La giovane Rosa e gli ideali e lo stile di vita di Francesco
di Assisi testimoniato nella citta’ di Viterbo nell’Anno Giubilare
Francescano.

Stefano Stefanini

Rosa da Viterbo ha vissuto la sua breve ma intensa vita (1233-
1251)seguendo profondamente gli insegnamenti e il carisma di San
Francesco d'Assisi, morto nel 1226, sette anni prima della nascita
di Rosa.
La santa viterbese e’ legata intensamente al Poverello di Assisi
attraverso l’educazione familiare, come riportato dai suoi biografi: i
suoi genitori, Giovanni e Caterina, di umili origini, crebbero Rosa
educandola ai valori cristiani ispirati proprio dal movimento religioso
e dal messaggio di San Francesco.
L’Ordine Francescano Secolare o Terzo Ordine Francescano:
Intorno ai 16-17 anni, nonostante fosse gravemente malata, affetta
probabilmente da una malformazione genetica, Rosa chiese e
ottenne di essere ammessa tra le terziarie di San Francesco, dopo
aver cercato invano di entrare nel monastero delle Clarisse;
Sull’esempio di Francesco, vestita dell’abito del Terz’Ordine e
portando con sé un crocefisso o una tavoletta con l’immagine di
Cristo (la maestà), percorreva le strade di Viterbo predicando
l’amore per i poveri e cercando di pacificare le fazioni in lotta
durante il duro conflitto tra il Papa e l’imperatore Federico II.
Il legame con con le Clarisse e, piu’ recentemente, con le Suore
Francescane Alcantarine : Il corpo incorrotto di Santa Rosa è
custodito ancora oggi nel Santuario, annesso al convento un ordine
profondamente legato alla spiritualità francescana. Rosa e’ patrona
del Terz’Ordine femminile di San Francesco, della Gioventù

Francescana (Gi.Fra.) e della Gioventu’ Femminile di Azione
Cattolica.
La fraternità delle suore Francescane Alcantarine di Viterbo così ha
sintetizzato l’esperienza della giovane Santa : Rosa con la sua vita
continua a parlarci, a interrogarci, a scuotere le coscienze… aperta
alla vita e capace di rendere positivo ciò che apparentemente agli
occhi dell’uomo sembra assenza di Dio.
La giovane Rosa non può trattenere per se’ questo grande dono…
va per le vie di Viterbo ad “urlare” la grandezza di Dio … e
aggiungiamo noi “ ancora oggi” attraverso la Fede testimoniata
dalla Citta’ nella sua interezza.

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