Quando ci manca la speranza, quando scarseggia la gioia, quando si esauriscono le forze, quando si oscura la stella della vita, la Madre interviene. E se la invochiamo, interviene di più. È attenta alle fatiche, sensibile alle turbolenze – le turbolenze della vita -, vicina al cuore. E mai, mai disprezza le nostre preghiere; non ne lascia cadere nemmeno una. È Madre, non si vergogna mai di noi, anzi attende solo di poter aiutare i suoi figli”. Sono parole di Papa Francesco, di un paio di anni fa, durante una messa nella basilica romana di Santa Maria Maggiore, dove si venera l’immagine della Madonna Salus Populi Romani.

Madonna Salus Populi Romani
Madonna Salus Populi Romani

E il Papa aggiunse un consiglio pressante:  “Invitiamo Maria a casa nostra, nel cuore nostro, nella vita nostra […] Senza cuore non c’è amore e la fede rischia di diventare una bella favola di altri tempi. La Madre, invece, custodisce e prepara i figli. Li ama e li protegge, perché amino e proteggano il mondo”.

Del Cuore Immacolato di Maria la Chiesa celebra oggi, nel secondo sabato dopo Pentecoste, la solennità liturgica, con sapiente immediata successione a quella del Sacro Curore di Gesù, che si celebra il giorno precente. Entrambe la solennità recepiscono, dopo un cammino plurisecolare, una devozione popolare che precede di gran lunga la decisione ufficiale della Chiesa.

Jean Eudes
Jean Eudes

L’origine di tale devozione  mariana può trovarsi nelle parole del Vangelo di Luca, dove si dice che il cuore di Maria custodiva tutti gli avvenimenti della vita terrena di Gesù, ma la prima traccia di un vero e proprio culto si registra a Napoli nel 1640, per iniziativa del francese Jean Eudes, fondatore della confraternita del Cuore di Maria.

La memoria liturgica, già presente in molte diocesi europee dall’inizio dellOttocento – nel 1808 a Rieti una nuova chiesa venne intitolata al Cuore di Maria –  fu estesa a tutta la Chiesa da Pio XII nel 1944, due anni dopo che il medesimo Papa aveva consacrato al Cuore Immacolato di Maria l’umanità travagliata dalla seconda guerra mondiale. Particolare impulso a questa devozione venne dalle rivelazioni a Fatima.

Da allora le consacrazioni di questo tipo sono state più volte dipetute dai Papi. Lo fece Paolo VI nel 1964, due volte Giovanni Paolo II, nel 1982 e insieme con tutti i vescovi del mondo nel 1984.

Nel 2013 lo ha fatto Papa Francesco, che con quei predecessori, soprattutto con Giovanni Paolo II condivide una profonda devozione mariana, espressa tra  l’altro in diversi libri. A queste consacrazioni universali, si aggiungono quelle specifiche di molte nazioni, oltre sessanta in tutto il mondo. La prima fu la Francia nel 1638, seguita dal Portogallo otto anni dopo. Per l’Italia bisognò attendere il 1959. La più commentata, se non altro per il clima politico internazionale dell’epoca, fu quella della Russia fatta da Pio XII nel 1952.

Quanto alle congregazioni religiose che si rifanno al Cuore immacolato di Maria anche solo farne l’elenco esulerebbe i limiti di un articolo di giornale.

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