Una situazione preoccupante quella emersa da un’indagine condotta dalle Caritas diocesane sulla seconda ondata dell’emergenza Covid-19. Lo stato di salute delle famiglie italiane è grave. E non solo sotto l’aspetto sanitario. Una parte purtroppo rilevante della popolazione si è impoverita nel tentativo faticososo e spesso vano di mantenere un tenore di vita simile a quello degli anni precedenti. Tutto questo si è tradotto non solo in un carico di debiti, ma spesso con la perdita della casa, venduta o addirittura messa all’asta per inadempienza nel pagamento dei mutui.
Non sono sono numeri piccoli: pagare il mutuo, l’affitto, le bollette è diventato giorno per giorno un grave problema da affrontare per 11 milioni di italiani, il 22% della popolazione, oltre un quinto.

Un lavoratore italiano su 10 è stato costretto a chiedere un prestito, nei casi più fortunati potendo contare sull’aiuto di parenti, negli altri rivolgendosi a un istituto di credito, E purtroppo spesso finendo vittime di comportamenti criminali, come dimostra l’incremento degli incassi degli usurai. E in molti casi, sempre per un italiano su dieci, si tratta di condizioni tali da non garantire neppure il cibo quotidiano, come dimostra l’aumento significativo, il 12,7%, di quanti si sono rivolti alla Caritas. Le condizioni peggiori si registrano al Sud, con il 30,7% degli intervistati nell’indagine a fronte del 18.4% al Nord.
Tuttavia, anche nelle regioni tradizionalmente più agiate la crisi ha colpito duramente. Le immagini delle interminabili file a Milano per un pasto quotidiano, chilometri di persone chiuse in un silenzioso dolore, aspettando il proprio turno, hanno fatto il giro del mondo.
Il Covid-19 ha portato in superficie nuovi poveri e nuove disuguaglianze. Ma in larga parte restano invisibili queste persone con i redditi pesantemente sminuiti se non crollati. Nei centri Caritas giungono sempre più i lavoratori autonomi senza occupazione e senza tutela. E a conferma delle difficoltà di tante famiglie, perfino i ragazzi universitari fuori sede si stanno rivolgendo alle mense dei poveri.
Questa situazione, purtroppo, potrebbe durare ancora per tanto tempo, e soprattutto il numero dei “nuovi poveri” ormai cresce notevolmente, al punto che gli stessi aiuti della Caritas rischiano di diventare presto inadeguati.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
