Non vietare ma costruire un digitale a misura di giovani.
Papa Leone: ai giovani sui social Non perdere mai di vista il senso di umanità e di
realtà. Usare i social e l’intelligenza artificiale con moderazione e disciplina.
Stefano Stefanini
Redazione dell’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), si e’
occupato dell’uso o dell’abuso dei social da parte dei giovani. Più che
vietare i social, dobbiamo costruire un digitale a misura di giovani.
Il testo affronta il dibattito globale sull’uso delle piattaforme online da parte dei
minori e propone una visione basata sulla responsabilità condivisa anziché
sui soli divieti.
L’editoriale cita i dati dell’Education Monitor di Ipsos, secondo cui il 73% degli
intervistati è a favore del divieto d’uso dei social per i minori di 14 anni.
Non servono i soliti divieti ai soli divieti: Viene ricordato come le soluzioni
puramente restrittive trovino ostacoli normativi.
Ad esempio, il Conseil constitutionnel francese ha bocciato la legge che
voleva vietare l’accesso ai social sotto i 15 anni per via di conflitti con la
privacy e la libertà di espressione.
Occorre attuare una responsabilita’ condivisa: per tutelare i ragazzi è
necessario che adulti, istituzioni scolastiche, piattaforme tecnologiche e
decisori politici cooperino attivamente, assumendosi ciascuno la
propria parte di responsabilità per creare un ecosistema digitale sicuro
e realmente educativo per i piu’ giovani.
Le conclusioni pienamente condivisibili di Flavia Belladonna puntualizzano
che non rileva soltanto decidere quando un ragazzo possa entrare nel mondo
dei social, ma in quale mondo digitale viene introdotto.
Anche perché in Italia la Costituzione offre un principio importante da cui
partire. Con la modifica agli articoli 9 e 41, fortemente voluta dall’ASviS,
accanto alla tutela dell’ambiente anche nell’interesse delle future generazioni,
è stato rafforzato il principio secondo cui l’niziativa economica privata non
può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno, tra
l’altro, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana e alla salute.
Questo principio costituzionale che interpella anche le piattaforme
digitali, chiamate a interrogarsi sugli effetti che i loro modelli di
business e le loro scelte di progettazione producono sul benessere
delle persone e sulla loro salute mentale, a partire dai più giovani.
Se chiediamo ai giovani di usare la tecnologia in modo responsabile,
dobbiamo prima pretendere che chi la progetta, la governa e la accompagna
faccia altrettanto.
La sicurezza dei minori non può essere un limite aggiunto al digitale:
deve essere il principio con cui viene concepito e concretamente
realizzato.
Ecco il messaggio di Papa Leone sull’uso degli strumenti digitali da parte dei
ragazzi
La felicità non è online: In diversi interventi (come il videomessaggio per le
Steubenville Summer Youth Conferences), il Pontefice ha ribadito che la vera
gioia e la pace non si trovano nei social o nei rapporti superficiali, ma
nell’incontro autentico con Dio e con gli altri.
Evitare le dipendenze digitali: Il Papa ha messo in guardia contro il rischio
di diventare teledipendenti o eccessivamente isolati dalla tecnologia,
invitando i ragazzi a non accontentarsi della comodità virtuale e a risvegliare
il proprio entusiasmo missionario nella vita reale.
Uso responsabile ed etico: Pur riconoscendo gli aspetti positivi della
tecnologia, l’invito costante è a un uso critico e moderato, prendendo a
modello figure di riferimento vicine ai giovani come San Carlo Acutis.
Papa Leone ai giovani: usate i social e l’intelligenza artificiale con
moderazione e disciplina.
Nel Videomessaggio del Pontefice per il Festival Halleluya tenutosi il 26
luglio scorso, a Fortaleza, in Brasile. Il Pontefice si rallegra dell’entusiasmo
contagioso che i giovani sanno manifestare e, preoccupato dei rischi che le
reti digitali possono creare, proiettandoci in un mondo irreale, in cui
l’effimero, le mere apparenze e l’;inganno finiscono per prendere il posto dei
veri valori, invita a seguire l’esempio di san Carlo Acutis, che metteva
sempre Cristo al centro.
Antonella Palermo su www.vaticannews.va ha descritto come papa Leone si
rallegri per l’entusiasmo contagioso dei giovani che egli stesso ha potuto
sperimentare in numerose occasioni.
Lo ha fatto anche nel videomessaggio rivolto ai partecipanti alla grande festa
che per quattro giorni ha radunato centinaia di migliaia di giovani a Fortaleza,
in Brasile, in un mix di musica, danza, preghiera e altre attività culturali:
esperienza di fede, arte e comunità.
L’esortazione del Papa è a non perdere di vista l’obiettivo prioritario di
costruire la pace nelle relazioni e di non lasciarsi condurre lontano da Dio.
Impegno per costruire la città della pace. Usare i social con moderazione
e disciplina.
Il Pontefice tiene a sottolineare che ogni giovane possiede un indispensabile
vigore missionario per trasformare questo mondo. Si tratta di metterlo
all’opera. Non perdete mai questo zelo missionario! è il suo appello
motivato dalla constatazione che il mondo ne ha un disperato bisogno.
“Cari giovani, lasciate che lo Spirito Santo riaccenda in voi un amore più
grande, capace di trasformare la vostra giovinezza in una forza
evangelizzatrice, rendendo ciascuno di voi pietra viva nella costruzione della
città della pace che tanto aneliamo, o, come diceva Sant’Agostino, la Città
di Dio presente in mezzo alla città degli uomini.”
I santi siano un modello: Non perdere mai di vista il senso di umanità e
di realtà. Lo illustra con riferimento al giovane san Carlo Acutis.
Lasciamoci ispirare dall’esempio di san Carlo Acutis: egli ci mostra come
tenere sempre Cristo al centro, anche nell’uso della tecnologia e dei social.
Prendendolo come modello, vi consiglio di usare i social network e
l’intelligenza artificiale con moderazione e disciplina, perché possono
proiettarci in un mondo irreale, in cui l’effimero, le mere apparenze e l’inganno
finiscono per prendere il posto dei veri valori e di ciò che conta davvero.
