XXII DOMENICA T.O. A.  30 Agosto 2026

Geremìa 20,7-9; Salmo 62 (63); Romani 12,1-2; Matteo 16,21-27

Sequela

 

Viviamo una società che si dice cristiana; nella realtà, conserva usi ed abitudini cristiani, ma non sempre ed ovunque alle parole corrisponde la storia e quando l’ambiente si fa meno cristiano il credente si sente smarrito«Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno. Ognuno si fa beffa di me».

Riesco ad usare ancora un linguaggio fedele al Vangelo, ma osservo la diffidenza di chi ascolta e mi sento «oggetto di derisione ogni giorno» e, se cerco di far sentire la mia voce per annunciare il Vangelo, «quando parlo, devo gridare».

È il momento del vuoto, della assenza del conforto, dell’abbandono: mancano sapienza e speranza.

La Parola mi dice: «Non conformatevi a questo mondo». Cosa posso io, Signore? E come annunciare? Non so più perché mi sento e, forse sono, solo: «Così la parola del Signore è diventata per me causa di vergogna e di scherno tutto il giorno».

Deluso, mi ripiego su me stesso, perdendomi nei pensieri: la salvezza non è presente se il lamento non diviene preghiera. Chiedo al Signore Gesù di allontanare da se stesso e da me sofferenze, incomprensioni, tradimenti.

Quando non so quali scelte compiere ed i mezzi della fede mi sembra non funzionino, per proseguire il cammino, inganno me stesso imitando comportamenti mondani: riunisco “gente” attorno a me.

Ed ho detto bene: “gente”, non popolo e, tanto meno, popolo di Dio.

  1. «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai» … Egoista: vorresti non accadesse a te.

 Il Signore risponde a Pietro ed a te: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Quale strada seguire per riuscire a camminare nella sequela di Gesù Cristo?

  1. «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso»: guarda bene: cerchi te stesso ed il tuo io, superbamente. Non cerchi Cristo. Hai abbandonato la contemplazione della Parola e seguito chiacchiere del mondo.

E Gesù ti ha già detto: “Non preoccupatevi dicendo: «Che cosa mangeremo?». Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Cercate, invece, il regno di Dio e la sua giustizia”. Ponete il Padre al primo posto e «non vi preoccupate del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso». Non preoccupatevi, ma occupatevi del domani: «A ciascun giorno basta la sua pena». Chi mi vuol seguire «prenda la sua croce e mi segua».  «Chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà».

Quale strada seguire? Gesù «prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme».

Il gusto della verità, spesso, fa «soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi». A volte, perfino «venire ucciso», ma, volontà e opera del Padre, è «risorgere il terzo giorno».

Di nuovo la Parola aiuta a pregare: «Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto violenza e hai prevalso». Lasciatevi sedurre dall’unico vero, libero e liberante; lui semina e fa germogliare; nutre e fa crescere.  Segue il cammino di chi vuole imparare giustizia; non usa un linguaggio menzognero, ma la lingua del Vangelo.

Avere coraggio di tornare; esercitarsi a piantare e far crescere: nascere è un attimo, crescere è una vita. Donare ideali forti ed impegnativi, numerosi, a quei giovani che sanno unicamente consumare, non dignitosamente, soldi che genitori improvvidi forniscono.

Voi che seguite il Signore e siete nella verità e avete capacità di rendere giusto chi è errato «lasciatevi trasformare» rinnovando il vostro modo di pensare per poter «discernere ciò che è buono, a lui gradito e perfetto»: bello e buono che produce frutti; capace di perfezione estetica e valore morale. «Offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio è questo il vostro culto spirituale ed il Signore renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

don Lamberto Di Francesco

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