“Angels Unwares”, Angeli Inconsapevoli, realizzata dall’artista canadese Timothy Schmalz

Un fenomeno acuito dalla pandemia di Covid-19 che frutta ogni anno oltre 150 miliardi di dollari. È lo sfruttamento della tratta delle persone, delle quali almeno 2 terzi provengono dallo sfruttamento sessuale ed un terzo dal lavoro dei minori.

Si è celebrata nei giorni scorsi la VII Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, esattamente l’8 febbraio, ma chi vi scrive vuole dalle pagine di questo giornale di profonda ispirazione cattolica creato dalla professoressa Tommasa Alfieri, volgere a fari spenti, l’attenzione su questo grave fenomeno.

Santa Giuseppina Bakhita
Santa Giuseppina Bakhita

La Giornata mondiale, infatti, si è tenuta in occasione della memoria liturgica di santa Giuseppina Bakhita, la suora sudanese divenuta proprio il simbolo dell’impegno della Chiesa, contro la tratta.

La santa, infatti, era stata venduta all’età di 7 anni per sfruttamento sessuale, ed è quindi il simbolo idoneo.

Questa grave situazione è sicuramente una parte integrante nel panorama economico, così pagato da profonde crisi e problematiche.

In un sistema così efferato e subdoli, l’essere umano diventa merce, merce inglobata in una sorta di catena di montaggio della speculazione finanziaria, ma  va affrontato e scardinato senza mezzi termini.

Papa Francesco sin dall’inizio del suo mandato l’ha definita “Un’attività ignobile, una vergogna per le nostre società che si dicono civilizzato“.

Il Pontefice ha avuto da subito il coraggio di denunciare questa vergogna, questa piaga della tratta di esseri umani che ha definito proprio “La schiavitù più estesa in questo ventunesimo secolo“.

Infatti, nel mondo sono oltre 40 milioni le vittime della tratta tra queste circa il 72% sono donne ed il 23% sono minori.

“Angels Unwares”, Angeli Inconsapevoli, realizzata dall’artista canadese Timothy Schmalz
“Angels Unwares”, Angeli Inconsapevoli,  dell’artista canadese Timothy Schmalz
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