porta il nome di Robert Schuman, uno dei padri
fondatori dell’Unione Europea. Quest’uomo di fede e di
convinzioni seppe trasformare le vecchie linee di frattura in
ponti di speranza per tutta l’Europa, diventando un vero
ambasciatore dell’unità nella diversità. Seguendo il suo
esempio, la nostra responsabilità comune di donne e uomini
religiosi, è quella di testimoniare che, al di là dei confini, è
sempre possibile incontrarsi, stringere amicizia e
costruire la pace” cosi’ si e’ espresso il Pontefice.
“Dialogare non sminuisce la nostra identità, ma la esprime
con semplicità e verità aprendosi alla diversità dell’altro.
Come diceva il mio predecessore, Papa Francesco – ha
proseguito il Pontefice -: Il dialogo tra persone di religioni
differenti non si solamente per diplomazia, cortesia o
tolleranza. […] L’obiettivo è di stabilire amicizia, pace.
Prima di lui, il santo Papa Giovanni Paolo II considerava il
dialogo come un’esigenza intrinseca alla natura stessa
dell’uomo. Secondo Paul Ricœur, è la via attraverso la quale
riconosciamo l’alterità come una promessa e non come una
minaccia; è un’arte dell’incontro di cui il nostro mondo ha
grande bisogno, agli antipodi dell’aggressività e della
violenza”.

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