Suscita forte inquietudine la recente promulgazione nello Stato di New York di una legge che depenalizza l’aborto anche oltre la 24ª settimana di gravidanza, limite finora posto praticamente da ogni legislazione in merito in ogni Paese. La notizia, di questo pericoloso precedente che toglie persino i limiti di tempo per l’uccisione di un bambino già formato nel grembo materno, è giunta tra l’altro nei giorni in cui la Chiesa celebra “La giornata per la vita”. E non può che mettere i brividi non solo nell’animo dei cattolici, ma di ogni retta coscienza. Qui non si vuole riaprire un dibattito, che pure sarebbe necessario, sulle risposte politiche, sociali e personali – o meglio sulla mancanza di risposte – alle tragedie e alla disperazione che spingono tante donne a questa scelta sconvolgente. Né tantomeno ricorrere a toni truculenti.
E neppure, almeno in questa sede, affrontare le differenze tra depenalizzazione e liberazione.
Ma sappiamo tutti che ogni legge finisce per fare cultura, per creare consenso e assuefazione. E soprattutto in questo caso, siamo appunto a un precedente che mette i brividi. Da brivido è anche il poco risalto, se non l’assenza della notizia sui media italiani, un silenzio che “cozza”, con quelle frasi del tipo: “bisogna restare umani”. Umani nel fare fuori chi non può difendersi nel grembo dove è stato generato. Lo dice anche Papa Francesco che non ha certo peli sulla lingua, tanto da essere continuamente attaccato…ma allora, perché chiedere diritti, più umanità, comprensione, giustizia se poi non viene protetta la vita che nasce? Tutto questo è negare la dignità di una persona, perché come espresso da Papa Bergoglio: “Prendersi cura della vita, esige che lo si faccia durante tutta la vita e fino alla fine.” Allora? Cosa sta succedendo? Ci si sta uniformando alla “cultura dello scarto”? Si sta riducendo la vita ad un “bene di consumo”, da gettare e rigettare senza ritegno…che società è questa…
Foto tratta dal web

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
