L‘emergenza Covid-19 ci ha messo di fronte ad una grave realtà:  le disarmanti esigenze dell’umanità afflitta dalla pandemia. Mai come in questa situazione ci siamo resi conto di quanto siamo fragili, impreparati ed impotenti .

Ci sono, dunque, le priorità dell’umanità ed ognuno di noi è chiamato ad adoperarsi per fare la sua parte. Anche Papa Francesco ci invita “a guardare l’umanità in faccia, per creare relazioni significative al posto di barriere”.

Ma per soccorrere chi ha bisogno, occorrono anche aiuti concreti, dispendio di energie e soprattutto risorse economiche. Già, soldi. Economia che gira. Ma allora, perché  non indirizzare una parte sostanziosa verso  le necessità dell’umanità?  Perché non smetterla con questo spreco di enormi e sostanziose cifre economiche? La pandemia da coronavirus è una prova evidente, lampante. Risorse economiche sottratte a reali emergenze in giro per il mondo . L’assistenza sanitaria ai tempi della Covid-19 è una grave problematica, che ha mostrato a tutti noi il deficit e le gravi lacune. Meno attrezzature militari sofisticate, ma  più personale preparato anche nelle forze Armate, per affrontare le miserie dell’umanità, il degrado, la fame, le malattie. Le spese militari sono spesa pubblica.  Soldi spesi per amplificare armamenti, che in tutta franchezza, non sono le priorità della società. La spesa pubblica, quindi, va indirizzata in servizi  sanitari, soprattutto in servizi sociali. Qesta  pandemia è la prova più evidente.

Lo abbiamo visto tutti, lo abbiamo ancora davanti agli occhi quel triste corteo di mezzi militari sfilare silenziosamente, mentre portavano le bare alla cremazione. Lunghe file di camion mimetici guidati dai militari, scesi in campo per aiutare l’Italia colpita da questo flagello. Le Forze armate sono composte da circa 165mila unità, a cui si aggiungono 110mila carabinieri. Tutti a disposizione di chi è in difficoltà. È un vero servizio a disposizione del Paese. Ma allora, perché non indirizzare una parte sostanziosa verso le necessità dell’umanità?  Lo hanno fatto, per esempio, gli ex Alpini a tempo record, costruendo un ospedale da campo a Bergamo. È la prova più evidente. Ed è significativo che abbiano lavorato con una struttura di volontariato internazionale, come Emergency e con medici giunti dalla Russia.

Perché ognuno di noi deve avere “la mano tesa  per aiutare l’altro ad alzarsi”, come affermato da Papa Francesco. È sarà pace e sarà amore. E magari qualche bomba in meno.

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