Il bisogno di una riflessione franca e approfondita sulla condizione vissuta dagli adolescenti in questi anni resi difficili dalla pandemia del Covid 19 e dall’ombra della guerra tornata anche in Europa appare quanto mai necessaria e interpella sia le società civili sia le comunità religiose. Un contributo significativo lo ha offerto il convegno su “Giovani generazioni, fragilità, sogni e attese nel tempo della guerra e della pandemia” tenuto lo scorso 28 aprile presso l’auditorium del santuario del Divino Amore per iniziativa della Commissione Ecumenismo e Dialogo del Vicariato di Roma.
Particolarmente interessante, dopo una mattinata incentrata sul contributo della psicologa e psicoterapista dell’età evolutiva Stefania Andreoli, preceduta dalla presentazione del vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino Ambrogio Spreafico, è stata la sessione pomeridiana che ha visto protagonisti i giovani stessi.
Si è dato spazio alla proiezione di alcuni video realizzati da studenti di due scuole superiori di Roma, il Luigi Pasteur e l’Istituto Massimo, entrambe di Roma, una statale e l’altra paritaria. Queste brevi registrazioni raccontavano l’esperienza dei ragazzi durante la pandemia e il loro disagio di fronte alla nuova guerra. Altri facevano scorrere immagini e scritte accompagnate da alcune riflessioni in cui entravano in gioco i temi della storia che perde il suo vigore di essere maestra di vita in una vita chiusa agli altri, in cui la normalità viene relativizzata e salvata in seconda battuta dall’occasione del tempo presente, il kairos ((la parola καιρός in greco antico significa appunto “momento giusto o opportuno”) datoci oggi di riscoprire una solidarietà a vasto raggio che rende possibile una diversa normalità.
Tre giovani di diverse confessioni religiose, uno cattolico, uno ortodosso e uno musulmano originario della Siria, hanno condiviso il proprio vissuto emotivo a contatto con il tempo presente e attraverso la memoria della loro storia. Il tema della guerra sovrasta nella condivisione ogni discorso. Si insiste negli scambi a ricordare la sua pericolosità e l’urgenza di arginarla e fermarla. Sembrano ovvietà ai nostri giorni, una lezione che abbiamo imparato da tempo e che torna sulla scena, ancora una volta, disattesa. Amhed, uno dei giovani che tenevano la tavola rotonda, ricordava da lontano un testimone recente del dialogo interreligioso nel suo paese, il padre Paolo Dall’Oglio, gesuita, animatore della comunità ecumenica di Deir Mar Musa, il monastero siriano che ha contribuito a ricostruire.
Nel 2013 venne rapito dalle forze dell’Isis in Siria e da allora non si seppe più nulla di lui. Ma la lezione di pace e di promozione della convivenza interreligiosa che ha dato con la sua vita resta intatta, capace di trasmettere ancora oggi con la raccolta dei suoi interventi, delle sue interviste e delle sue conferenze, un barlume di speranza, di respiro, di fronte alla nuova, vergognosa corsa agli armamenti. Così, a titolo di esempio, parlava della pace: “Credo che la pace sia qualcosa che si costruisce con i propri nemici. Perché non si farà mai la pace se nell’altro si cerca solo quello che ci assomiglia. Fare la pace significa avere curiosità, attenzione, apertura verso la differenza. Bisogna immaginare di poter imparare qualcosa. Di poter essere corretti dall’altro in qualche cosa. Per far questo c’è però bisogno di creare spazio per il dialogo, per la curiosità e per l’intesa.”
Nelle parole di padre Dall’Oglio c’è qualcosa di diretto e di elementare che ricorda… la scuola. Curiosità, attenzione, apertura sono atteggiamenti basilari di chi frequenta la scuola con motivazione, con voglia di imparare qualcosa, appunto. Forse l’unica novità che ci ha trasmesso questo convegno è stata la motivazione umile, normale (tanto per ricordare una parola usata nei video dai ragazzi), determinata e solida a una pace a cui non vogliamo rinunciare. Abbiamo imparato che, nonostante tutto, continuiamo a crederci, intenti a fare il nostro dovere fino in fondo.

Edoardo Carlo Prandi nasce a Milano nel 1977. Dopo il diploma dell’Istituto Tecnico Commerciale si laurea in Filosofia all’Università degli Studi di Padova con un tesi su Michel de Certeau di cui promuove tutt’ora la ricerca attraverso il sito www.micheldecerteau.eu e varie pubblicazioni sull’autore. Tra le sue pubblicazioni figura il libro “Il nuovo della sostanza”, edito da Sosta e Ripresa nel 2015.
Ha collaborato a Genova dal 2003 al 2006 presso l’Associazione San Marcellino di Genova come animatore sociale a servizio delle persone senza dimora. Ottiene il Baccalaureato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e un Master di Comunicazione ed editoria presso l’Istituto Comunika di Roma. Per Cittadella Editrice ha pubblicato con Laura Orbicciani Giuseppe sulla figura del padre putativo di Gesù. Vive e insegna Religione Cattolica presso i licei dell’Istituto M. Massimo di Roma.
