I beni comuni di Viterbo – Scuola come bene comune 

Amministrazione Condivisa e Cittadinanza Attiva sono espressioni tipiche dello slang dei volontari (https://www.labsus.org/glossario-dellamministrazione-condivisa/ ). 

Le due espressioni compaiono nel Regolamento del Comune di Viterbo del ‘17 sulla condivisione e  gestione dei beni comuni tra cittadini attivi e Amministrazione (https://www.labsus.org/2018/06/viterbo-ha approvato-il-proprio-regolamento-per-l’amministrazione-condivisa/). 

Il Regolamento solo una volta, e sempre con difficoltà, è stato utilizzato; non è stato mai  pubblicizzato dal Comune, è pressoché sconosciuto ai cittadini e forse anche a gran parte degli  amministratori. 

Alcuni cittadini intendono pubblicizzarlo e attivarlo, articolo per articolo. 

In particolare l’Art.8: “Formazione e percorsi educativi” dedicato alla scuola come bene comune. L’articolo è molto bello e vale la pena di citarlo per esteso: 

  1. Il Comune promuove nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla cittadinanza  attiva attraverso la sottoscrizione di patti di collaborazione fra genitori, studenti e istituzione  scolastica per la cura della scuola come bene comune. 
  2. Il Comune collabora con le scuole e con le Università per l’organizzazione di interventi  formativi sull’amministrazione condivisa, sia teorici sia pratici, rivolti agli studenti e alle  loro famiglie. 

Il Comune è il soggetto agente indicato dall’articolo e il focus è su educazione e formazione di  studenti alla Cittadinanza Attiva “attraverso la sottoscrizione di patti di collaborazione” e  all’Amministrazione Condivisa attraverso “l’organizzazione di interventi formativi”. Purtroppo, la bellezza dell’articolo (bellezza a parole) è offuscata dai fatti, o peggio, dai “non-fatti”: dal 2017 il Comune non ha promosso né organizzato “nelle scuole di ogni ordine e grado” nessuno  degli “interventi formativi” prescritti dall’art.8. 

Il tema dell’art. 8 è cruciale per la crescita e il rafforzamento della democrazia e del senso di  appartenenza degli abitanti alla Città, a partire dalle giovani generazioni: non è il caso di spenderci tante parole (si veda https://www.labsus.org/wp-content/uploads/2023/04/LABSUS_Rapporto-2023_DEF.pdf ). Piuttosto è il caso di sottolineare l’importanza e l’urgenza che il Comune ottemperi a quanto  prescritto dall’articolo, anche sulla scorta di quanto fatto in altri Comuni (https://www.labsus.org/wp content/uploads/2025/09/Volantino_Scuola-di-beni-comuni_def.jpg )

Si badi bene, il “Comune” secondo il Regolamento è da intendere “nelle sue diverse articolazioni  istituzionali e organizzative”. I viterbesi ricordano che dal ‘17 (anno d’approvazione del  Regolamento) si sono susseguite tre consiliature con tre diverse composizioni di Giunta: l’art. 8 è  stato inapplicato da tutte e tre. 

Il gruppo di cittadini, di cui sopra, il 30/9/25 ha incontrato la Sindaca di Viterbo, alla quale ha  avanzato anche la specifica richiesta di predisporre ed attivare l’art. 8 del Regolamento. All’incontro erano presenti l’Assessora ai SS, l’Assessore al Patrimonio e il Consigliere per  l’aggiornamento del sito del Comune, che assieme alla Sindaca si sono impegnati a: 

  1. inserire sul sito del Comune un format di proposta di patto di collaborazione; 2. in Comune elenco dei beni comuni possibili oggetto di patto di collaborazione; 3. predisporre ed attivare un piano di formazione “all’educazione alla cittadinanza attiva” nelle  scuole e nell’Università; 

Va sottolineato e apprezzato positivamente questo impegno della Giunta come indice di apertura. In particolare, sulla richiesta 3, l’Assessora ai SS si è impegnata a realizzare un evento formativo  all’uso del Regolamento, come primo passo per coinvolgere Scuole e Università.  L’Assessora, inoltre, ha dichiarato che, per promuovere “l’educazione alla cittadinanza attiva” invierà, a ridosso della formazione del prossimo anno scolastico, una richiesta alle scuole di  “attivare patti di collaborazione fra genitori, studenti e istituzione scolastica per la cura della scuola  come bene comune”. 

I cittadini di cui sopra, hanno espresso la loro disponibilità a collaborare su questo specifico aspetto  e sicuramente seguiranno gli sviluppi di quanto promesso.  

I cittadini confidano che tali sviluppi ci saranno e che “Scuola come bene comune” non resterà solo  uno slogan. 

Raimondo Raimondi – Presidente della Consulta del Volontariato di Viterbo

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