Risposte e debolezze sulle chiamate del Signore

 

“L’esistenza cristiana è tutta e sempre risposta alla chiamata di Dio, in qualunque stato di vita”. Così Papa Francesco al termine del Regina Coeli del 3 maggio, domenica del Buon Pastore e Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni. In qualunque stato, certo, ma si dovrebbe aggiungere in qualunque momento della vita diciascuno di noi.

In ogni tappa della nostra quotidianità, serena o turbata che sia, magari come ora per l’ansia causata da un’epidemia. In ogni tappa, magari quando è difficile distinguere nella cacofonia in cui siamo immersi il senso di quella chiamata, ci è difficile aggiungere al Fiat di Maria la nostra più umile scelta di sequela di  Cristo. È difficile distinguere il bene dal male.

Eppure, nel paradosso di queste settimane può aiutarci proprio il silenzio imposto dal Covid-19 alla nostra quotidianità. Perché a tacere è l’effimero, la confusione dei falsi idoli. Possiamo fermarci a cogliere le sfumature di un silenzio che non è muto. Possiamo ascoltarlo mentre mentre ci aiuta a distinguere le voci che lo riempiono, a capire quali ci conducono a Dio e quali ci rigettano nel caos, nella tentazione, nella superficialità nella quali opera il maligno. Distinguere, tra le lingue che ci raggiungono quelle che a volte ci ammaliano, ci tentano, ci soggiogano, da quella che è luce, amore, respiro dell’anima.

Ce lo ricorda Papa Francesco: “La voce di Dio non obbliga mai: Dio si propone, non si impone. Invece la voce cattiva seduce, assale costringe:  suscita illusioni abbaglianti, emozioni allettanti, ma passeggere”. Perché “La voce di Dio è una voce che ha un orizzonte, invece la voce del cattivo ti porta a un muro, ti porta all’angolo”.  Accade, è accaduto ogni volta in cui siamo stati sedotti dall’effimero, dalla vanagloria, dai falsi sentimenti rivelatisi torbide passioni,  talora persino nella veste ipocrita di una falsa luce angelica. Ma siamo chiamati a lasciar realizzare in noi la promessa del Signore: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8,32)

Certo, come scriveva Tommasa Alfieri ispiratrice e fondatrice di questa testata giornalistica, “La verità domanda coraggio: spesso un piccolo atto di coraggio… Dobbiamo  amare  svisceratamente la Verità, per affermarla, per viverla in ogni respiro, per essere immersi in essa”. Coraggio, certo. E forse basta ascoltare il silenzio per comprendere come lei che “allora l’anima si piegherà sotto il peso troppo grande di questo amore e vivrà nel desiderio di ricambiarlo”.

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