2 di novembre 2026 – giorno dei morti
L’immagine poetica di Dante che dà voce alla nostra speranza, nella prima terzina del XXXI canto del Paradiso, ci fa anche intuire, entrare dentro, il mistero della LUCE che poi lo inonderà quando incontrerà senza poter vedere la perfezione di un mondo nuovo, il Regno di Dio. E’ il regno che Cristo ci ha indicato nelle beatitudini, popolato di coloro che si sono rivestiti della vita di Cristo Gesù, nostra guida e nostra speranza. La Madonna è al centro della rosa perché lei ci ha detto: “Fate quello che lui vi dirà…”. Sarà certamente una bella visione poetica, ma non è una meravigliosa visione del nostro cammino di fede? Certamente migliore dei cammini che vediamo a volte trionfare nella storia umana. Il regno di Dio non è una torre di Babele. E’ una città tutta nuova abitati da persone buone, semplici, umili, accoglienti, dedicate al servizio, attente ai fragili e
a chi fa fatica, persone che non emarginano, che non giudicano, persone come Francesco che si denudano di tutto per dedicarsi a una vita piena di amore. Sono i veri vergini. Sono coloro che ci hanno preceduto. Sono coloro, tutti noi, cerchiamo di entrare nella milizia santa, sposa di Cristo:
“In forma dunque di candida rosa
Mi si mostrava la milizia santa
Che nel suo sangue Cristo fece sposa”.
Forse non è storia per la cronaca. Ma è una visione che potrebbe trasformare il caos in vita.
Io ci credo, anche se, come sapete bene, non riesco a vivere quello che credo.
don Gianni Carparelli
(dipinto di Anna Nuzzo, pittrice contemporanea: la candida rosa)
