Quattro mesi, una lotta molto dura testimoniata sul suo volto provato. Parliamo di Sinisa Mihajlovic, l’ allenatore del Bologna, malato di leucemia.

Lo scorso 29 ottobre il trapianto di midollo osseo ricevuto “da donatore non familiare”, in questi giorni in conferenza stampa con i medici.
A testa alta ha affrontato ed affronta il cancro tra cicli di chemioterapia.
Un testimonial eccellente, un messaggio straordinario per tutti da un uomo, un uomo straordinariamente uomo.
Giocare per vincere è stato sempre il suo motto e lui lo ha fatto anche  con il cancro. Anche con le lacrime, perché un vero uomo si commuove ricevendo innumerevoli messaggi di solidarietà.
Non si considera un supereroe, ma un essere umano che invita alla prevenzione, invita a combattere, a reagire. Tifosi e non si sono stretti accanto a lui già dal giorno del suo annuncio di essersi ammalato di leucemia. Tutta l’Italia ha esultato con lui, il dribblatore eccellente che, supportato dalla moglie ed i tre figli, ha superato anche questo match.

Nella sala stampa dello stadio Renato Dall’Ara di Bologna li ringrazia per essersi offerti per  donargli il midollo, come ringrazia i 36mila donatori che si sono offerti.

Ribadisce l’importanza di affidarsi pazientemente alle cure, alle terapie, ai controlli tanti da dire: “La malattia è bastarda, ci vuole molta pazienza“.
Lui che ha avuto la forza di dire pubblicamente quello che sta passando, lui che apprezza la solidarietà dei tifosi e dei ‘nemici’. Lui che apprezza e gusta con occhi ed animo diverso la vita, le piccole cose del quotidiano.
Un esempio, un uomo normale, un guerriero deciso e combattivo. Perché a suo dire: “Ognuno l’affronta nella propria maniera, ma quello che mi sento di dire è che comunque, se sei forte e ci credi, il sole arriva“.

Foto tratta dal web

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