“Basta in cielo una stella / a far la sera più bella.
Basta un canto da nulla /a dondolare una culla”.
Con la citazione di questi versi semplici e sapienti tratti da una raccolta di filastrocche per bambini di Renzo Pezzella, la vice direttrice del nostro giornale Laura Ciulli ha introdotto ieri a Latera, nella chiesa parrocchiale di San Clemente, un incontro per vivere in modo particolare e comunitario la gioia dell’Epifania del Signore.

La stella che guida il cammino verso Gesù, l’apporto del Coro di Latera, che ha iniziato con il canto Adeste fideles, i bambini e gli adolescenti impegnati nella recita di un testo sul significato autentico del Natale sono stati gli ingredienti di un evento toccante.
Un testo particolarmente felice, una fantasia fatta di fiaba e di messaggio. La trama, in estrema sintesi, racconta che nel paradiso degli animali il bue e l’asinello, che scaldarono Gesù appena nato, decidono di tornate sulla Terra per vedere cosa è rimasto dello splendore della notte di Betlemme. Scopriranno un’istantanea di una società consumistica, dove si corre affannati alla ricerca di regali e regalini, tanto da apparire loro ‘tutti matti’. Saranno proprio i bambini a dare il senso di quella notte, il senso di quell’evento, perché come scriveva Papa Giovanni Paolo II, “l’amore e la concordia costruiscono la pace, l’odio e la violenza la distruggono“.
Le bambine, i bambini e gli adolescenti della parrocchia laterese hanno toccato i cuori, sono andati oltre le convenzioni e gli stereotipi per fare sentire la loro voce, il loro pensiero. E ci hanno messo il cuore a loro volta, dai più piccoli – persino dell’asilo – ai più grandi, recitando poesie, cantando, ballando ed esprimendo la gioia per la nascita del Divino Bambino. Un messaggio di pace e di amore si è profuso nella bellissima chiesa di Latera, tra genitori e parenti emozionati nel vedere i loro piccoli interpreti di tutto questo accanto a Gesù Bambino, in una antica culla di legno.
Pregevole l’interpretazione del Coro, diretto dal Maestro Stefano Calandrelli, suggestiva colonna sonora di un apprezzato momento di riflessione e gioia, per celebrare la prima manifestazione di Cristo all’umanità, l’Epifania appunto, con a visita dei Magi alla mangiatoia. A guidarli, da Oriente alla grotta per adorare il Bambino appena nato, come raccontato dal Vangelo di Matteo, è la stella.

Gli intermezzi musicali sono stati curati da Alessia Martellotti.
Per la cittadina della Tuscia è stato soprattutto un modo per riconoscersi comunità. In primo luogo comunità ecclesiale intorno al parroco don Terence Nukandu che ha affiancato la catechista Francesca Tramontana e la stessa Laura Ciulli nella preparazione dei bambini.

Al tempo stesso comunità civile tra concittadini, come evidenziato, tra l’altro, dalla presenza del sindaco Francesco Di Biagi, del vice sindaco Alessandro Fronio, dell’assessore alla cultura Luigi Migliaccio, tra l’altro padre di don Nicola, che poco prima aveva suonato l’organo per i Vespri dell’Epifania, seguiti dal bacio del Bambinello.
Apprezzato anche l’arrivo a fine recita della Befana che ha distribuito dolci ai bambini come da tradizione.

