Macchina di Santa Rosa Gloria , pH Gianluca Belei

Gloria, la Macchina di Santa Rosa creata da  Raffaele Ascenzi, è tornata a sfilare sabato 3
settembre per le vie del centro storico di Viterbo. Imponente, elegante, meravigliosa,
invocata e desiderata. Un trionfo! Dopo due lunghi anni di vuoto, di assenza per via dell’emergenza sanitaria da Covid-19, Gloria emoziona, accarezza i cuori di tutto i presenti, viterbesi e non

Facchini di Santa Rosa
Facchini di Santa Rosa

I Cavalieri di Santa Rosa, di bianco vestiti e fascia rossa in vita, si sono scatenati, riversando la loro grande forza, il loro amore per ‘Rosina’, offrendo un trasporto alla luce del ritorno in città, nel ricordo delle vittime del Covid, delle vittime della guerra in Ucraina, dei facchini Roberto Ubaldi detto “Baffino” e Massimo Taratufolo prematuramente scomparso a soli quarant’anni. E nelle girate sono stati ricordati i giornalisti Patrizia Coppa, Massimo Cipolloni e Gianni Uggeri.

Macchina di Santa Rosa Gloria , pH Gianluca Belei Questa Macchina così bella e significativa è il simbolo dell’amore universale: all’interno
sono custodite le lettere ed i bigliettini che viterbesi e fedeli devoti scrivono durante l’anno
alle suore di Santa Rosa. Richieste, di preghiere, di voti, ringraziamenti. Un’idea proprio
dell’architetto Ascenzi, per rendere il trasporto più vivo ed avvicinare sempre più la Macchina alle persone e quindi a Rosa, la santa “a furor di popolo”.
Le linee della Macchina sono ispirate al reliquario che contiene il cuore di Santa Rosa,
riprendendone la pianta triangolare e le forme. Venne donato da papa Pio XI alle suore
clarisse Proprio quel reliquiario i facchini, accompagnati dal corteo storico, avevano
portato nella processione di venerdì 2 lungo le vie di Viterbo, dopo di che in mattinata aveva
sorvolato la città a bordo di un elicottero dell’aviazione dell’esercito.

Tra le novità per questo quinto trasporto di Gloria, due madrine, le campionesse Ludovica
Delfino di pattinaggio e Sveva Melillo di muay thai, un tipo di arte marziale. Altra novità il
percorso di 700 metri in più, con il passaggio a via Marconi, e all’arrivo la grande sorpresa
di un inedito ‘Sollevate e fermi’ in onore dei Facchini Baffino e Massimo, citati spesso durante il trasporto dal capofacchino Sandro Rossi.

Proprio Rossi, nel tradizionale raduno dei facchini nel pomeriggio al teatro dell’unione,
aveva duramente polemizzato per la mancanza di pubblico al corteo del giorno prima,
soprattutto in piazza Verdi, addossandone la responsabilità alle autorità e minacciando di interrompere il trasporto della Macchina se la cosa si fosse ripetuta.

Da questo sembra originata anche la decisione di fermarsi in piazza delle Erbe, come mai accaduto prima.

Facchini di Santa Rosa pH Gianluca Belei Facchini comunque uniti e compatti, l’uno per l’altro nel nome di Rosa, con il presidente
Massimo Mecarini premurosa presenza esperta, tutti coadiuvati dalle due guide ai lati,
occhi preziosi.

Presente nel percorso anche Patrizia Nardi, coordinatrice della Rete italiana delle grandi
Macchine a spalla e responsabile del progetto della loro candidatura a patrimonio immateriale dell’umanità. Un riconoscimento ufficializzato il 3 dicembre 2013 quando l’Unesco iscrisse iscritti nella “Representative List of the Intangible Cultural Heritage of Humanity” appunto la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, insieme con i Gigli di Nola, la Varia di Palmi e i Candelieri di Sassari.

Il sindaco Chiara Frontini
Il sindaco Chiara Frontini

Ad accompagnare il “Campanile che cammina”, come venne definita la Macchina di Santa Rosa dallo scrittore Orio Vergani, il neo sindaco Chiara Frontini, al suo primo trasporto: “È il 3 settembre di una città che ha voglia di rinascere”, ha detto alla partenza.

E rinascita nel segno sia.

Facchini di Santa Rosa Macchina di Santa Rosa

Facchini di Santa Rosa
Facchini di Santa Rosa

 

Facchini di Santa Rosa Macchina di Santa Rosa

Santa Rosa 2022

Galleria fotografica a cura del fotoreporter Gianluca Belei 

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