Nell’era dei “tuttologi” alla moda e tutti in tiro, emerge la particolare figura di Fabrizio Frizzi.
Pochi giorni fa, inaspettatamente, ci ha lasciato. Già, “ci” ha lasciato, perché Fabrizio è uno di noi, abbiamo imparato a conoscerlo e non solo televisivamente, perché con il suo garbo e la sua profondità d’animo, era un po’ “uno della famiglia”, lo sentivamo uno dei nostri.
Il sessantenne dalla risata dolce ed avvolgente, dai modi affabili, ma soprattutto di spessore. Generoso, educato, altruista e brioso.
Uomo di spettacolo, ma anche di fede, di fiducia, di profondo amore per il prossimo. Forse d’altri tempi, in un’era che, con la sua sconvolgente scomparsa, gli riconosce comunque
il merito di essere una persona coerente con i suoi valori, ma soprattutto vera.
Un uomo di fede, quindi, che in un’intervista al giornalista Bruno Volpe afferma: “Sono sempre stato cattolico, ma ad un certo punto della mia vita mi ha assillato il tarlo del dubbio, della sfiducia. Un caro parente stava morendo per una grave malattia, non accettavo questa idea il mio animo era turbato. Un giorno a Lucca, il mio sguardo cade sull’ immaginetta di Santa Gemma Galgani e quel volto bello, pacifico, armonioso il suo sguardo puro mi hanno rasserenato, in un certo senso convertito. Devo a Santa Gemma Galgani l’ aver ricevuto trovato quella Fede, la fede quella vera”.
Lui, il conduttore della porta accanto, che entrava con rispetto nelle case degli italiani, guardava al Trascendentale. Si affidava alla Madonna di Lourdes per chiederLe aiuto sulla nascita della figlia Carlotta. Nell’estate del 2002 il suo primo pellegrinaggio a Lourdes,
dove non ci si sente mai soli, avvolti da un silenzio “Mariano”, che tocca i cuori.
Ed il suo cuore “era toccato”, era tutto per gli altri, particolarmente per i più deboli, coloro che Fabrizio considerava i “i veri portatori di quel messaggio di speranza e di gioia per la vita”, come dichiarato in un’intervista a Famiglia Cristiana.
Caro Fabrizio, hai lottato, sperato, pregato. Sei stato vero, unico e purtroppo irrepetibile. Una persona perbene. La Madonna della Pietà, venerata con questo titolo proprio a Bassano Romano al quale eri legato particolarmente, ormai ti avrà preso per mano ed accolto.
Lascia un’importante “eredità”: il messaggio dell’amore, quello che tutti provano, tra le lacrime, ricordandoti con affetto e ringraziandoti per tutto quello che ci hai donato.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
