Una vicenda che lascia veramente con l’amaro in bocca, specialmente in questi tempi messi a dura prova dall’emergenza Covid-19.

422 operai  dello stabilimento Gkn di Campi Bisenzio, in Toscana, sono stati licenziati dalla proprietà, che dal 2018 fa capo al fondo inglese Melrose Industries. L’azienda, che ha un altro stabilimento vicino Bolzano, produce semiassi per automobili. I licenziamenti sono stati comunicati agli interessati per e-mail.

Non è un particolare irrilevante. Non c’è infatti solo la preoccupazione che si tratti di un primo passo verso la chiusura o più probabilmente verso la delocalizzazione, cioè quella pratica tanto diffusa di aggirare i diritti del lavoro, spostando le produzioni in Paesi, dove la mano d’opera è costretta ad accettare bassi compensi e dove non esistono né sindacati degni di questo nome, o leggi basate sul primato del lavoro (quello, per inciso, posto a fondamento della Costituzione italiana. Una prospettiva purtroppo tutt’altro che aleatoria e che getterebbe nella disoccupazione oltre ai lavoratori della Gkn, anche gli altri oltre cinquecento impiegati nell’indotto, cioè provocherebbe una catastrofe per migliaia di famiglie.

Proprio il modo usato dalla proprietà, uno schiaffo o meglio un pugno in faccia, è una tragica dimostrazione dell’incuria sempre più diffusa per la dignità del lavoro, per la dignità della persona umana. Perché un licenziamento via e-mail, in una giornata nella quale i dipendenti erano stati messi in permesso retribuito collettivo, è più di un provvedimento discutibile. Appare un palese insulto all’intero Paese e alla sua dignità.

Laudato si' Enciclica Papa Francesco

 

Giova rileggere, quanto ribadito con fermezza nell’enciclica Laudato si’ da Papa Francesco, cioè che “la riduzione dei posti di lavoro ha anche un impatto negativo sul piano economico, attraverso la progressiva erosione del ‘capitale sociale’, ossia di quell’insieme di relazioni di fiducia, di affidabilità, di rispetto delle regole, indispensabili ad ogni convivenza civile”.

E magari ribadire che quanti non rispettano la dignità delle donne e degli uomini alle loro dipendenze lavorative non sono imprenditori, sono vampiri.

Foto tratte dal web

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