Sgominata all’alba dalla Polizia Postale una rete di pedofili italiani che, utilizzando una nota piattaforma di messaggistica, si scambiavano fotografie e video pedopornografici: tra le vittime di pratiche sessuali persino i neonati“.

È soltanto l’ultima aberrante notizia, in ordine cronologico, di uno dei crimini più efferati come quello della pedofilia.

Era il febbraio 2012 quando venne ratificata la Convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori. Da quel giorno la parola ‘pedofilia’ entra nel Codice Penale italiano e viene punito  con la reclusione da 3 a 5 anni chiunque, con qualsiasi mezzo, anche telematico, e con qualsiasi forma di espressione, istiga a commettere reati di prostituzione minorile, di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico, di violenza sessuale nei confronti di bambini e di corruzione di minore.

Eppure, ancora oggi, non c’è giorno in cui non assistiamo ad episodi simili, episodi che esprimono con lo stato di schiavitù delle vittime, perché la pedofilia non è basata sul libero consenso.

Polizia Postale

I dati che riguardano questa piaga sociale sono agghiaccianti. Persino durante la pandemia da Covid-19, mentre l’Italia ed il mondo erano alle prese con lutto, dolore e paura, i pedofili non si sono fermati, anzi. C’è stata un’impennata, in pieno lockdown, di segnalazioni di un notevole incremento di chat degli orrori, oltre il 40%.

Segnalazioni di adescamento in chat, mentre ognuno di noi ha il dovere di tutelare le vittime, e gli orchi devono essere messi in grado di comprendere la gravità di quello che comporta la pedofilia.

Tutti uniti, Chiesa Istituzioni, Forze dell’ordine e normali cittadini in una sorta di cooperazione, per il bene di chi subisce.

Foto tratte dal web

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