Iniziativa della cooperativa sociale E.V.A. nel Casertano
Certificate, semplici, lineari, azzurre. Sono le mascherine realizzate a Casal di Principe. Ma non sono solo il dispositivo da usare per tutelarsi dal rischio di contagio da coronavirus. Sono molto di più. Sono un simbolo per contrastare la violenza, la violenza di genere e le mafie. Un modo per dire no a tutto questo. Le sta realizzando, “per supportare un laboratorio sartoriale, in un bene confiscato al clan dei Casalesi”, la cooperativa sociale E.V.A, che da vent’anni opera nel Casertano – ha sede a Santa Maria Capua Vetere – a sostegno di donne e minori vittime di violenza. E non solo. Anche del traffico di esseri umani.
Le mascherine, per la precisione 500 pezzi al giorno, saranno destinate alle operatrici dei 253 centri antiviolenza presenti in tutta Italia. L’iniziativa riesce cioè a coniugare il contrasto alla violenza e alle mafie con quello al contagio del Covid-19.
Si possono riutilizzare fino a dieci volte, dopo essere state igienizzate a 40 gradi e con una soluzione disinfettante. Nel progetto sono impegnate un gruppo di donne vittime di situazioni di violenza e questo dà un valore aggiunto all’iniziativa. Già nel primo mese di attività è stato possibile sostenere concretamente sei donne che hanno ottenuto questo lavoro.
Per affiancare le sociologhe, psicologhe,avvocatesse, educatrici, animatrici sociali, assistenti sociali della cooperativa in questo progetto, che ha ottenuto il plauso della ministra per le Pari Opportunità, Elena Bonetti, si è mobilitata anche la prestigiosa sartoria del Teatro San Carlo di Napoli, assicurando il proprio intervento per seguire le donne impegnate nel progetto, fornendo esperienza e competenza.

Tutto questo è prendersi cura dell’altro e sono soprattutto proprio le donne ad avere a cuore il bene di altre donne. Ma vale per tutti: “Se vogliamo un mondo migliore che sia casa di pace non cortile di guerra ci stia cuore la dignità di ogni donna”. Lo disse Papa Francesco all’omelia del 1° gennaio, solennità della Gran Madre di Dio. E aggiunse che “La donna è donatrice e mediatrice di pace e va pienamente associata ai processi decisionali. Perché quando le donne possono trasmettere i loro doni, il mondo si ritrova più unito e più in pace. Perciò, una conquista per la donna è una conquista per l’umanità intera”.
Magari le donne della cooperativa sociale E.V.A. quell’omelia non l’hanno ascoltata. Ma ne capiscono comunque benissimo il senso.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”

