La vite

Ha degli anni questa vite! È bellissima: contorta, rugosa nel tronco che si vede fin nei suoi ultimi rami perché è inverno ed è spoglia di foglie.

Quante cose avrà visto! Ne ha di anni! Quante mani l’avranno potata, mani diverse l’una dall’altra; quante mani diverse avranno colto i suoi grappoli, fino alla vendemmia scorsa!

A leggere dinnanzi a questa vite il brano evangelico del discorso dell’Ultima Cena ci si commuove. Perché questa vite vivesse, il Signore ha disposto (disposto Lui, anche per essa!) dei buoni vignaioli che la guardassero, scrutassero i suoi rami e poi, d’un colpo deciso di forbici, levassero il secco e, dopo un rapido calcolo, recidessero i rami buoni e lunghi al di sopra della terza, della quarta gemma… li riducessero per la crescita futura… ed il grappolo, ad ottobre.

Di qui a poco sarà di nuovo potata, perché continui a vivere ed a fruttificare. Pare che aspetti. Il vignaiolo è fedele: non lascerà passare la stagione.

La Vite ed il Vignaiolo: e noi i tralci di questa Vite! Anche noi da potare perché ci può cogliere il seccume e la linfa può non arrivare più bene ed il grappolo può venire gramo… ed il Vignaiolo vuole salvare tutti i rami perché è tristezza quando ne deve tagliare uno da frutto che si è inaridito… Egli ama la Vite ed ogni ramo che viene da quel tronco… ed allora pota, taglia, riduce il ramo gracile perché si rinforzi, il ramo forte perché non dia troppe foglie e scarso frutto…

Bisogna lasciarlo fare: lo fa con infinito Amore… la Vite è sua ed i rami della Vite sono Suoi… li ama, uno per uno. Sa quello che fa e non ha da chiedere permessi.

Alla prossima stagione si vedrà meglio perché lo ha fatto.

(Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pag. 105)

(Continua)

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