Eremo Sant' Antonio Viterbo

La pendola

Eremo della Palanzana Tommasa Alfieri

Quando fu messo il grande pendolo nel corridoio, nel cuore dell’Eremo, fu pensato: e adesso addio silenzio!

Ogni quarto d’ora, mezz’ora, ora, ci sarebbe stato il simpatico suono delle campane ad interrompere… ma cosa poi? Il silenzio, in un luogo come questo, lo interrompe solo chi lo vuole!

Sicché si stabilì il grande pendolo al suo posto. Sembrava un po’ umiliato dai sospetti di fastidioso che si erano avuti su di lui. Stentò il pendolo a mettersi in ordine ed a partire.

Poi, cominciò la sua vita in Convento. Ed entrò nella vita dell’Eremo.

Ed ora è proprio bello sentirlo interrompere all’improvviso quello che si sta facendo, o pensando. Ed introdursi dalle orecchie nell’anima per lasciare il suo messaggio.

Il tempo passa, fa’ presto e bene. Ma è un messaggio senza tragicità, anzi sereno, gioioso.

Il tempo passa: come ieri, come oggi, come domani. Passa, ma non cade nel vuoto e si perde. Il tempo offerto a Dio cade nelle mani di Dio che lo raccoglie, lo conserva, per la vita eterna.

Certo, quando senti suonare il pendolo viene fatto di percepire una sottrazione: un’ora in meno. Ed è stimolante, bisogna muoversi, ora più ora… è la vita che va in meno!

Ma insieme una soave impressione: Qualcuno aspetta, protegge, prepara, il dopo. Il dopo quell’ora, quell’altra, tutte quelle che verranno…

È una voce, quella del pendolo, non un suono semplice. I suoni significativi sono molteplici; e guardando, quando suona, il tramonto (qui all’Eremo sono splendidi) si pensa già all’alba…

Il tempo corre… verso l’alba.

Caro pendolo, tu aiuti ad essere solleciti, raccolti, pronti, desiderosi di offrire e di offrirsi… mentre tu suoni il quarto, la mezz’ora, l’ora… e sembri guardarci dal tuo quadrante con occhio buono, anche se talvolta sembri stimolare una pigrizia e rimproverare una superficialità. Allora, quando hai finito di suonare tutto, sembri dire in una eco “Vergognati, tempo perduto!”.

In questo periodo, il pendolo si è ammalato, niente di grave, un raffreddore, col gelo che ha fatto: ha cominciato a suonar male, poi si è zittito.

Ma niente di grave è stato sentenziato.

Comunque, ci manca: e quando risuonerà sarà festa.

La festa del tempo che passa in Dio.

 

(Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pag. 42).

(Continua)

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