C‘è nei credenti la convinzione profonda che il sangue dei martiri per la fede sia un nutrimento per la Chiesa. A ricordarlo al nostro tempo, alla nostra società macchiata da tanta violenza, può essere anche quello che per la legge è un report giudiziario.
Questa domenica a farlo sarà una camicia azzurra insanguinata, quella che Rosario Angelo Livatino, il “giudice ragazzino” indossava quando fu ucciso da sicari dell’organizzazione mafiosa Stidda ad Agrigento, il 21 settembre 1990.
Nei giorni scorsi, infatti, la presidente della Corte di Assise di Caltanissetta, Maria Grazia Vagliansidi, ha emesso un decreto di concessione temporanea nei riguardi della Curia di Agrigento, di questo reperto, di questa reliquia del “Martire della Giustizia e, indirettamente, della Fede” ,custodita da 31 anni negli armadi del tribunale.
Sarà mostrata ai partecipanti alla beatificazione di Livatino, appunto domenica 9 maggio, nella cattedrale di Agrigento, duecento persone in tutto, tutte ammesse per invito, per rispettare le disposizioni imposte dalla pandemia. Ma potranno vederla anche quanti si collegheranno con Rai 1, che trasmetterà in diretta la cerimonia.

Come noto, nei mesi scorsi Papa Francesco, aveva autorizzato la promulgazione del decreto di beatificazione durante un’udienza al cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione per le Cause dei santi, dopo la conclusione del processo canonico nel quale la Santa Sede ha riconosciuto il martirio “in odium fidei” (in odio alla fede), come testimoniato da uno dei quattro autori del delitto.
La Stidda, organizzazione mafiosa concorrente di Cosa nostra nell’agrigentino, mentre Rosario Livatino si stava recando in macchina al tribunale di Agrigento, scrisse una delle pagine più tristi e cruente della storia siciliana.
Rosario Livatino è il testimone di una fede cristiana autentica e al tempo stesso un esempio importante di magistrato rispettoso dei valori della Costituzione, permeato della convinzione in una giustizia che non dove mai farsi vendetta, che nessun crimine, per quanto efferato, può esimere il giudice dal ricordare che il colpevole conserva comunque quei diritti propri della persona umana.
Uno dei 45 testimoni ascoltati nella causa di beatificazione e canonizzazione ha riferito che Livatino era solito stringere la mano dell’imputato al termine dell’udienza e che non gli interessava condannare, ma rendere realmente giustizia, giudicare in base ai fatti guardando l’imputato in modo umano.

Foto tratte dal web

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
