8 marzo anche al tempo dell’emergenza coronavirus, per continuare a dire no. No alla violenza, no ai soprusi, alla violenza di genere alle donne.
Una lotta che in questo particolare giorno si celebra in tutto il mondo, perché è ora di dire basta a questa carneficina perpetrata sulle donne che, con il loro quotidiano impegno, contribuiscono alla costruzione di una società, degna di esistere.
Certo, è alquanto riduttivo parlarne in questa Giornata. Papa Francesco nell’Enciclica Amoris Laetitia scrive: “La vergognosa violenza che a volte si usa nei confronti delle donne, i maltrattamenti familiari e varie forme di schiavitù non costituiscono una dimostrazione mascolina, bensì un codardo degrado. La violenza verbale, fisica e sessuale che si esercita contro le donne, contraddice la natura stessa dell’Unione coniugale“.
Un fenomeno molto preoccupante che è bene combattere specialmente dal punto di vista culturale. Dal mondo educativo, già dalle scuole, ma anche dalla famiglia, le palestre e tanto altro.
Eppure continuano ad essere uccise, ora più che mai, nonostante siano le artefici di grandi progressi culturali, sociali. Un valore aggiunto della società. Una sorta di motore del cambiamento, dove, però, non sono rispettate, considerate, ascoltate.
Per non parlare del mondo del lavoro. Guadagnano meno degli uomini, lavorano meno di loro, e sono in poche a ricoprire incarichi di responsabilità.
Ma si sa che i cambiamenti sono lenti a venire, e spesso sono macchiati del sangue delle vittime, delle umiliazioni, delle differenze, dei divari che esistono tra i due sessi.
Il tasto dei femminicidi è sempre più all’ordine del giorno, mascherati dalla definizione di “omicidi passionali”, che invece, di amore e passione non ne hanno assolutamente il senso. Per non parlare degli stereotipi, tra “raptus”, “amore malato”, ad esempio.
Non dimentichiamo, poi, il caso eclatante della ‘tempesta emotiva‘, scaturita dalla folle gelosia, per la quale sono state attenuate le responsabilità a chi, nel 2018, aveva ucciso una donna in Emilia Romagna. Michele Castaldo, infatti, reo confesso dell’omicidio di Olga Matei strangolata a mani nude nel 2016 a Riccione, ne aveva beneficiato.
A questi casi si aggiunge il grande esercito delle vittime invisibili, ossia i figli orfani: tanti, troppi e devastati da questi delitti.
È, quindi, effimero, quanto molto difficile considerare l’Italia, un Paese a misura delle donne, come lo sono altri per il mondo.
È quindi superficiale e riduttivo celebrare con questi risultati, l’8 marzo.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
