Tommasa Alfieri

Sosta e Ripresa vuole dare un contributo di sereno distacco dalla situazione contingente, riproponendo il Mese Mariano della professoressa Tommasa Alfieri, del secolo scorso, quando la “Signorina”, poco più che ventenne, era Presidente diocesana della Gioventù Femminile di Azione Cattolica e grande promessa della Presidente Nazionale Armida Barelli.

29 maggio

Perennis renovatioTommasa Alfieri

Noi sentiamo, Maria, penoso e rattristante il logorio degli anni; noi sentiamo che, intorno, creature e cose invecchiano e che in noi stessi, cuore e corpo perdono ogni giorno qualcosa della loro prima freschezza.

È il lento tramontare di ciò che è creato e noi ne abbiamo un po’ timore… forse ci pena il sentire che tutto transita e decade con noi.

Quando, invece, noi vorremmo conservare le speranze e gli entusiasmi dei bimbi, vorremmo che le fibre della nostra anima restassero vive sotto la corteccia degli anni e che i giorni non facessero cenere intorno a noi.

Maria, c’è una vecchiaia dell’anima che è la sola triste vecchiaia. Vecchiaia interiore di chi non si rinnova in un continuo esercizio di carità, di chi non si rifà perché non si dona più. L’egoismo ci fa grigi col tempo e prima del tempo, Maria; e fa il cuore vecchio.

Tu non hai conosciuto vecchiaia nella freschezza perenne del tuo spirito, nè hai patito l’intristirsi della vita che corre e che sbiadisce sentimenti e volontà. Maria, insegnaci l’incorrotta giovinezza dei buoni, la giovinezza inalterata di chi si fa piccolo e semplice e scioglie presso il grembo del Padre l’orgoglio che si accumula con gli anni; conservaci nella feconda giovinezza di chi perennemente si attiva nel sacrificio e matura, ma non sciupa, le stesse speranze di quando era bimbo.

Più guarderemo fuori di noi ed ameremo fuori di noi e più non invecchieremo, Maria.

E come il sole non invecchia perché non invecchia

il cielo, insegnaci che non appassisce l’anima che porta

Dio e si rifà continuamente nella eterna novità del suo mistero.

Donaci, allora, quest’anima in fiore tra tutto ciò che passa e finisce; e che il tramonto del corpo trovi il cuore in meriggio perenne. Così sia.

« Renovabitur ut aquilae iuventus tua ».

Non spegnursi! giovinezza rinnovata

in semplicità rinnovata.

 

Condividi