23ma Domenica TO/A (6 settembre 2026)

In un mondo dove l’indecenza e la malvagità imperano dal trono, meditare sulla lettura presa da Ezechiele (la prima nella Liturgia di oggi) al cap. 33, è come uno scossone della coscienza. Il Vangelo poi (Matteo, 18:15) ci ritorna suggerendo un cammino pedagogico che io per esempio usavo nelle comunità terapeutiche di caritas/school of life (Canada). Capisco che non sempre è possibile né prudente fare nomi e posizioni di potere. Le parole del card. Mimmo Battaglia (Napoli) “Ai mercanti della morte” (marzo 2026) recentemente pubblicate sui media sono più che chiare a riguardo. Non fa nomi, ma chi segue le vicende che fanno sanguinare il mondo, capisce molto bene a chi si rivolge…. E l’altra del luglio 2025 “… e voi che sprofondate nelle poltrone rosse dei parlamenti, abbandonate dossier e grafici, attraversate anche solo per una ora i corridoi spenti di un ospedale bombardato…” sono una sferzata stile profeta Ezechiele. Ma sento il dovere anche personale di riflettere. Ma noi che dovremmo alzare una mano profetica, noi siamo credibili? Siamo parolieri o persone coerenti? Siamo predicatori o anche costruttori della parola? Il cammino della resurrezione parte dalla umiltà e coerenza. L’invito del salmo 94: “Ascoltate oggi la voce del Signore” diventa: “Ascoltiamo oggi la voce del Signore”. Perché “ascoltare” vuol dire: vivere come il Signore vivrebbe. E qui invito me e voi a un esame di coscienza, quello che facciamo (o: dovremmo fare) all’inizio della Liturgia della S. Messa.
don GianniCarparelli
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