Tommasa Alfieri

Sosta e Ripresa vuole dare un contributo di sereno distacco dalla situazione contingente, riproponendo il Mese Mariano della professoressa Tommasa Alfieri, del secolo scorso, quando la “Signorina”, poco più che ventenne, era Presidente diocesana della Gioventù Femminile di Azione Cattolica e grande promessa della Presidente Nazionale Armida Barelli.

Sono 31 riflessioni-meditazioni sulla Madonna (una al giorno) che la invocano con titoli originali e pieni di affetto filiale per la Mamma Celeste.

12 maggio

Ancilla laboriosa

Tommasa Alfieri ph laura ciulli

Ecco, Maria, stiamo lavorando. Vieni ed insegnaci; tu devi sapere bene, tu hai tanto lavorato!

Maria, per noi molte volte il lavoro è febbre, o peso, o catena, o condanna; ci prende, ci invade, ci eccita, oppure ci costa e ci aggrava.

Il lavoro è bello, sicuro; c’è gioia infinita ad esser utili, a fare, a produrre. Però, bisogna faticare come facevi tu nella tua piccola casa insieme al tuo Figlio operaio. Con laboriosità raccolta, rendendo fecondo il tempo delle semplici opere del servizio umano, donando alle cose il tocco dolce delle tue mani ed alle creature le premure della sua sollecitudine materna.

Maria, si deve lavorare così dovunque e comunque. Vieni vicino ed insegnaci; moto di dita capaci che si intrecciano con il sussurro dei salmi… lavoro che diventa pio.

E a sera non saremo così stanchi come adesso, ma saremo come chi ha lavorato in un campo soleggiato tracciando un solco verso un limpido orizzonte; e conserva nel viso tutta la sana ricchezza del  sole.

Maria, facci faticare con letizia di canto; donaci la fatica che tace, che prega, che illumina intorno, che ricerca il riposo solo per una ripresa più serena e fidente.

Noi non siamo schiavi legati a muovere una macina pesante; siamo figli che trafficano i beni del Padre! col Padre.

Donaci poi, Maria, di godere sovente la gloriosa stanchezza di chi si affatica per Cristo, di chi lavora al suo Regno, di chi è continuamente e giocondamente operaio, tra i fratelli, per lui. Così sia.

«Non recuso laborem».

Via… a qualunque fatica.

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