Piazza San Pietro, oggi sotto la pioggia, per quanti non hanno voluto mancare in questa domenica 24 gennaio all’appuntamento di mezzogiorno con l’Angelus guidato dal Papa.

La preghiera, la riflessione. Su molte cose. Poi sono le parole del Papa a indicarne una che obbliga la riflessione,  a farsi un esame di coscienza, la preghiera a farsi richiesta di perdono: “Lo scorso 20 gennaio, a pochi metri da Piazza San Pietro, è stato trovato morto a causa del freddo un senzatetto nigeriano di 46 anni, di nome Edwin. La sua vicenda si aggiunge a quella di tanti altri senzatetto recentemente deceduti a Roma nelle stesse drammatiche circostanze. Preghiamo per Edwin. Ci sia di monito quanto detto da San Gregorio Magno, che, dinanzi alla morte per freddo di un mendicante, affermò che quel giorno non si sarebbero celebrate Messe perché era come il Venerdì santo. Pensiamo a Edwin. Pensiamo a cosa ha sentito quest’uomo, 46 anni, nel freddo, ignorato da tutti, abbandonato, anche da noi. Preghiamo per lui“.

Edwin, l’ultimo senzatetto morto in solitudine, come tanti, come troppi, come un Cristo su una delle croci che nella nostra società si perpetuano

Si acutizza sempre di più la divaricazione sociale, tra i pochi fortunati ed un numero sempre più alto di poveri assoluti, soprattutto in questo tempo di pandemia.

E si finisce per strada: giovani, anziani, italiani e stranieri tra criticità mentali, disuguaglianze e solitudine.

Già, solitudine umana, avvolta da cartoni e coperte, che si stratifica sui marciapiedi delle nostre città, sotto i portici, sotto i cavalcavia.

Un’onda di emarginazione che si è insinuata tra coperte bagnate per la pioggia, magari per i più fortunati deltro  un sacco a pelo.

Vite senza nome spesso, senza fissa dimora, “homeless” inglesi,  “sans abri” francesi, “obdachlos” tedeschi, “sin hogar” spagnoli, il cui  numero è in costante aumento sempre più accentuato.

Presenze silenziose e sofferenti ai margini di una società distratta che passa indifferente davanti a loro.

L’Elemosineria Apostolica, la Caritas, la Comunità di Sant’Egidio sono scese da anni per le strade. Non è poco, perché ci testimonia che solidarietà ed impegno non si ritraggono, che nella difficoltà di tutti si è ancora capaci di pensare a quanti per cui questa situazione diventa una tragedia insostenibile da soli.

Vaccini anti Covid-19 in Vaticano

Ultimamente il Santo Padre, ha voluto intensificare l’impegno verso i più bisognosi, e sempre tramite  l’Elemosineria Apostolica, in collaborazione con l’Istituto di Medicina Solidale, l’IFO San Gallicano e con un accordo con Roma Capitale, ha voluto che i 4000 tamponi, omaggio della Slovacchia, venissero destinati per senza tetto della capitale. Così come le vaccinazioni iniziate in Vaticano don hanno lasciato da parte queste persone.

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