La croce dell’eremita

A Legno e pietra. L’esile Croce (due sottili tronchi di castagno) si regge sicura al mozzicone di un pilastro di peperino. E lo fa diventare importante.

Quella Croce non è lì a caso. È un segnale: è piantata sopra la volta di una grotticella, scavata nel tufo, dove un padre Cappuccino, morto in concetto di santità (quello stesso che ascoltò la confessione del brigante, reo di molti misfatti, travestito da prete, nella sacrestia del convento) lì passava molte notti in preghiera e penitenza, per andarsene all’alba per i boschi a raggiungere un paesino dove celebrava. Vi arrivava cantando i salmi del breviario (Lodi, Prima?). E le porte si aprivano per andare in chiesa. Era arrivato Padre Gioacchino.

Lo reputavano un semplice povero pieno di amore al prossimo.

Chissà che in un’alba non capiti di sentire i suoi sandali ed il suo canto?

Anche quella Croce ti racconta, oggi, tanta bellezza…

Il pilastro a punta

Tommasa Alfieri

Bisogna guardare bene: su quella specie di pilastro a punta che sorregge la mezza parte di un cancelletto c’è una cornice in rilievo sul peperino che inquadra una iscrizione. Bisogna liberare le lettere dal muschio che le colma e le cancella e si legge:

Castagne seminate n.1400

Marzo 1891

Tanti anni? E dove sono ora quei castagni?

Ignoti: chi morto, chi vivo. Ma sono stati piantati… una mano ha nascosto le castagne sotterra… e il bosco, eccolo, c’è! Chi ha piantato non si sa… forse un religioso… ma ha fatto questo gesto di vita… ed il bosco c’è!

Come è vero! Viene voglia di sedersi qui, e pensare. Avere speranza: lottare contro ciò, ed è tanto, che vuole darci senso di fine… fare gesti di vita anche se la terra pare dura e la stagione avversa.

Credere nella Vita, vivere di quella Vita, portare quella Vita in ogni gesto… far vivere…

Guardo il bosco: è tanto bello, ci sono alberi maestosi: saranno quelli.

Chi li ha piantati ha fatto bene: non ha visto; ma ha creduto alla Vita ed ha dato gloria a Dio.

Viene voglia di cantare il “Benedicite”.

Chissà che chi ha piantato le castagne ed è Lassù non lo senta?

Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pagg. 97-100)

(Continua)

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