Il forno

Non c’è molto da domandarsi: cosa è? È chiaro che è un forno, il forno dell’Eremo.

È un ambiente tanto simpatico con i muri ingialliti dal fumo e l’odore acuto ed aromatico di legna bruciata ….

All’Eremo dunque si fa il pane: lo si fa sì perché è più buono, perché ci sono tante fascine, perché si risparmia… ma soprattutto perché fare il pane è un servizio che è quasi un rito religioso dal quale tutta la comunità trae un sempre nuovo motivo di concordia e di unione. È pane fatto in casa! per ognuno e per tutti!

E chi lo fa e chi passa accanto alla madia con un sorriso ed un cenno del capo si incontrano a meditare “…è simile al lievito che una donna ha preso e messo in tre misure di farina…”.

Si incomincia a sera: tutto è silenzio… pensi al Regno di Dio… e ti trovi tra le mani il lievito e lo sciogli nell’acqua tepida e poi lo versi nella farina fatta a conca e impasti; poi copri perché stia al caldo.

E poi più tardi, domattina apri la madia e guardi… È una massa morbida, liscia, voluminosa… il lievito della notte ha lavorato nel mistero. Adesso si potranno fare i pani con la bella croce tracciata sopra ad ognuno.

E pensi al Regno di Dio. Al lievito che devono essere i cristiani viventi della vita di Cristo, alla massa che è il mondo… e ti vergogni…

Ti vergogni perché non sai essere lievito… e rivedi la storia del pane… la piccola montagna della farina dove i chicchi non si vedono più, sono spariti macinati insieme: il lievito sciolto nell’acqua, scomparso nell’impasto con la farina… poi la bellezza dei pani che il forno farà dorati…

Non sai essere lievito; non sai restare unito alla Vita, non ti doni, con Cristo, al mondo delle anime… Parli, agisci, ma non comprendi il silenzio fecondo del lievito. E la massa non sale.

Per questo fare il pane è una meditazione. Che vicino alla fiamma della legna nel forno chiude sempre in speranza.

(Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pag. 69).

(Continua)

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