Santa Rosa 2026. Domani Sabato 22 agosto
l’ultima passeggiata narrata lungo il percorso della Macchina di
Santa Rosa.
Stefano Stefanini

Si svolgera’ domani sabato 22 agosto l’ultima passeggiata
narrata lungo il percorso della Macchina di Santa Rosa.
Sabato 18 e 25 luglio, 1, 8 e 22 agosto, una guida turistica e un
facchino, da San Sisto al santuario di Santa Rosa, hanno
raccontato storie, aneddoti e curiosità legati alla tradizione del
Trasporto e della Città.
La partenza e’ prevista da San Sisto alle ore 21.00.
L’iniziativa è organizzata dal Comune di Viterbo insieme al
Sodalizio Facchini di Santa Rosa.
Riportiamo di seguito le parole del Vescovo di Viterbo che
riassumono il valore umano, sociale, culturale e soprattutto
spirituale delle festivita’ dedicate alla Santa Viterbese e, in un
certo qual modo degli eventi che precedono la festivita’ del 4
settembre.
Cosi’ il Vescovo di Viterbo mons. ORAZIO FRANCESCO PIAZZA IN UN
MESSAGGIO PER LA RICORRENZA DI SANTA ROSA DELLO SCORSO ANNO:
Se certamente la Festa di Santa Rosa è espressione
dell’identità collettiva di Viterbo, quale manifestazione di
devozione, ingegno, arte e condivisione sociale, ancor più è
memoria generativa in un presente in cui ognuno è chiamato a
reale corresponsabilità. In una realtà quotidiana, sia locale che
globale, segnata dal riduzionismo umano e sociale, frutto di
ostinate autoreferenzialità e deleterie frammentazioni a più

livelli, il trasporto della Macchina è metafora della necessità di
unione e comunione per affrontare la fatica e le sfide del vivere
e aprire sentieri di speranza per la giustizia, il bene comune e la
pace.
Questo mio è un invito a lasciarsi coinvolgere in quell’unità
di sentimento che crea le condizioni necessarie per
sostenere lo sforzo del rischioso “portare a casa Rosina”
nella vita di ogni giorno: è invito a lasciarsi coinvolgere, in
una esperienza profonda e significativa di fede e vita, come
linfa vitale che innerva e vivifica persone e contesti del
quotidiano. Non spettatori, dunque, ma protagonisti in un
evento che riconsegna alla essenzialità della vita e che,
soprattutto oggi, chiede volontà pronte a spendersi e
sacrificarsi, malgrado tutto, per la dignità di ogni persona e la
riqualificazione della trama delle relazioni. Questo evento
immette tutti sul sentiero di quella amicizia sociale, invocata e
testimoniata da Rosa, che mira a creare, con ogni sforzo, spazi
vitali di dialogo e di reale impegno per il bene comune. ORAZIO
FRANCESCO PIAZZA VESCOVO DI VITERBO.

L’agile “guglia splendente” sara’ recata nuovamente dai
Facchini, Cavalieri di Rosa, tra le vie della città e per il popolo
viterbese costituirà “momento di gaudio e d’apprensione” e nel
“forestiero” evocherà “sgomento, meraviglia e commozione”.
Gia’ dall’esposizione “preventiva” della Macchina dal 9 luglio,
giorno della nascita di Santa Rosa, presso San Sisto e Porta
Romana si nota come lo stile conferito da Raffaele Ascenzi a
“Dies Natalis ” richiama contenuti spirituali e linee estetiche
ispirate alle testimonianze artistiche di Viterbo, suscitando
ammirazione per il suo progresivo verticalismo, che con un
sapiente moto ascensionale, svetta tra le mura e i tetti della
citta’, con le sue forme che flettono, si incurvano attraverso gli
archi, le cuspidi e le guglie che si ergono leggeri come gli angeli
raffigurati e acuti verso l’alto, verso la statua di Rosa.

La fraternità delle suore Francescane Alcantarine così ha
sintetizzato l’esperienza della giovane Santa : “Rosa con la sua
vita continua a parlarci, a interrogarci, a scuotere le
coscienze… aperta alla vita e capace di rendere positivo ciò
che apparentemente agli occhi dell’uomo sembra assenza di
Dio.
La giovane Rosa non può trattenere per se’ questo grande
dono… va per le vie di Viterbo ad “urlare” la grandezza di Dio”
… e aggiungiamo noi “ancora oggi”, attraverso la Fede
testimoniata dalla Citta’ nella sua interezza.

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