RICORDO DI SAN PIO DA PIETRELCINA.

Stefano Stefanini
Oggi mercoledi 23 settembre  vengono celebrate
 nella Chiesa Cattolica ed in particolare nelle comunità  legate ai Gruppi di
Preghiera due ricorrenze ricche di significato: la stigmatizzazione permanente
e la  morte di San Pio da Pietrelcina.
“Tutta la sua esistenza terrena padre Pio l’ha impiegata per indicare la strada
da percorrere per arrivare al Signore. Ed è quello che verrà sperimentato a
San Giovanni Rotondo e nei Gruppi di Preghiera ispirati da san Pio  con la
Preghiera e la Santa Messa, che padre Pio considerava il punto più alto
dell’incontro tra Dio e l’uomo”.

Ricordiamo che il frate cappuccino Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco
Forgione, nasce nella piccola città sannita di Pietrelcina il 25 maggio 1887.
Fu battezzato il giorno successivo nella chiesa di Sant’Anna.
Gli venne dato il nome Francesco per desiderio della madre Maria Forgione,
devota a san Francesco d’Assisi. Il 22 gennaio 1903, a sedici anni, entra in
convento e da francescano cappuccino prende il nome di fra Pio da
Pietrelcina.
Diventa sacerdote sette anni dopo, il 10 agosto 1910: viene consacrato
presbitero nella Cattedrale di Benevento. Nel 1916 i superiori pensano di
trasferirlo a San Giovanni Rotondo, sul Gargano, e qui, nel convento di Santa
Maria delle Grazie, ha inizio per Padre Pio una straordinaria avventura di
taumaturgo e apostolo del confessionale.
Il 20 settembre 1918 il cappuccino riceve le stimmate della Passione di Cristo
che resteranno aperte, dolorose e sanguinanti per ben cinquant’anni. Padre
Pio viene visitato da un gran numero di medici, subendo incomprensioni e
calunnie per le quali dovette sottostare a infamanti ispezioni canoniche; il
frate delle stimmate si dichiara “figlio dell’obbedienza” e sopporta tutto con
serafica pazienza.
Infine, viene anche sospeso a divinis e solo dopo diversi anni, prosciolto dalle
accuse calunniose, può essere reintegrato nel suo ministero sacerdotale. San
Pio muore il 23 settembre 1968, a 81 anni. Dichiarato venerabile nel 1997 e
beatificato nel 1999, è canonizzato nel 2002 da Giovanni Paolo II.
Il suo testamento spirituale fu: «Amate la Madonna e fatela amare.
Recitate sempre il Rosario».
Lo straordinario che si cala nell’ordinario della vita quotidiana. Il mistico
profondamente umano. La semplicità, l’abbassamento, l’umiltà anche un po’
ruvida, come vie per lasciare spazio all’infinitamente grande. Chi ha avuto la
possibilità di raccontare Padre Pio lo descrive così: come un manifesto di
santità, una testimonianza di Vangelo radicato fin dentro le viscere, tanto che
le stimmate, le ferite sanguinolente, richiamano in lui la passione di Cristo.

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