Estate arrivata, più o meno. Il grigiore dell’inverno è ormai alle spalle. Giornate più lunghe e quindi, chi può, è pronto a partire al mare, od in montagna o per  Paesi lontani.

Pace, tranquillità e relax: la natura ci offre tanto. Il giardino del mondo offre incantevoli paesaggi e quindi situazioni benefiche per il corpo e per lo spirito.

Ognuno di noi è chiamato a custodire tutto ciò che lo circonda, anche in relazione alle generazioni future. 

San Giovanni Paolo II è stato  un grande amante della natura. Nell’enciclica  del 1991, “Centesimus Annos“, esprimeva, infatti, la sua preoccupazione per il comportamento dell’uomo che definiva  “preso dal desiderio di avere di godere più che di essere di crescere consuma in maniera eccessiva e disordinata le risorse della terra e la sua stessa vita”.

La terra non è qualcosa di cui disporre arbitrariamente, va rispettata, tutelata. Giovanni Paolo II prosegue affermando che ‘Invece di svolgere il suo ruolo di collaboratore di Dio nell’opera della creazione, l’uomo si sostituisce a Dio e così finisce col provocare la ribellione della natura, piuttosto tiranneggiata che governata da lui”.

Anche nella Lettera Enciclica “Sollicitudo rei socialis“, affronta l’argomento, offrendo un altro spunto di riflessione, sostenendo che “L’umanità di oggi se riuscirà a congiungere le nuove capacità scientifiche con una forte dimensione etica, sarà certamente in grado di promuovere l’ambiente come casa e come risorsa a favore dell’uomo e di tutti gli uomini, sarà in grado di eliminare i fattori d’inquinamento, di assicurare condizioni di igiene e di salute adeguate per piccoli gruppi come per vasti insediamenti umani. La tecnologia che inquina può anche disinquinare, la produzione che accumula può distribuire equamente, a condizione che prevalga l’etica del rispetto per la vita e la dignità dell’uomo, per i diritti delle generazioni umane presenti e di quelle che verranno.”.

Incontrarsi nell’amore per la creazione vista come dono. Un messaggio sempre attuale, sempre vero. Buone vacanze.

Foto Mariella Zadro

 

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