Santa Rosa 2020, mons. Lino Fumagalli

Ancora un  intenso momento di preghiera in nome di Santa a Rosa, nel santuario a Lei dedicato.

La comunità viterbese, rispettando le misure dell’emergenza anti Covid-19, si è stretta accanto al suo vescovo Lino Fumagalli, che ha officiato la S. Messa dei Facchini di Santa Rosa, giovedì 2 settembre.

Un momento per riflettere in questo difficile tempo di pandemia che, purtroppo, non ha permesso lo svolgersi dei festeggiamenti in onore della Patrona di Viterbo, la Beata Rosa, santa ‘a furor di popolo’.

Ed è proprio Mons. Lino Fumagalli a sottolineare questa particolare situazione, sostenendo che “Come chiesa e città sentiamo la mancanza di queste celebrazioni, ma vi auguro che sia una pausa di silenzio e di riflessione, che ci aiuti a preparare meglio interiormente il prossimo trasporto e ci aiuti a comprendere quanto il nostro rapporto con Santa Rosa sia forte”.

Santa Rosa 2020, mons. Lino Fumagalli

Alla luce del coraggio e della consapevolezza che l’amata ‘Rosa’ protegge i 100 Facchini di bianco vestiti con fascia rossa in vita, il Vescovo di Viterbo invita a non aver paura in questa pandemia che sta flagellando l’umanità: “Oggi più che mai in questo tempo dobbiamo rinnovare questo insegnamento…Questo senso della protezione di Santa Rosa è nella mentalità dei facchini e sono sicuro che accompagna tutta la loro vita. E’ un rapporto particolare, che si instaura tra loro e Santa Rosa. Estendiamo questo rapporto a ogni settore della nostra vita”.

Rosa, una ragazzina povera e senza cultura, ma ricca di una grande forza che ha saputo e sa ancora dare una forte testimonianza,  predicando per le vie della sua città. Un esempio che, come sottolinea il vescovo Fumagalli: “La base della vita di Santa Rosa è la fiducia nel Signore. Rosa ci dice di non avere paura. Il Signore ci dice: “Io sono con te sempre e sono sostegno e alimento della speranza. Oggi abbiamo bisogno di questa speranza. La pandemia, questo virus subdolo, ha distrutto in pochissimo tempo le nostre certezze, la nostra stessa organizzazione ospedaliera. Questo virus ci ha fatto capire come l’economia non sia l’unico fattore di civilità. Molti hanno perso il lavoro, molti lo perderanno. Avremo una generazione di poveri impensabili, dei papà che chiedono ai loro figli di lasciare l’università, per trovarsi un lavoro. Forse dobbiamo fondare le  nostre certezza su altri valori e realtà. La pandemia ci ha fatto toccare con mano che se siamo uniti, riusciamo a risolvere le difficoltà. A Viterbo abbiamo avuto una solidarietà impensabile.  In questo contesto, la pandemia ha lasciato reazioni generose di molti. Se riusciamo a far sì che questo spirito di solidarietà diventi uno stile condiviso, avremo un futuro migliore”.

Rivolgendosi, infine, ai Facchini presenti il Vescovo conclude invitandoli ed invitando tutti i presenti e le persone collegate in diretta streaming: “Confidiamo nel Signore, non abbiate paura mai”.

https://www.facebook.com/DiocesidiViterbo/videos/3227586394023723/

 

 

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