A Latera, lo splendido borgo medievale sul lago di Bolsena, si è rinnovata in questo 1° marzo la devozione della popolazione per la suggestiva pala d’altare con l’immagine della Natività, conservata nella chiesa di San Giuseppe, che in questa data del 1875 si trasfigurò in un evento prodigioso, davanti ad alcune bambine che recitavano il rosario.

La Madonna, raffigurata in adorazione del Bambino insieme con Giuseppe, incominciò infatti ad aprire e chiudere ripetutamente gli occhi davanti alle piccole, tutte tra i sette e i nove anni, che stupefatte e intimorite insieme uscirono dalla Chiesa e, tra le lacrime, annunziarono a tutti l’accaduto. La notizia si divulgò per tutto il paese e il prodigioso fatto si ripetette davanti alla popolazione accorsa.

Messa a LateraE anche quest’anno numerosi fedeli della comunità ecclesiale di Latera, insieme con il sindaco Francesco Di Biagi, hanno partecipato alla Messa concelebrata da don Paolo Chico, dal parroco don Terence Nkandu, don Emanuele Germani – che da buon lateresi non poteva mancare alla celebrazione- ed il diacono Franci Nello, nell’anniversario del fatto.

 

Don Chico Gli occhi tuoi misericordiosi Proprio don Chico è l’autore di un libro, “Gli occhi tuoi misericordiosi“, frutto di una minuziosa ricerca tra le numerose testimonianze dell’evento. “Il colorito del volto della Madonna diveniva più acceso e vedi contemporaneamente innalzarsi le palpebre degli occhi suoi in modo che distinsi benissimo la pupilla ed il bianco degli occhi stessi e poco dopo riabbassò le palpebre quindi tornò ad aprirle ed abbassarle riponendosi nello stato naturale”, così uno dei testimoni descrive quanto apparso ai suoi occhi, mentre pregava la miracolosa effige.

Significativo, in particolare, fu l’effetto su persone non credenti o che non erano certo cattolici “esemplari”. Dalla chiesa uscirono in lacrime, appunto, quattro atei dichiarati e diversi bestemmiatori. Tra questi un tale che fino ad allora “ad ogni aprir di bocca vomitava bestemmie chiamato Bardella il giorno appresso all’aver veduto cadde e in luogo di bestemmiare esclamò: sia lodato Gesù e Maria“.

Fu don Antonio Marsiliani, all’epoca vicario foraneo di Latera, a dare due giorni dopo notizia dell’accaduto al vescovo di Montefiascone Concetto Focaccetti, con il quale avrebbe poi avviato un ricco epistolario, per informarlo sull’evoluzione dell’evento. Il vescovo, tra l’altro, inviò due pittori per ispezionare il quadro insieme con il vicario generale e il cancelliere della diocesi, Romualdo Ercoli e Pompeo Renzi.

Latera sindaco Francesco Di Biagi, don Emanuele Germani, don Terence Un evento prodigioso, dunque, che ancora oggi i fedeli di Latera ricordano con profonda devozione ed amore per la Madre Celeste. Una festa molto sentita, un appuntamento annuale al quale i fedeli lateresi non mancano mai. Come in molte feste religiose in ogni località italiana, la facciata della chiesa è addobbata di fiori, l’altare con candelieri ed ornamento particolare, mentre la banda suona per le vie del paese

Si inizia la mattina presto con la sveglia al suono dei tamburi, e per tutta la festa giochi popolari e fuochi d’artificio si mescolano ai momenti di partecipazione ai riti, che culminano nella solenne Messa cantata. La sera vengono lanciati, per rispettare la tradizione, bellissimi globi aerostatici e degustati e distribuiti gratuitamente vino locale ed i caratteristici dolci “castagnoli”.

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