Le travi del sottotetto
Questa è l’impalcatura della grande soffitta dell’Eremo.
Le architravi di castagno, duro come il ferro. Hanno più di 400 anni: reggono il tetto.
Arrivati quassù, dall’abbaino e dalle finestrole si vedono solo le cime dei pini, dei cipressi, degli abeti e la cresta del monte sul cielo.
Fanno effetto queste travi: tagliate con l’accetta senza alcuna modanatura; solo squadrate. Tutta forza e niente grazia.
Eppure il rincorrersi tanto suggestivo dei tetti e dei tettini, quale più lungo quale più corto, con le belle tegole antiche si regge su queste ed altre travi simili.
Bello: nel mondo delle anime succede lo stesso. Ce ne sono di quelle che reggono, sostengono con la loro nascosta e consumata offerta di Amore e di sacrificio le strutture pericolanti di questo povero mondo. Esse stesse ignorano la ampiezza e l’importanza del loro servizio.
Amano, servono, offrono. Di fuori non si vede nulla.
Forse, in piccolo, questo loro servizio… lo possiamo fare anche noi, se siamo generosi con il Signore.
Fuori però, non si deve vedere nulla. Come qui, all’Eremo. Da fuori solo un bel tetto solido ed uno sfondo di verde, di sole e di tanto cielo.
(Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pag. 75).
(Continua)
