Tommasa Alfieri

Sosta e Ripresa vuole dare un contributo di sereno distacco dalla situazione contingente, riproponendo il Mese Mariano della professoressa Tommasa Alfieri, del secolo scorso, quando la “Signorina”, poco più che ventenne, era Presidente diocesana della Gioventù Femminile di Azione Cattolica e grande promessa della Presidente Nazionale Armida Barelli.

Sono 31 riflessioni-meditazioni sulla Madonna (una al giorno) che la invocano con titoli originali e pieni di affetto filiale per la Mamma Celeste.

13 maggio

Tacita in patientia

Tommasa Alfieri ph laura ciulli

Ma come facciamo, Maria, ad essere pazienti? Tu sì sei la vergine della soavissima pazienza perché sei la Madre di Gesù mite.

Tu non hai mai conosciuto insofferenze, nè rivolte, nè agitate insoddisfazioni. In te non fermentò mai nè ira nè inquietudine aspra; ma le creature e gli avvenimenti ti trovarono pazientemente china ad accettare, a comprendere, a portare.

Quanto sei stata paziente, Maria! a Bethleem cercando il ricovero, al tempio cercando il Figliuolo, accompagnando il Maestro, salendo al Calvario con lui, restando presso i discepoli soli.., quanta pazienza, Maria! Ma noi come facciamo? siamo gli eterni impazienti che un nulla contrasta, per cui una paglia ha il peso di una trave, un rifiuto è una offesa, una parola è motivo di violenza. Tu sai cosa ci freme dentro e quanto poco occorra per muovere le ire sorde della nostra natura e farci protesi a colpire creature e cose in contrasto con noi!

Insofferenti ed infastiditi e tesi vibrando ad incontrare la vita… e non riusciamo a coprire il nostro vulcano.

Eppure, Maria, deve essere un piccolo, grande segreto saper pazientare; segreto per essere felici.

Questo lievito aspro che ci vuol sollevare bisogna impastano con farina di dolcezza… e si farà pane magari di crusca, ma pane che va! Facci dunque contenti facendoci pazienti, Maria. Chini al Padre in vissuta pazienza per ogni suo ordinamento, disposti ad accogliere tutto in pazienza dai nostri fratelli, e no? pazienti anche con noi nella fatica di portarci innanzi ogni giorno col nostro carico di miserie; senza stizze.

E nel gregge del grande paziente Gesù, tu preparerai un posto per noi, frutti della sua divina pazienza. Così sia.

«In patientia vestra possidebitis animas vestras».

Una legge di pazienza… e ci possiederemo.

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