Il Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe, che dal 2004  si celebra il 10 febbraio in Italia dopo decenni di sostanziale rimozione anche istituzionale da un lato e di strumentalizzazione ideologica dall’altro, è trascorso anche quest’anno senza che si sia affermata una reale coscienza condivisa di una delle  pagine più violente e dolorose della storia non solo italiana, ma slava ed europea, negli anni immediatamente seguiti alla fine della seconda guerra mondiale e che ne prorogarono gli orrori al confine orientale italiano.

Lo precisa nel messaggio diffuso ieri per questa ricorrenza, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricondendo  “le sofferenze inutili, lo sradicamento, l’esodo a cui furono costrette decine di migliaia di famiglie nelle aree del confine orientale dell’Istria, di Fiume, delle coste dalmate sono iscritti con segno  indelebile nella storia della tragedia della seconda guerra mondiale e delle sue conseguenze“.

Furono oltre trecentomila quei profughi. Furono soprattutto oltre diecimila le persone trucidate in quei mesi e gettate nelle foibe in una vera e propria pulizia etnica perpetrata per rendere slave quelle terre, dai miliziani dell’esercito popolare di liberazione della Jugoslavia, i partigiani comunisti guidati da Tito. Furono feroci interessi pagati da innocenti  italiani al prezzo della vendetta  per le atrocità inflitte dal fascismo ad altrettanto innocenti cittadini slavi di una terra all’epoca italiana.  Ma se l’onestà intellettuale impone di ricordarlo, questo non può e non deve essere fatto per delineare, più o meno implicitamente, non una spiegazione, ma una sorta di alibi per quella tragedia.

I crimini contro l’umanità scatenati in quel conflitto non si esaurirono con la liberazione dal nazifascismo. Ci sono ferite aperte, nonostante gli anni passati, ci sono ancora narrazioni improntate più ad ideologie, che alla ricerca appunto di una verità condivisa, una verità che bene esprime il messaggio di Mattarella: “L’orrore delle foibe colpisce le nostre coscienze”.

Foto tratta dal web

 

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