Tutto inizia nel 1288 quando, per espressa volontà di Pietro Morrone che venne incoronato Papa proprio qui, con il nome di Celestino V il 29 agosto 1294. Inizia cioè, la storia di uno dei simboli più rappresentativi della città di L’Aquila: la basilica di Santa Maria di Collemaggio. In questo luogo il Papa appena eletto volle un’iniziativa, la Perdonanza, un pellegrinaggio di preghiera e di penitenza per il quale si ottiene l’indulgenza plenaria per i peccati. Fu una sorta di evento precursore del Giubileo che dopo la rinuncia di Celestino V al soglio pontificio – un evento che da secoli alimenta congetture più o meno senza fondamento – il suo successore, Bonifacio VIII proclamò nel 1300. Da allora la Perdonanza celestiniana si ripete con uno schema che in pochi giorni di agosto concentra il significato di un anno giubiliare.
Quella di quest’anno, per la prima volta nella storia, vedrà il 28 agosto la Porta Santa della basilica di Collemaggio aperta da un Papa. Francesco, con la sua presenza ha voluto evidenziare il significato che in ogni epoca e tanto più in questo tempo difficile, assume il chiedere e offrire perdono, nei rapporti personali e in quelli collettivi.

Le cerimonie legate all’evento si aprono oggi con il Corteo della Bolla, con i quattro figuranti principali, il Turifero della Fiaccola del Fuoco del Morrone che accenderà davanti alla basilica il Tripode della pace, la Dama della Bolla, la Dama della Croce, il Giovin Signore, al quale spetta il compito di consegnare al prelato il ramo d’ulivo del Getsemani, con il quale bussare tre volte per l’apertura della Porta Santa. L’ultima volta, nel 2020, quando la cerimonia si svolse con le massime misure di precauzione per l’emergenza del covid-19, lo aveva fatto il cardinale Giuseppe Bertello, su invito del cardinale arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Petrocchi. Appena un anno prima, la Perdonanza era stata dichiarata dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità.

A conferma del significato mondiale dell’avvenimento, alla presenza di Papa Francesco si affianca la scelta di affidare a giovani di nazionalità diverse i ruoli principali del corteo. Un simbolo che accompagna la volontà di ricostruzione, degli edifici e dei rapporti tra persone e popoli. Un simbolo inscritto nella storia di questa basilica che non fu risparmiata dal sisma del 6 aprile 2009. Vi furono crolli nell’area presbiteriale e del transetto, la distruzione di una parte della navata principale, che portò all’abbattimento del pregiato organo a canne e della volta a crociera della prima campata dell’abside.
Ciò nonostante, pochi mesi dopo fu dichiarata pro-cattedrale in supplenza della cattedrale dei santi Giorgio e Massimo totalmente inagibile. Non fu risparmiato neppure il mausoleo che conserva le spoglie mortali di Celestino V, canonizzato nel 3013, con il nome san Pietro confessore, da Papa Clemente V. La salma fu traslata in questa basilica de L’Aquila, nel 1317, dalla chiesa di sant’Antonio Abate nei pressi di Ferentino, non lontano dalla rocca di Fumone, dove era morto il 19 maggio 1296. Proprio il 19 maggio, che la Chiesa celebra la sua memoria liturgica.

Il mausoleo fu realizzato due secoli più tardi, nel 1527, da Girolamo da Vicenza, maestro di Andrea Palladio. La salma fu recuperata integra dopo i crolli. Pochi giorni dopo, il 28 aprile, in visita a L’Aquila si recò Papa Benedetto XVI che pose il suo pallio sulla teca che contiene il corpo di Celestino V, temporaneamente ospitata nell’Oratorio di San Giuseppe dei Minimi, prima di essere ricollocata nella basilica di Collemaggio alla sua riapertura il 20 giugno del 2017.

La ripresa delle attività segna un momento molto importante per la storia di questa città, provata e segnata dal sisma, ma tenace e legata alla tradizione della Perdonanza celestiniana, la cui storia e il testo della Bolla del Perdono sono persino scritti in braille su un pannello, all’ingresso della Basilica, a testimonianza di una Perdonanza sempre più inclusiva.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
