La preghiera, la riflessione. Su molte cose. Poi sono le parole del Papa a indicarne una che obbliga la riflessione, a farsi un esame di coscienza, la preghiera a farsi richiesta di perdono: “Lo scorso 20 gennaio, a pochi metri da Piazza San Pietro, è stato trovato morto a causa del freddo un senzatetto nigeriano di 46 anni, di nome Edwin. La sua vicenda si aggiunge a quella di tanti altri senzatetto recentemente deceduti a Roma nelle stesse drammatiche circostanze. Preghiamo per Edwin. Ci sia di monito quanto detto da San Gregorio Magno, che, dinanzi alla morte per freddo di un mendicante, affermò che quel giorno non si sarebbero celebrate Messe perché era come il Venerdì santo. Pensiamo a Edwin. Pensiamo a cosa ha sentito quest’uomo, 46 anni, nel freddo, ignorato da tutti, abbandonato, anche da noi. Preghiamo per lui“.
Edwin, l’ultimo senzatetto morto in solitudine, come tanti, come troppi, come un Cristo su una delle croci che nella nostra società si perpetuano
Si acutizza sempre di più la divaricazione sociale, tra i pochi fortunati ed un numero sempre più alto di poveri assoluti, soprattutto in questo tempo di pandemia.
E si finisce per strada: giovani, anziani, italiani e stranieri tra criticità mentali, disuguaglianze e solitudine.
Già, solitudine umana, avvolta da cartoni e coperte, che si stratifica sui marciapiedi delle nostre città, sotto i portici, sotto i cavalcavia.
Un’onda di emarginazione che si è insinuata tra coperte bagnate per la pioggia, magari per i più fortunati deltro un sacco a pelo.
Vite senza nome spesso, senza fissa dimora, “homeless” inglesi, “sans abri” francesi, “obdachlos” tedeschi, “sin hogar” spagnoli, il cui numero è in costante aumento sempre più accentuato.
Presenze silenziose e sofferenti ai margini di una società distratta che passa indifferente davanti a loro.
L’Elemosineria Apostolica, la Caritas, la Comunità di Sant’Egidio sono scese da anni per le strade. Non è poco, perché ci testimonia che solidarietà ed impegno non si ritraggono, che nella difficoltà di tutti si è ancora capaci di pensare a quanti per cui questa situazione diventa una tragedia insostenibile da soli.
Ultimamente il Santo Padre, ha voluto intensificare l’impegno verso i più bisognosi, e sempre tramite l’Elemosineria Apostolica, in collaborazione con l’Istituto di Medicina Solidale, l’IFO San Gallicano e con un accordo con Roma Capitale, ha voluto che i 4000 tamponi, omaggio della Slovacchia, venissero destinati per senza tetto della capitale. Così come le vaccinazioni iniziate in Vaticano don hanno lasciato da parte queste persone.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”

