Nella festa liturgica della Presentazione di Gesù al tempio, popolarmente detta della “Candelora”, le candele accese in mano ai fedeli illuminano il buio nella chiesa di Santa Barbara a Viterbo. È luce, simbolo di Cristo in queste candele benedette nella suggestiva processione con il rito celebrato dal parroco don Claudio Sperapani, quaranta giorni dopo il Natale, quando Gesù Bambino viene riconosciuto dal vecchio Simeone “luce per illuminare le genti”. Festa delle luci, quindi, che ha la sua origine in Oriente con il nome di “Ipapante”, cioé “Incontro” e che chiude le celebrazioni natalizie e con la profezia di Simeone alla Vergine Maria “anche a te una spada trafiggerà l’anima” apre il cammino verso la Pasqua.
Nell’omelia don Claudio porta i fedeli a riflettere sul significato di questo rito, sul nostro atteggiamento verso Dio. “Come si fa a fare risplendere la luce? – domanda il parroco – quando si accende la candela?”. Nel ricordare che già le sue domande di bambino, si sofferma sulla risposta della nonna: ” Si accende quando vengono le tenebre”. Perché nel buio, nei momenti difficili, questo gesto di devozione si fa preghiera e speranza.
“Questo segno come è dire iniziamo il cammino di vita accendendo la luce di Dio nella famiglia e nel mondo intero – prosegue il sacerdote – perché ci sono le divisioni, i drammi, i problemi di salute, i divorzi, la mancanza di lavoro. Non ci sono solo le cure degli specialisti, ma anche quelle di Dio, mettendolo al centro”. Dobbiamo portare il Signore nelle nostre case, bisogna pregare per l’umanità, per “questo mondo in subbuglio”, schiacciato dalla fame, dalla sete, dalle malattie, Asia, Africa, America latina e all’angolo delle nostre case. Un mondo percorso da violenze, da guerre contro le quali la voce del Papa sembra non trovare ascolto e attenzione.
Poi aggiunge: ” Noi Chiesa siamo sale per la terra? Che veniamo a fare in Chiesa, ad incontrare Dio, a farlo conoscere o solo per sentirci gratificati?”. Cerchiamo di essere una Chiesa in uscita, accanto agli ultimi, cerchiamo di trasmettere questa centralità dell’amore ai bambini, alle generazioni che ci seguono. C’è bisogno di luce, di Dio, non siamo veri cristiani senza Dio. Portiamo Cristo, come la Madonna e san Giuseppe lo hanno portato al tempio, perché chi crede in Cristo vive nella gioia”.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”


