Scienza, tecnologia e mondo religioso. È un connubio eccellente che ha dato alcune risposte sul volto impresso  nella Sindone, il lenzuolo funebre che  molti venerano da secoli, nell’intima persuasione che sia quello di Gesù e che, anche in mancanza di certezze scientifiche in questo senso, alla passione del Signore certamente rimanda.

Come scriveva Papa Francesco nella lettera all’arcivescovo di Torino, in occasione dell’esposizione  straordinaria del 2015, infatti, vi appare  ” … l’uomo della Sindone, nel quale riconosciamo i tratti del Servo del Signore che Gesù ha realizzato nella sua passione”.
Va specificato che in questo caso non si è intervenuti direttamente sulla Sindone, custodita a Torino, nella Cappella del Guarini, come accaduto in circostante del passato per esami scientifici.

Il risultato di cui stiamo parlando è il frutto di un interessante lavoro svolto da esperti della Polizia criminale di Roma con l’uso di  tecniche di informatica forense, usate solitamente per tracciare la probabile immagine di criminali latitanti da anni, come fu per esempio quando è riuscita ad individuare il volto di alcuni malviventi come, ad esempio, il boss Bernardo Provenzano.

Ricostruzione Volto di Gesù Polizia di Stato
Ricostruzione Volto di Gesù, Polizia di Stato

In questo caso si è proceduto al contrario e dall’immagine della Sindone si è arrivati a ricavare un volto che potrebbe essere quello di Gesù adolescente se davvero fosse quello del Signore nel sepolcro il corpo che quel telo ci mostra, con i segni di un supplizio uguale a quello raccontato dagli Evangelisti.

La preparazione degli esperti della polizia non può ovviamente dare risposte in questo senso, ma certo il loro lavoro costituisce un contributo, persino un omaggio, alla vicenda della Sindone, un tassello interessante della sua storia. Per fortuna un passaggio indolore della sua vicenda che di eventi drammatici ne ha conosciuti abbastanza lungo i secoli:  ha subito  incendi, furti ed è stato persino costretta alla clandestinità, come dal  1939 al 1942, quando fu tenuta nascosto nel  santuario di Montevergine, in Irpinia,  per sottrarlo alle grinfie delle truppe di Hitler. Fino all’incendio nell’aprile 1997, nella cappella dove era  custodito. In quella circostanza furono i  Vigili del Fuoco a salvare la teca nella quale la Sindone è custodita, dalle fiamme dirompenti e a conservarla ai pellegrini che da secoli richiama da tutto il mondo.

Volto di Gesù ricostruzione Polizia di Stato

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