L’autore del secondo libro dei Re nella prima lettura (2Re 4, 8-11. 14-16) ci presenta l’ospitalità che la donna di Sunem dà al profeta Eliseo nella sua casa. Il gesto di accoglienza viene ricambiato con il dono che la donna desiderava dell’avere un bambino.

Gesù nel Vangelo (Mt 10, 37-42) ci chiede di amarLo sopra ogni cosa e, più di tutte le cose che abbiamo, donandoGli il cuore e dedicarci tutto a Lui.

Ma seguire il Maestro – come ricorda Gesù nel Vangelo – comporta il prendere ogni giorno la propria croce, morire al peccato e al mondo, per amare Lui fino al dono della vita.

Nella seconda parte del Vangelo Gesù affronta il tema dell’accoglienza, dandogli un volto nuovo, rispetto al mondo antico che comunque era considerata sacra.

Gesù sottolinea che l’accoglienza di una persona o di un profeta o di un discepolo non è soltanto buona educazione, ma è espressione di una fede, fatta di gesti concreti e gratuiti, di solidarietà e condivisione.

Chi accoglie un discepolo o un viandante è come se accogliesse Gesù stesso. Chi sceglie Gesù nella propria vita e lo segue, sacrificando anche la propria vita, non perderà la sua ricompensa.

Anche noi siamo chiamati in questa domenica a dare, prestare, donare, offrire…perché solo offrendo, donando e accogliendo, troveremo la vita vera e la gioia vera, quella cioè che caratterizza i veri discepoli di Gesù.

Foto tratta dal web

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