Castel d’Asso – Ricordo dei Defunti: una celebrazione di fede e di memoria.
Domenica 1° novembre, durante la Santa Messa, la comunità di Castel d’Asso ha voluto ricordare con particolare affetto i propri cari defunti, presenti nel cuore di chi li ha amati, anche se ormai lontani fisicamente.
Un pensiero speciale è stato rivolto ai figli scomparsi prematuramente: Andrea, Nicoletta, Laura, Roberto, Rosalba e Massimo, e agli amici che, nel corso degli anni, hanno frequentato la comunità di Castel d’Asso: don Angelo, Amelia, Anita, Silvio, Nazzareno, Beppino, Ada, Oria e Sergio.
Erano tutti soci dell’Associazione Amici del Beato Domenico della Madre di Dio, che in questa chiesetta viene venerato insieme al suo più insigne discepolo: cardinale John Henry Newman proclamato prima Santo e poi dottore della Chiesa.
Le loro fotografie sono state deposte ai piedi del Cero Pasquale, insieme a quelle di don Dante, Gabriele, Giovanni, Pino e Mauro, in un gesto semplice ma ricco di significato.
Durante la preghiera dei fedeli sono stati pronunciati uno a uno tutti i nomi ricordati. A questi si sono poi aggiunti, con la voce e con la commozione dei presenti, i nomi dei propri cari defunti. Ne è nato un momento particolarmente intenso ed emozionante, nel quale ciascuno ha potuto sentirsi parte di un’unica grande comunità, unita nel ricordo e nella preghiera.
Dopo la proclamazione del Vangelo, il celebrante, don Gianni Carparelli, ha offerto ai presenti una profonda riflessione, prendendo spunto dalla poesia di Dante e dalla speranza cristiana:
«L’immagine poetica di Dante, che dà voce alla nostra speranza nella prima terzina del XXXI canto del Paradiso, ci fa anche intuire, entrare dentro, il mistero della LUCE che poi lo inonderà quando incontrerà, senza poterla vedere, la perfezione di un mondo nuovo: il Regno di Dio.
È il Regno che Cristo ci ha indicato nelle Beatitudini, popolato di coloro che si sono rivestiti della vita di Cristo Gesù, nostra guida e nostra speranza.
La Madonna è al centro della rosa perché lei ci ha detto: “Fate quello che lui vi dirà…”.
Sarà certamente una bella visione poetica, ma non è una meravigliosa visione del nostro cammino di fede? Certamente migliore dei cammini che vediamo a volte trionfare nella storia umana.
Il Regno di Dio non è una torre di Babele. È una città tutta nuova, abitata da persone buone, semplici, umili, accoglienti, dedicate al servizio, attente ai fragili e a chi fa fatica, persone che non emarginano, che non giudicano; persone come Francesco, che si denudano di tutto per dedicarsi a una vita piena di amore.
Sono i veri vergini. Sono coloro che ci hanno preceduto. Sono coloro per i quali, tutti noi, cerchiamo di entrare nella milizia santa, sposa di Cristo».
Parole profonde, che hanno invitato tutti a guardare alla morte non come a una fine, ma nella prospettiva della speranza cristiana e della vita eterna.
Al termine della celebrazione, come ormai è consuetudine nella nostra comunità, ci siamo ritrovati per la tradizionale agape fraterna, condividendo caffè e dolcetti in occasione della Festa dei Morti.
Un momento semplice e familiare per concludere una giornata intensa, nella quale il ricordo dei nostri cari si è trasformato in preghiera, affetto e speranza.
Sandro Mosè Toso
